Il protagonista in p.p. si sveglia da un sogno terrorizzato da un cimitero in cui c’era il suo nome cn la data di nascita e di morte, appunto il 4/7 che è proprio il giorno presente. Pochi istanti gli occorrono per immaginarsi di concludere tragicamente la propria esistenza: uscendo da casa quel giorno ad es. pensa a tutte le quotidiane possibili distanze, decide di non andare al lavoro, lui fa il bancario, forse in quel giorno ci sarebbe stata una rapina.

Rimane a letto, telefona ufficio, un giorno di malattia, ma deve andare dal medico anche per un giorno di malattia uffa, li c’è una coda interminabile, il medico poi non si sbriga è lento, allora tenta anzi disperatamente di farlo venire in appartamento ma quello è troppo affaccendato con i pazienti, lui da presunto malato dovrebbe essere portato via con l’autoambulanza, ritelefona in ufficio dicendo che ha cambiato idea e prenderà un giorno di ferie col disappunto di chi aveva già avviato l’altra procedura, ma pur di non uscire, va bene cosi. Solo che in casa naturalmente non c’è niente da mangiare, fa lo stesso si dice, digiunerò e l’appuntamento con la sua ragazza, la chiamerò:

– Vieni tu da me, non mi sento bene!

Doveva aspettare che passasse quel maledetto giorno, lei lo va a trovare, con un certo disappunto perché aveva altri programmi in piedi per quella mattina. Ne nasce subito una discussione dai toni quasi violenti perché secondo lei è un malato immaginario e non è la prima volta che ne parlano.

Poi piano piano finita la discussione segue il silenzio e lei si ritrova nel suo letto a cui segue una sorta di bramosia amorosa, poi improvvisamente lui si ricorda che anche il sesso potrebbe essere letale, smette, si raffredda, lei se ne va naturalmente contrariata, ormai lui per tutte le sue paure immaginarie si doveva solo ricoverare.

Era nervoso, andava su e giù per la stanza, ma poi cerca di controllarsi fumando però una sigaretta dietro l’altra che gli poteva venire la trombosi, allora si beve una camomilla, due, gli infarti da stress sono piuttosto diffusi al mondo d’oggi, infine prende distrattamente della corrispondenza dal suo tavolino di camera che funge anche da piccolo studio giusto in tempo per leggere un invito: l’amministratore del condominio invitava tutti ad una recita del proprio figlio a due isolati + in là. Avevano aderito con entusiasmo meno un condomino asociale del 2° piano, il Sig. Pila che è sempre stato contrario all’amministratore da lui definito senza tanta fantasia, un ladrone patentato.

Invece lui non avrebbe partecipato, gli rincresceva perché c’era sempre quella bonazza del secondo piano che lo faceva diventare paonazzo dal desiderio, naturalmente amava la sua ragazza ma una trasgressione ci poteva stare: in fin dei conti erano solo due isolati più in là, alle nove di sera, in quella zona non c’era mai nessuno, un vero mortuorio, non succedeva mai niente, che gli poteva succedere?

Eppure aveva paura……