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PARTITO SARDINE D’AZIONE

23 Gennaio 2020

Il Movimento delle Sardine è nato da poco, è un movimento fondato su alcuni valori riconducibili ad una ideologia di sinistra, ma non si capisce ancora se è un fenomeno mediatico, l’esigenza dei giornali di trovare qualcosa di nuovo per vendere di più, o un rilancio della sinistra di fronte all’attacco di Salvini, sinistra che sembra tuttora in grave difficoltà di consenso, con lo scopo ultimo di rilanciare l’Emilia Romagna nella sua “continuità” politica.

Dall’altra parte assistiamo ad una grave crisi del M5S che sembra in una situazione di perdita d’identità, era partito alla grande con le idee di Beppe Grillo: basta con le ideologie, solo idee, superare la destra e la sinistra appellandosi a Giorgio Gaber, favorire la cittadinanza attiva, no ai dirigenti politici e neanche alle competenze in politica. La Cosa sempre più martellante e coinvolgente sembrava fatta, poche regole tutto ridotto all’osso, le 5 stelle come cinque settori di impegno, senonchè però le cose non erano così semplici, l’iscrizione di un movimento rinviava ad una struttura che non c’era, così la coesione tra iscritti diventava difficile e alla prima occasione la gente si defilava, non accettando di ridursi lo stipendio da parlamentare, insomma tutti all’unisono contro la politica dei professionisti invariabilmente corrotti e questo poteva andare bene quando si è all’opposizione e gridare a squarciagola onestà – onestà, ma il potere di governo richiede ben altre questioni politiche a cui il semplicismo di Grillo non sapeva rispondere, ecco quindi il naufragio di Di Maio che ha provato a parlare a destra e sinistra cercando di applicare questi principi, però nel vuoto cosmico della politica, prendendosi strada facendo, anche numerosi incarichi, ma la realtà andava altrove e il Movimento non sapeva dove collocarsi. Anche le Sardine una volta utilizzate politicamente per salvare l’Emilia Romagna potrebbero essere messe da parte, ma invece se valorizzassero alcuni principi della rete e rilanciassero la cultura dei beni comuni che parte dal basso, degli spazi di libertà e autonomia da parte dei cittadini verso gli speculatori ovvero verso i politici arraffoni, potrebbe rilanciare una politica della gente in tutte le parti dell’Italia e magari trasformarsi in partito cambiando modo di comunicare e puntando sulla rotazione degli incarichi e magari sposando alcuni dei principi dei 5 stelle, ma cum grano salis.

Teomondo Scrofalo a 5 stelle

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