Questi sono dei punti politici irrinunciabili da cui non possiamo prescindere:
1) Il sottotitolo di cinema in movimento è costituito da una rete di imprese indipendenti, una specie di consorzio, solo in questa maniera come piccola e microimpresa potremmo chiedere al potere politico UNA LEGGE per non escluderci e farci morire per sempre;
2) il gruppo facebook è solo un gruppo di pressione di chi è interessato alla politica culturale in special modo cinematografica (molto meno quella audiovisiva) e teatrale. Anche se soggettivamente siamo iscritti al Mov 5 Stelle (non è importante) E QUINDI DOBBIAMO EVITARE IL COLLATERALISMO (mi riferisco a te, Bruno che hai messo un post della candidata Raggi). Condividiamo  invece Airola, Fico, Montevecchi e altri SOLO ESCLUSIVAMENTE QUANDO PARLANO DI POLITICA CULTURALE, CINEMATOGRAFICA, AUDIOVISIVA, TEATRALE. Fuori da questi casi costituirebbe una contraddizione. Poi non si parla di film, se non quando trattano la politica cinematografica (la sparizione delle sale, la crisi del teatro,) ecc, ecc. Parliamo di quello che fanno al tavolo della cultura romana…
3) l’Associazione Culturale è fondamentale con tanto di statuto ecc. perché ci permette di avere visibilità ISTITUZIONALE, se noi facciamo tutto in maniera volontaria non chiediamo finanziamenti a nessuno, nessuno  può dirci niente, non è una lobby ma una categoria produttiva e come tale può essere audita nelle rispettive sedi istituzionali;
4) se lo facciamo come LAVORATORI DELLO SPETTACOLO sbagliamo completamente, noi non siamo un sindacato e poi l’ha detto anche il blog di Beppe Grillo, non si può pensare SINGOLARMENTE ad avere finanziamenti pubblici, l’ha ribadito anche la Montevecchi che non si può accettare l’assistenzialismo e quindi noi dobbiamo pensare attraverso il CIRCUITO DI DISTRIBUIRCI DA SOLI IN MANIERA DA INCASSARE SOLDI E PREVENDITE coinvolgendo una agenzia è un sistema studiato perché noi attraverso dei correttivi di legge possiamo accedere al mercato.
SONO QUATTRO MESI E MEZZO CHE SIAMO NATI, PERO’ ABBIAMO FATTO MOLTO POCO, DOBBIAMO AVERE UNA USCITA PUBBLICA TIPO CONVEGNO ALLA PRESENZA DI SENATORI E DEPUTATI DEL M5S (almeno tutti quelli della commissione cultura) e anche personaggi rappresentativi del cinema indipendente quanto meno da invitare,  E DOBBIAMO PARLARE ANCHE COL MINISTRO FRANCESCHINI (e qui dobbiamo trovare una soluzione) mentre e lo dico con cognizione di causa IL MEET UP in questa fase serve a poco e più che altro vicino al TAVOLO DELLA CULTURA, ma noi adesso dobbiamo agire sul nazionale prima che sia troppo tardi …
giancarlo sartoretto

Ieri abbiamo tenuto a Roma una riunione “fisica” dove abbiamo parlato di parecchi aspetti del cinema anche con visioni diverse che possono arricchire il confronto.
Ecco i punti secono me da considerare per una legge alternativa a quella presentata dal Pd, la proposta di legge Di Giorgi:
1) abolizione del referce system;

2) circuito distributivo basato su un certo numero di sale da individuare che distribuiscono prevalentemente i film a low budget attraverso la multiprogrammazione;

3) tetto a film Usa o quote di distribuzione;

4) cinema territoriale sul principio del local-global (storie locali per una distribuzione internazionale) attraverso:
a) il decentramento delle commissioni del Mibact in macro regioni;
b) decentramento Rai per sfuggire all’influenza politica dei progetti;
c) film commissioni funzionanti che si coordino tra di loro;
d) sponsor del territorio;
e) tax credit locale;
f) promoz. del turismo (cineturismo) con ulteriore finanziamento misto.

5) Tax credit esterno fino all’80% per film considerati difficili, 25% interno;

6) Nuova definizione di film indipendenti;

7) Rai Servizio Pubblico.
a) Quote di acquisto di film a low budget, documentari cortometraggi;
b) deve fornire on line l’elenco dei diritti acquisiti anno per anno;
c) un registro on line dei film finanziati a tutti i livelli spec le società;

8) Fiction, accesso democratico anche per i “piccoli” non raccomandati;

9) Mibact, le tasse da pagare anche in rapporto al budget del progetto;

10)Insegnamento in tutte le scuole di ogni ordine e grado della materia cinema (educ. all’immagine) formazione dei giovani con finanziamenti europei, recupero di luoghi abbandonati, Roma capitale europea dell’audiovisivo;

11)Defiscalizzazione della cultura in generale e delle sale cinematografiche;

12)Garanze per Maestranze, tecnici e generici sui pagamenti con segnalazione di quelle società che pur ricevendo finanziamenti pubblici pagano il personale in nero.

Questi punti possono essere invertiti o convertiti