Le maestranze hanno capito da subito dove i privati volevano andare a parare, ma se loro non facevano quelle dimostrazioni pubbliche non avrebbero sortito alcun effetto e tutto sarebbe andato avanti verso i nuovi resort, per fortuna c’è stata una resistenza che ha fatto capire che la lotta dura non è un’avventura e la paura non c’è mai stata.
Leggendo con ritardo l’articolo su L’Unità del 30/12/2012 dall’Ufficio Stampa dell’Anica dal titolo Noi di Cinecittà in piazza per i diritti e per il cinema, abbiamo provato una bella soddisfazione che il progetto speculativo di Abete sia stato sconfitto politicamente dai lavoratori in lotta, perchè quello che volevano fare a Cinecittà non aveva nessun scopo cinematografico, ma semplicemente edilizio.
Si è messo su una speculazione da parte di privati – come succede troppo spesso – verso beni dello Stato. E su questa operazione c’era già un accordo sotto traccia delle istituzioni pubbliche, ma giustamente la grande critica che è emersa nel dibattito in seguito all’occupazione degli stabilimenti ha costretto il Mibac a uscire dalla sua posizione ambigua e di stallo per esercitare il suo ruolo pubblico di controllore. Questo ci fa capire che la privatizzazione quasi sempre è fatta per depredare risorse pubbliche. Tutto sembrava deciso…ma per fortuna si sono messi in mezzo i lavoratori..le maestranze.
Quindi forza e coraggio che anche a Cinecittà il cinema non diventerà un miraggio!
