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2 – LA CULTURA E I MERCENATI

6 Maggio 2013

FINANZIA UN FILM VINCI UNA CASA

Un neoliberismo culturale. La Cultura non sempre è una merce e la merce non è mai cultura se non una cultura di consumo e quindi un sottoconsumo di cultura. Chi sono i mercenati cosa c’entrano con la cultura?

Vorrei fare alcune riflessioni su un articolo comparso sulla rivista 81/2 dal titolo “Azzeriamo i fondi pubblici per far rinascere la cultura”.

Messa così ha tutta l’aria di una fregatura insieme all’errato pregiudizio dei finanziamenti a pioggia.

In Italia i finanziamenti a progetto (vedendo e analizzando seriamente il progetto) non sono mai avvenuti per meritocrazia ma solo per conoscenze e influenze politiche e questo è sempre successo e sta succedendo in tutte le istituzioni (la Rai, il Mibac, i Comuni, gli assessori alla in-cultura) qualcuno cinicamente ha affermato che se va al potere il M5S, bisognerà raccomandarsi a loro, (cinismo un po’ rozzo e qualunquista perché nega qualsiasi cambiamento), cmq c’è sempre chi decide in base ad una tessera di partito, basta leggere l’intervista sul Fatto Quotidiano (14 aprile 2013)al produttore Donald Ronvand e i commenti successivi e questo succede in Italia dove il produttore deve essere capace di intrallazzi, tant’è che si possono costruire con la politica produttori da un giorno all’altro, se tu conosci ottieni, altrimenti sono – come si dice con un francesismo – cazzi amari, e i partiti ancora oggi la fanno da padroni e padrini, padreterni e tu se non ti adegui sei fuori, il problema però si ripresenta perché sussiste una gerarchia di raccomandazioni e ci sono quelle che valgono (quelle di vero potere che a volte è nascosto) e quelle di persone che stanno nei pressi delle stanze del potere, ma fanno da scendiletto a quelli che valgono, a volte capirlo diventa impresa improba, perché nel mezzo ci sono strani personaggi, mediatori, facilitatori, PER LA MAGGIOR PARTE MILLANTATORI, così se uno è un po’ sprovveduto può scucire qualcosa che non fa mai male.

Quindi – da un certo punto di vista – azzerare i fondi pubblici, si legge, è come azzerare i partiti politici, spuntare la loro arma di offesa di massa e fare in maniera che non passino i progetti dei loro protetti e fin qui siamo d’accordo, però si rischia di buttare con l’acqua sporca (che è legittimo)anche il bambino e alla fine siccome tutto passa per la politica è meglio non fare niente, ma affidarsi agli sponsor privati, i quali lo fanno per immagine, per la loro immagine, non certo per la cultura in sé, non sono come si dice mecenati ma “mercenati”, nati cioè col pallino della merce, della loro merce.

La cultura per sua natura non sempre è una merce e non si riduce a valore di scambio e quindi verrebbe paralizzata una buona parte della sua espressività con notevole impoverimento della società: vogliamo parlare del valore d’uso della cultura che confligge cn il valore di scambio e parliamone! Quel valore d’uso ha una natura collettiva, come bene pubblico che non sempre si presta alla valorizzazione dei mercenati e perché deve morire è come se morisse una parte di società

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