FINANZIA UN FILM VINCI UNA CASA
RIPORTO UN ARTICOLO NON COMPLETO DI “ITALIA OGGI” molto interessante per quanto riguarda il problema della pirateria, per far capire come la tecnologia in se genera pirateria diffusa e quando ci sono un sacco di film gratis nella rete è difficile che qualcuno paghi e per bonificare la rete bisogna distruggere Internet. You tube o google potreste essere anche voi dei ladri, you tube you lader, il dibattito è aperto.
LUIGI De Laurentiis, IL FIGLIO DI AURELIO IL PRODUTTORE, afferma che è possibile accordarsi cn You Tube per salvaguardare i diritti d’autore sui film, anche spezzoni e clip superiori ai 5 minuti e potrà monetizzare ogni volta che il film, la clip o la scena viene cliccata. You tube – e qui parliamo tecnocratese e quindi senza capire – tramite un proprio algoritmo avendo il film originale intero (che il produttore deve fornire) potrà bannare eventuali user che inseriscono – sti paraculi – un minutaggio superiore a quello deciso dal produttore (di solito 5 minuti). Insomma il copyright verrebbe tutelato e quindi è necessario collaborare con You Tube e far valere i propri diritti in rete.
Red Cinematore, una rivista online di cinema afferma che è finita la pacchia, o meglio per i film che “girano” gratuitamente e nessun produttore si fa sentire (magari deceduto o film vecchio, senza diritti) continua come prima, se invece il produttore si accorge che il film è su You tube può intervenire per essere pagato in base alla quantità cliccata.
Vediamo lo stato del problema in Usa
Il portale non è responsabile dei video caricati dagli utenti
Diritti d’ autore , YouTube vince ancora su Viacom
YouTube batte Viacom 2-0. La corte federale americana ha respinto la causa in appello intentata al portale di
condivisione video di Google dall’azienda delle tlc. Il motivo del contendere,già nel 2007, quando Viacom
aveva intrapreso le vie legali, era la violazione dei diritti d’autore per i video caricati sul portale dagli utenti,
quando la società non era ancora parte di Google. La sentenza del 2010, secondo cui YouTube non poteva
essere colpevole semplicemente per aver avuto «generica consapevolezza» delle violazioni e perché non si
riteneva ci fosse un obbligo specifico di vigilanza, è stata dunque confermata in appello tre anni dopo.il Congresso
ha efficacemente bilanciato l’interesse pubblico per la libertà di espressione con i diritti dei detentori di copyright».
Il Dcma è la legge antipirateria federale, che limita la responsabilità dei provider purché
non ci sia dolo, dal quale YouTube è tutelato». In pratica, ai provider è garantito il cosiddetto «safe harbor»,
l’impossibilità di essere perseguiti se al momento in cui vengono a conoscenza della presenza di contenuti pirata
sui propri siti si adoperano per eliminarli. Di fatto, perché si sia certi che un provider sia a conoscenza del
materiale è necessario che il titolare dei diritti gli faccia una segnalazione. Viacom, però non si è data per
vinta. «Questa decisione ignora l’opinione dell’Alta corte», ha detto un portavoce dell’azienda, «e non tiene
in alcuna considerazione i diritti degli artisti. Una giuria dovrebbe soppesare i fatti e rendersi conto
dell’evidenza che YouTube ha volontariamente infranto i nostri diritti».In sostanza Viacom ricorrerà
ancora in appello contro questa decisione, forte anche del fatto che l’anno scorso la Corte d’appello
di New York aveva affermato che il safe harbor garantito dal Dmca protegge le società online come YouTube
nel momento in cui eliminano i contenuti incriminati dopo la segnalazione, il problema è se YouTube fosse
o meno anche prima a conoscenza dell’esistenza di questi video sul proprio sito e quindi responsabile
comunque della violazione.La disputa sui diritti d’autore non è materia solo statunitense:
anche Mediaset in Italia ha presentato ricorso contro YouTube, con una causa ancora in corso ma che in
via cautelare ha visto la vittoria del Biscione. In Spagna, la controllata Telecinco ha invece perso la causa
