Questa è una intervista di un esperto italiano di incassi, contenuta in RED CINEMATORE, in cui afferma che in Italia non si sfonda, che i produttori forti, manco leggono le sceneggiature, tutto si basa sulla confezione che deve essere una storiella tipo, che faccia ridere con attori affidabili.
E’ il nostro cinema di provincia che non sfonda, anzi tante volte affonda nei soliti luoghi comuni triti e ritriti, non entusiasma e non è esportabile che ci fa dire che la produzione italiana RIMANE AL POLO, volevo dire al palo.
Altro che il cinema dei grandi autori del passato, insomma romanzetti popolari d’appendice, altro che settima arte: OTTAVO NANO!
A sto punto c’è da vergognarsi ad incassare. Anche Michele Anselmi su IL SECOLO XIX parlando del fenomeno Bonifacci sceneggiatore di troppo successo, ci dice che IL LATO POSITIVO nel cinema italiano non c’è, c’è un film Usa che è incomparabile rispetto ai nostri filmetti che fanno un sacco di soldi.
E allora che facciamo, dove andiamo? Non è che il nostro pubblico è abbastanza ignorante di cinema come azzarda il critico Gianni Canova su 8 1/2, al punto che bisognerebbe fare corsi obbligatori a scuola di storia del cinema per elevare il livello piuttosto basso del pubblico?
Resta il fatto che in Italia piace sempre la stessa storia con infinite variabili, che rimanda un po’ alla commedia all’italiana ma rivissuta con stereotipi, abbandonando la realtà e inserendo il carinismo diffuso, l’importante è non annoiarsi con qualche film in cui il personaggio guarda per dieci minuti fuori dalla finestra senza capire cosa sta guardando e noi guardiamo lui per dieci minuti nella speranza che si muova qualcosa.
All’opposto però l’Italia non sa uscire dalla gabbia dei film solo macchietta che non emozionano, dialoghi che si dimenticano subito, insomma due opposti estremismi: quello “estetico” e quello “facile-facile”, non ci dovrebbe essere un giusto mezzo in cui si dispieghi la regia e la conoscenza iconica?
ECCO PERCHE' IL CINEMA ITALIANO NON DECOLLA CE LO SPIEGA L'UNICO CHE LO HA CAPITO... Nostro amico....Espertissimo di marketing da un anno ha azzeccato tutti i dati al box office da Denzel Washington (aveva detto poco più di 3 e 3.4 ha fatto) a Siani (aveva detto 14 e 14 ha fatto) e cosìcon tutti i film...non è un mago ma riesce ad indovinare sempre irisultati incredibilmente.... Non potendo svelare il suo nome nonostante sia molto noto ci ha detto cosa non funziona e soprattutto gli errori nel lancio dei nostri film... LO ABBIAMO INTERVISTATO... domanda Ma il calo di incassi del cinema italiano (solo 2 film italiani tra i primi 10 di stagione e il primo incasso italiano è il sesto tra i totali) è dovuto alla crisi? risposta La crisi del prodotto italiano parte dal nostro sistema NON industriale. Se le cose infatti fossero gestite come in un'industria sana la sequenza logica degli eventi dovrebbe essere la seguente: 1) individuo una storia giusta 2) individuo un regista giusto per quella storia 3) il regista individua gli attori giusti per quel film. domanda Noi facciamo il contrario... risposta Esatto. Da noi si parte dagli attori e intorno a loro si costruisce un progetto. Così succede che il primo punto e cioè la storia, diventa invece l'ultimo ed anche il più trascurato...altre volte si prende spunto da un libro sbagliando sempre il cast.... perché a volte l'anima del libro viene venduta al diavolo del marketing...sbagliato...non si cerca l'attore giusto tra i nomi del cinema italiano, ma quello giusto tra i nomi in agenda del produttore o regista...per non parlare degli attori-registi che vogliono mettere il loro volto sul manifesto...cosa sbagliatissima se non per personaggi già amatissimi. domanda E i produttori? risposta Sono troppo presi ad accaparrarsi quello che per loro sono i talenti da mettere sotto contratto (talenti che poi non garantiscono mai gli stessi risultati e gli stessi numeri, perché la gente cambia o si abitua al loro stile) che non controllano la storia e non hanno quasi mai coraggio di mettere il naso sulla sceneggiatura e si fidano .....quando negli Usa la sceneggiatura che sia commedia, horror, action, drama, viene letta e approvata ogni volta dai vari produttori step by step....da noi la revisione è letta e approvata solo dalla testa del regista...negli Usa anche il montaggio viene monitorato con le proiezioni prova.... domanda Non controllando però vengono fuori veri fenomeni da baraccone o storielle infantili ...assolutamente non esportabili ma film che non rimarranno mai.... risposta Infatti questo comportamento oltre a dare vita a storie che nella migliore delle ipotesi sono scritte male impedisce di fatto di scoprire nuovi attori ma solo fenomeni da baraccone, con il risultato che ormai i nostri attori invece famosi più "giovani" hanno più di 40 anni. domanda Sempre gli stessi....anche se bravi..non sempre ovunque mi vuoi dire? risposta I nomi del cinema italiano che si fanno in fase di casting per gli uomini sono esattamente gli stessi che una quindicina d'anni fa vennero fuori come generazione dei trentenni e che formarono appunto una vera e propria generazione...oggi P.FAVINO ha 43 anni, A.GASSMAN 48 anni, C.SANTAMARIA 38 anni, F.TIMI 39anni, A.PREZIOSI 39 anni, V.MASTANDREA 41 anni....e altri 15 nomi tutti veri talenti...ma non tutti i nomi sono giusti per tutte le storie... domanda Tutti 40enni...quindi per te meglio puntare sui 30enni? risposta Certo, qualora ci fossero e non si rovinassero con la fiction e la tv, la differenza fondamentale è che mentre un trentenne in sala è in grado di intercettare i giovani i quarantenni lo sono molto meno. Le storie dei trentenni, collocandosi a metà tra il mondo degli adolescenti e quello degli adulti, riescono a parlare a entrambi i pubblici diventando così, quando sono scritte bene, di fatto delle storie per tutti. Lo stesso non può dirsi di una storia ambientata nel mondo dei quarantenni che per forza di cose è più stretta. Senza contare che per un quarantenne è molto più difficile andare al cinema: logisticamente, di solito un quarantenne ha uno o più figli piccoli ed è nel periodo della sua vita in cui esce di meno. domanda Manca però il divismo....e poi nella recitazione molti attori si ripetono... risposta I nostri attori non hanno nel loro dna la cultura del trasformismo che invece è tipico della scuola americana. I nostri attori: bravissimi, talentuosi, non si trasformano. Tutto questo per dire che, a maggior ragione, i nostri attori tendono a logorarsi prima di quanto succeda ad un'attore come ad esempio Sean Penn che in quasi ogni film mi propone una maschera completamente nuova. Ecco perché anche nei trailer inizia a darti fastidio ad ascoltare sempre la stessa voce con la stessa faccia. Ciò aggrava ancor più la situazione: non solo non ci sono delle buone storie (perché non è da lì che si parte per fare un film), non solo gli attori sono sempre gli stessi (perché un film si monta solo se ci sono determinati nomi), ma in più quegli attori recitano sempre nello stesso modo. E ancora ci chiediamo perché il nostro cinema è in crisi???? domanda Ma perché vanno di moda i filmetti usa e getta ? risposta Sta accadendo la stessa cosa dei giornali scandalistici, negli ultimi 5 anni sono aumentate le vendite dei giornali quelli che parlano non di divi ma di tronisti, di gente che neanche è mai arrivata a fare nulla di importante o è scomparsa dopo un film....in Italia ci sono molti non comunitari ..sembra quasi che si facciano film italiani per un pubblico da centro commerciale e per non comunitari...incassano ma dopo 1 mese ti vergogni pure di aver speso quei soldi spinto e in cerca di quelle due risate senza che ti sia rimasto nulla dentro... domanda Ma quali sono gli errori dei lanci dei film? risposta La promozione dei film meriterebbe un capitolo a parte. E' chiaro che anche lì siamo molto indietro. Basti pensare che tutti i film hanno pressoché lo stesso tipo di promozione. Una promozione nel migliore dei casi obsoleta, che paradossalmente costa moltissimo e produce pochissimo. A spendere la quasi totalità del budget sono due voci: spot televisivi e manifesti stradali. E allora ti chiedo: ma chi ci sta più davanti alla televisione? Chi li guarda più i manifesti stradali? Basta guardarsi in giro per capire che i giovani (e cioè ripetiamolo quelli che escono e vanno di più al cinema) non guardano nè la tv e nè per aria. La tv poi è concepita dai giovani come fastidio mentre navigano. I giovani guardano il loro telefonino rigorosamente smartphone e il loro ipad, etc.. Ergo, la campagna giusta sarebbe quella. Ma incredibilmente nessuno ci pensa. Che ci vorrebbe a creare ad esempio un app per lanciare un film??? Costerebbe certo molto meno di dieci passaggi televisivi da 15" (con i quali per niente hai bruciato un centinaio di migliaia di euro) e sarebbe molto più incisiva. l'unico problema è che ti deve venire in mente. Sbagliato fare poi siti dei film.....meglio far girare su facebook o su Twitter foto e curiosità domanda E la critica? risposta Sembra scomparsa, nel senso che alcuni critici a volte scompaiono...misteriosamente..... non si ha lo stesso giorno il giudizio della stampa su un film...alcuni critici non parlano di tutti i film.....escono critiche ognuna in giorni diversi e la tv viene usate come telegiornali..pilotata per far apparire un film piacevole in programmi imbarazzanti...cosa che non è. Alcuni critici, non tutti naturalmente, sempre più spesso basano le loro critiche sui propri gusti difficilmente azzerandosi, per gli attori ogni volta è un esame e anche i critici ogni volta dovrebbero giudicare un film partendo da zero.... senza preconcetti. e soprattutto senza mai paragonare un film a qualcosa che hanno visto.... sempre più spesso i critici (ma sempre alcuni naturalmente) sono prevedibili e questo non è un bene....poi la critica in tv è imbarazzante da radiazione. domanda E la promozione ai festival? risposta Se non è Cannes che ha un mercato e una vetrina veramente valida è inutile.... dieci giorni a parlare di Venezia su tutti i giornali e le tv, milioni di euro investiti, milioni di parole spese e alla fine? Magari vince un film che esce in venti copie e incassa 30 mila euro. Questo all'industria non serve. Apriamo i Festival a tutti i generi anche la commedia e non solo compresi i premi....i film rappresentano emozioni e le emozioni non hanno limiti di genere.. domanda Cosa proporresti come iniziativa? risposta I produttori invece di guardarsi in giro vedono cosa fanno gli altri e cercando di seguire l'onda affogando... perché ogni film ha una vita unica che sopravvive solo con un sequel al massimo. Un'idea sarebbe quella di mettere dietro un tavolo i 10 distributori più importanti (e coloro che leggono per loro) e far sfilare 50 idee in tre giorni. Ogni idea ha 15 minuti per essere raccontata attraverso le parole di chi l'ha scritta, o attraverso delle immagini. Come si vuole: 15 minuti di pitching sulle idee. 15 minuti per convincere chi deve mettere i soldi in un progetto a farlo. Ma alla fine però si deve fare!!! E si deve fare come dovrebbe essere fatto ogni progetto: 1) la storia 2) il regista 3) gli attori ..altrimenti il cinema italiano crollerà ancora...e si continueranno a fare i film che continuiamo a dimenticare dopo un'ora dall'uscita della sala...
