L’unica cosa che interessa ai fascisti nostrani sono le foibe e solo in questo caso sono contro i negazionisti, per il resto negano tutto anche di appartenere alla loro madre terra, quindi non solo negazionisti verso il 5G ma anche verso i cambiamenti climatici, verso i pericoli delle scorie nucleari, verso una alimentazione piena di antibiotici, però dovrebbero capire che nel documentario di Saha Stone dal titolo “5G L’APOCALIPSE” vengono intervistati esperti, dottori laureati, studiosi che hanno fatto misurazioni indipendenti, esperimenti di psicologia sociale e quindi hanno una certa competenza, è vero che sulla pericolosità delle antenne ci sono divisioni: ci sono scienziati critici e altri “riduzionisti” se non negazionisti, quindi tra il pubblico c’è chi segue i primi e chi segue i secondi, l’argomento è controverso, ma dobbiamo anche vedere dove sono gli interessi: se lo Stato Italiano incasserà 6 miliardi di entrate con 5G si scorderà del principio di precauzione, con il trilione di $ di investimento si capisce meglio il grande affare dei padroni della comunicazione che hanno assoggettato ai loro fini i colossi di internet, manipolando i media a tutto spiano e inoculando di virus senzienti il gregge, noi quindi siamo preoccupati PER IL FUTURO DELLA SPECIE, che specie di futuro può dare a chi si trova con un cancro già a 20 anni, se uno scienziato ci dimostra la non pericolosità noi ci chiediamo legittimamente come ha fatto a misurare i dati, se è convincente noi saremmo i primi ad essere felici, non stiamo facendo una carriera politica sulle disgrazie….
PARTITO SARDINE D’AZIONE
Il Movimento delle Sardine è nato da poco, è un movimento fondato su alcuni valori riconducibili ad una ideologia di sinistra, ma non si capisce ancora se è un fenomeno mediatico, l’esigenza dei giornali di trovare qualcosa di nuovo per vendere di più, o un rilancio della sinistra di fronte all’attacco di Salvini, sinistra che sembra tuttora in grave difficoltà di consenso, con lo scopo ultimo di rilanciare l’Emilia Romagna nella sua “continuità” politica. v gDall’altra parte assistiamo ad una grave crisi del M5S che sembra in una situazione di perdita d’identità, era partito alla grande con le idee di Beppe Grillo: basta con le ideologie, solo idee, superare la destra e la sinistra appellandosi a Giorgio Gaber, favorire la cittadinanza attiva, no ai dirigenti politici e neanche alle competenze in politica. La Cosa sempre più martellante e coinvolgente sembrava fatta, poche regole tutto ridotto all’osso, le 5 stelle come cinque settori di impegno, senonchè però le cose non erano così semplici, l’iscrizione di un movimento rinviava ad una struttura che non c’era, così la coesione tra iscritti diventava difficile e alla prima occasione la gente si defilava, non accettando di ridursi lo stipendio da parlamentare, insomma tutti all’unisono contro la politica dei professionisti invariabilmente corrotti e questo poteva andare bene quando si è all’opposizione e gridare a squarciagola onestà – onestà, ma il potere di governo richiede ben altre questioni politiche a cui il semplicismo di Grillo non sapeva rispondere, ecco quindi il naufragio di Di Maio che ha provato a parlare a destra e sinistra cercando di applicare questi principi, però nel vuoto cosmico della politica, prendendosi strada facendo, anche numerosi incarichi, ma la realtà andava altrove e il Movimento non sapeva dove collocarsi. Anche le Sardine una volta utilizzate politicamente per salvare l’Emilia Romagna potrebbero essere messe da parte, ma invece se valorizzassero alcuni principi della rete e rilanciassero la cultura dei beni comuni che parte dal basso, degli spazi di libertà e autonomia da parte dei cittadini verso gli speculatori ovvero verso i politici arraffoni, potrebbe rilanciare una politica della gente in tutte le parti dell’Italia e magari trasformarsi in partito cambiando modo di comunicare e puntando sulla rotazione degli incarichi e magari sposando alcuni dei principi dei 5 stelle, ma cum grano salis.
IL COMMENTO DIFFUSO
Purtroppo Facebook è pieno di “analfabeti funzionali” espressione di Tullio De Mauro, cioè tutti coloro che non sono in grado di interpretare correttamente un articolo giornalistico di media difficoltà circa, l’80% degli italiani, numeri che ad esempio risultano determinanti sul piano elettorale, afferma lo storico Livio Vanzetto, che tutte le campagne elettorali combattute in Italia a partire dagli anni ’90 nel Nordest hanno avuto come destinatario privilegiato il pubblico degli analfabeti funzionali. Silvio Berlusconi vinse le elezioni grazie al metodo del marketing politico-elettorale che si basa sul dire agli analfabeti funzionali ciò che loro sessi amano sentirsi dire. Su facebook la cosa sta degenerando grazie al fatto che tanti utenti commentatori non sono in grado di capire una fake news, ad es. per creare una specie di indignazione tra il pubblico amico il quale reagisce a commando con commenti voluti senza capire di essere oggetto di una strumentalizzazione, fenomeni questi che fanno capire il livello di manipolazione dei nuovi media che arrivano addirittura a equiparare la vittima col carnefice, azzerando la differenza tra chi fa un torto e chi lo subisce…tanta tifoseria, tanta cattiveria gratuita proprio perché il linguaggio orale viene sostituito da quello scritto e procede verso forme di bestialità per effetto dell’ottusità insita in questa trasformazione dei linguaggi.
IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO
Il governo del cambiamento visto dal basso e visto da destra, entrambi costretti da un contratto non essendoci alcuna affinità politico-ideologica, sta continuando il suo percorso irto di ostacoli e con i giornali contro. Molti dicono che durerà al massimo fino alle Europee, è un auspicio di tanti oppositori.
Il governo si nutre di una certa propaganda ormai necessaria per le due formazioni Lega e 5 Stelle, per potere continuare ad andare avanti col consenso popolare, questo perché viviamo in un mondo altamente mediatico dove i giornali per vendere una copia in più e per sopravvivere, le televisioni per aumentare l’audience e beneficiare del piazzamento pubblicitario, si inventano narrazioni a volte denigratorie a volte surreali sul governo con condizionamenti nei giudizi della gente, soprattutto in Rete.
Ad esempio la sindaca di Roma era talmente sotto attacco dai giornali e dalla Rete che l’ha neutralizzato grazie alle demolizioni, proficuamente propagandate, delle case abusive dei Casamonica, se lo stesso atto fosse stato fatto nel silenzio amministrativo, l’opposizione avrebbe fatto finta di niente e poteva finire anche nel silenzio e ancora di fronte all’attacco delle Jene, il vicepremier Di Maio ha dovuto risollevarsi andando in Veneto e promettendo a breve l’autonomia peraltro votata dalla popolazione, rassicurando gli industriali e intascando un consenso della opinione pubblica che cominciava a vacillare, viaggio nel territorio veneto giustificato però dalla questione Rifiuti che aveva aperto un conflitto con la Lega citando l’esempio di Contarina che supera l’80% di raccolta differenziata, facendo parlare di un modello Treviso, dei rifiuti contro i termovalorizzatori propugnati da Salvini, per contrastare quindi la visione leghista dell’abbruciamento.
Franco Zanata il presidente di Contarina ha parlato di una parte residuale (penso al 10%) che dovrà essere comunque bruciata con gli inceneritori, perché non ci devono essere discariche, a questo proposito basterebbe fare una legge che limita a questa percentuale in ogni territorio il totale di secco indifferenziato da eliminare, ma poi pensandoci bene ci sarebbero deroghe a non finire e discariche per la differenziata non ottenuta.
Che però potrebbe essere ulteriormente ridotta se la stessa Contarina mettesse i contenitori dei vestiti (anche stracci) in ogni quartiere di Treviso, mentre oggi tutti sono costretti ad andare al Cerd con un mezzo di trasporto, mentre quelli che sono senza automobile soprattutto anziani sono costretti a mettere molti oggetti nei sacchi neri del secco indifferenziato in questo modo aumentandolo, che invece dovrebbe avere solo i residui di polvere degli appartamenti e poco altro (tanti arnesi, carabattole, vecchi giocattoli potrebbero essere portati in questi centri di quartiere a piedi).
AUGIAS DETTO CORRADO
Corrado Augias il ns intellettuale di centrosinistra siccome si sente cacciato dalla maggioranza degli italiani, ci dice che un tempo la democrazia si reggeva sulla maggioranza e sull’opposizione, adesso questo concetto non è più valido, con questi barbari che sono al potere: “arrivano i barbari a cavallo” diceva una canzone veneziana, adesso c’è secondo il nostro, la dittatura della maggioranza perché tutti i privilegi che una volta si nutrivano di maggioranze silenziose sono finiti – robe da martiri – nelle minoranze assieme ai privilegiati, che disdetta, che mondo crudele, sembra di essere tornati alle elementari con questi barbari insipienti ma Augias il gran Paraculon d’Occidente contesta che la maggioranza possa essere dominata dai barbari e quindi invoca la presenza di una dittatura alla quale contrapporsi quando fa comodo, chi si ricorda quello che disse tanti anni fa ad un stranito scrittore di Gorizia “che lui di Gorizia non poteva aver scritto quel libro lo possiamo fare solo io e i miei amici altolocati veri intellettuali” gli altri abbiamo capito non possono che essere barbari: Augias che uggia! Se si ricorda, ma non credo, era Renzi che voleva fare la dittatura della maggioranza caldeggiando la riforma costituzionale che l’ha per fortuna nostra impallinato, eppoi il maggioritario andava in quella direzione, tanto è vero che adesso Trump sfascia quello che aveva fatto Obama invece attuare un programma è un modo per non prendere in giro gli elettori.
ANATOMIA DI UNA SINISTRA SCORAGGIANTE va bene anche spostando la A in E.
Il giochetto è semplice, elementare, dai tempi dei tempi ravvicinati della sinistra: nell’85 c’era il pericolo del fascismo e del razzismo rappresentato non mi ricordo da chi, nel ‘90 continuava questo pericolo, rappresentato da un altro, nel 95 pure e avanti “cul brun” dicono in Friuli. La sinistra quella istituzionale per intenderci, si è sempre alimentata sulle paure del fascismo e del razzismo, è un modo per esistere e resistere, per carità il razzismo è sempre dietro l’angolo, e il fascismo pur essendo una trascurabile maggioranza come diceva Ennio Flaiano, rimanene presente nel nostro panorama politico, ma vogliamo sapere come incide nell’epoca dei mass media in cui i giornali distruggono qualsiasi fascismo con una notizia contraria e dove certi personaggi vengono dimenticati perché nessuno ne parla più?
Oggi ritorna sempre la solita storia, il razzismo è alle porte non se ne può più perfino Veltroni che si è fatto una carriera non solo sulle paure, si indigna naturalmente poi essendo la sinistra istituzionale piena di gaudenti ascoltanti vanno tutti dietro, gli piace farsi “in(o)culare” questa paura per via verbale e riavanti “cul brun”.
Il nostro – vostro Velt. parla di una nuova sinistra che lui ha tradito già a 30 anni per fare carriera politica, roba da fare Yoga diventare elastici e mangiarsi i costiglioni – e invece con la faccia come il c…urandero s’affaccia per parlare di destra, con scandalo lui che l’ha sempre praticata. Adesso ce l’hanno con Salvini e con i vari rigurgiti, giustamente perché è un avversario, solo che esagerano per ottenere qualche vantaggio politico, la realtà non la capiscono perché sarebbe contro il Pd, ma la progettano sulla paura del fascismo, con i capi e capetti che ogni giorno dicono per rinascere, visto che non li considerava nessuno, che siamo in pieno fascismo, come nell’85, nel ‘90 nel ‘95 ecc ecc, di media ogni 5 anni c’è un pericoloso ritorno fascista: “dateci il potere a noi del Pd che siamo onesti e visti i tempi cercheremo di rubare poco, su per favore, altrimenti cosa stiamo a fare qui?”
Intanto vanno in vacanza tipo NewYork, dicono qualcosa di sinistra ogni tanto, danno due euro al poveretto di colore fuori dalla Chiesa, ogni tanto, e sono felici di amare il prossimo loro, non sempre, e ripetono che bisogna unirsi ad es. in un partito progressista popolare proletario anti Salvini e M5S amico del fascista e quindi di destra. PPPP SS Partito Progressista, Popolare, Proletario Socialdemocratico di Sinistra, che diventa pppss, cioè “voglio bagno”, ma perché voi cari dirigenti di Leu e di Pap oltre che Pd (mezza vigogna) non rinunciate a presentarvi alle elezioni per una volta e così magari rientrate nella realtà e capite qualcosa, ritornando con una idea di sinistra e così sarete più agguerriti tra qualche anno, però dovete adesso cominciare a fare i cittadini, a lavorare come gli altri, a capire il mondo in cui vivete, a vedere la realtà com’è e non come vorreste che fosse, invece adesso la costruite a vostro uso e consumo coinvolgendo una massa di poveri cristi che sentono particolarmente la sofferenza totale per l’extracomunitario salvo poi il giorno dopo fregarsene completamente di tutto, se lavora sotto sfruttamento, se spaccia ecc. ecc. il senso di colpa a tratti ti permette di continuare a fregartene di tutto, basta che ci sia quella si, l’agapè cristiana e socialista.
IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO E L’ ATTUALE SISTEMA ECONOMICO MONDIALE
Il governo del cambiamento presuppone una politica che possa produrre cambiamento e quindi ben superiore a quella della gestione degli affari correnti o degli interventi doverosi (l’ho vuole l’Europa). Bisogna vedere quindi i tanti atti del governo che vengono espletati, se come in passato ce ne sono parecchi di “neutri” (più che di destra o sinistra) significa che cmq i tecnicismi dei vincoli la vincono e che il cambiamento non esiste, c’è solo una economia che può funzionare o rimanere stagnante. Se funziona e aumenta l’occupazione il periodo è buono e solo una minoranza ideologica continua a lamentarsi per autocostrizione, se invece l’economia non cresce e ci sono da pagare i debiti contratti con l’Europa, tutti si lamentano e se la prendono con il governo e quindi con la politica che dovrebbe fare i miracoli, ma se è tecnicistica quasi sempre bada a degli interessi più nascosti, magari alle banche – come è avvenuto in passato e quindi dà più soldi alle imprese e meno alle famiglie anche perché qualcosa di tangibile ritornava alla classe politica in termini di finanziamenti. L’attuale governo almeno nella sua componente a 5 stelle punta assolutamente al cambiamento come tesi di fondo, però esiste l’antitesi dei tecnicismi – “lo vuole l’Europa” – e quindi una sintesi di mediazione dove si raggiungono alcuni importanti risultati per il popolo, ma si rischia di scontentare la classe media attaccando certi privilegi come quelli pensionistici, comunque sono curioso di sapere fino a che punto un sistema che possiamo definire capitalistico accetti un cambiamento che parta dalla politica, di solito (anche se non succede spesso) dovrebbe partire dall’economia.
RED LAND – ROSSO D’ISTRIA film dell’esodo e della diaspora
Nello spazio di Venezia ‘75 Regione Veneto, si è tenuta la presentazione a cura della Marca Film Commission diretta da Alessandro Martini del film RED LAND – ROSSO D’ISTRIA che descrive le vicende drammatiche (il martirio) di Norma Cossetto all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, una giovane studentessa infoibata dopo essere stata violentata.
Il regista è Massimiliano Hernando Bruno, il film è prodotto dalla Venice Film di Alessandro Centenaro, con Rai Cinema (Samanta Antonnicola) un film che ha avuto una gestazione lunghissima e travagliata dal 2011, che all’inizio doveva essere diretto da Antonio Belluco.
Ha parlato anche Gianni Garatti in qualità di presidente del Consorzio Promozione Turistica Marca di Treviso, vi hanno preso parte quasi tutti i massimi rappresentati del mondo degli Esuli giuliano-dalmati: il Presidente della FederEsuli, Antonio Ballarin che ha paragonato Norma con Anna Frank per quanto riguarda il mondo della Shoah, tutte e due vittime dell’intolleranza e del fanatismo politico, il Presidente dell’ANVGD, Renzo Codarin che invece ha parlato di odio etnico e ideologie totalitarie sia da una parte che dall’altra, che riguardava il 10% della popolazione, l’80% voleva vivere in pace e lei ha pagato per tutti la sconfitta della 2a guerra mondiale, il Presidente dell’Associazione delle Comunità Istriane, David De Paoli Paulovich, il Presidente dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, Libero Comune di Fiume in Esilio, Guido Brazzoduro, Il Presidente dell’Associazione Italiani di Pola e Istria – Libero Comune di Pola in Esilio, Tito Sidari, il Presidente dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio, Franco Luxardo, la Presidente della Mailing List Histria, Mariarita Cosliani, Davide Rossi, in rappresentanza di Arcipelago Adriatico e molti altri esponenti del mondo di quella che può esser definita una diaspora.
Ha parlato anche un finanziatore privato del progetto Enrico Longo che svolge un’attività imprenditoriale: “ho letto la sceneggiatura e nell’ultima pagine ero tra le lacrime per l’emozione che trasmetteva”
E’ un progetto doveroso e ambizioso ricco a livello di racconto e quindi a livello di immagini,
interviene il regista: “questa è una storia non raccontata, una sfida, girata col il cuore, con il desiderio, perché la volontà diventa mentale e non ha la forza del cuore, raffredda l’emotività e prosegue: “sono andato davanti ad una foiba che è una porta dell’inferno, una paurosa voragine che fa orrore, dove oltre alle vittime venivano gettate anche delle bombe a mano e pure un cane nero morto che secondo una leggenda balcanica doveva abbaiare per l’eternità per tormentare l’anima delle persone morte, una sorta di maledizione perenne, quel cane l’ho sentito durante le riprese spero che il suo abbaiare sparisca un giorno e faccia posto ad una crescita spirituale, storie come questa devono essere raccontate per non dimenticare”.
L’attrice Selene Gandini che interpreta Norma Cossetto parla degli errori del passato che devono essere conosciuti, per dare voce alle anime che avranno però finalmente un cane bianco, anche lei ha avuto una nonna scappata alle foibe.
Norma ci racconta la speranza afferma il produttore Alessandro Centenaro mentre l’assessore regionale Elena Donazzan condivide le emozioni ricomponendo una sofferenza che era sempre stata soffocata e parla di genocidio, era già stato fatto un docufiction qualcuno non ha collaborato a diffonderlo nelle scuole, questo è un pezzo di storia scomparso, faremmo in modo che il film venga visto dagli studenti.
Ho scambiato anche delle opinioni con Alessandro Cuk di Cinit – Cineforum Italiano. Alessandro mi dice che gli italiani non hanno fatto niente per fermare le mire del partigiano Jugoslavo Tito che voleva assolutamente quelle terre sottraendole agli italiani. Nè una sconfitta italiana del fascismo nella seconda guerra mondiale, né il fatto che il primo ad arrivare a Trieste fosse l’esercito partigiano di Tito non giustificava quella triste fine dell’esodo Istriano, che però a dire il vero non ha coinvolto tutti gli italiani soprattutto quelli di origine contadina che si sono scontrati con i fascisti proprietari e i partigiani comunisti italiani che hanno assecondato le politiche etniche di Tito, forse nella prospettiva di un secondo Paese della patria socialista dopo l’Unione Sovietica.
Un’ultima annotazione riguarda il genocidio: l’unico che conosco in zona era quello di ebrei perpetrato dagli Ustascia croati, tra l’altro fermato dal Generale Roatta aiutato perfino da bande di Cetnici, le sue truppe si interposero tra gli Ustascia e le comunità ebraiche in pericolo evitando un massacro. Peraltro però il Generale è considerato un criminale di guerra per le rappresaglie e i massacri, incendi di villaggi con messa a morte di ostaggi e partigiani di Tito. Probabilmente le vicende sono piuttosto complesse, mi piacerebbe sapere di più sul ruolo dei nazionalisti croati, dei domobranci che poi furono sterminati dagli stessi partigiani di Tito e che dovettero scappare assieme ai profughi istriani.
IL WEB: SCRIVI COME PARLI!
Tutti ormai anche i macachi sanno che c’è una differenza tra linguaggio scritto e linguaggio verbale, il primo suscita emozioni attraverso l’immaginazione ma è senza “fisicità”, il secondo invece è soprattutto fisicità derivata dall’incontro di occhi, ma anche di sguardi sfuggenti.
Internet esprime un linguaggio terzo, è come se fosse orale ma è scritto, solo che manca della presenza dei corpi che vogliono comunicare, a volte toccarsi. Quindi se tu dici che uno è una merda non si capisce il tono e l’espressione, …se arrabbiata, se ironica, se detta con bonomia. Io ho un amico che dice spesso che sono tutti delle merde ma lo dice con un tono tranquillo e colloquiale per cui uno può dirti che tu sei una merda e tu non ti offendi, anzi ridi. Ma se dici sei una merda su internet, uno pensa che vuoi offendere, e controreplica a questo livello, cioè controffende.
Se tu caro amico di Facebook acquisito online, usi questo linguaggio non puoi essere incluso tra i miei amici perché nessuno di loro lo fa, perché quando ci si confronta su Internet si deve capire che il linguaggio è senza presenza fisica e quindi dimidiato, depotenziato, per cui le gradazioni dei significati possono essere non capiti, se tu usi un linguaggio forte sappi che qualcuno potrebbe dirti la stessa cosa di te, insomma è un modo incivile e degradato, un berciare a vuoto. Nel parlare c’è sempre una forma di rispetto anche tra persone molto distanti tra di loro, altrimenti è meglio non attaccare la spina, nessuno ti costringe a parlare scrivendo con tutti, la comunicazione dovrebbe essere più controllata perché non è fisica presenza, molto spesso anche l’ironia o la battuta viene fraintesa, quando non viene completamente rifiutata, quindi Facebook non è fatto apposta per dei giudizi più equilibrati, con una ricerca maggiore di fantasiosità anche nelle immagini che si adoperano, le possibilità espressive sono ridotte al 40% di quelle reali e la mancanza di presenza, l’alta percentuale di assenza fisica induce la gente a non volere confrontarsi, a non esprimere opinioni, ma a cercare lo scontro; o si è da una parte o si è da un altra, in una specie di linguaggio binario in cui la complessità che appartiene alla fisicità viene bandita, quindi è facile che ci siano fakenews, che si condividano assolute falsità. Ecco che allora più che un confronto si accende una gara, una sfida, chi da una parte chi dall’altra e pur di condividere si inseriscono delle notizie false che però soddisfano delle esigenze vere delle conferme e quindi diventa tutto un insulto, una gogna mediatica, senza contare che ci sono anche quelli – non dico che tutti debbano essere sofisticati – ma scrivono in maniera rozza e piuttosto pesante. Un esempio che è durato mesi è la sindaca di Roma, da una parte c’erano i denigratori che la offendevano dall’altra quelli che la difendevano con un tifo da stadio invece di cercare un ragionamento cercavano lo scontro, molti inserivano fotografie false per accentuare lo scontro e per mesi si è trascinato un penoso dibattito che ha squalificato anche tanti intellettuali al soldo del Pd, come mai ci si riduce a questi livelli?
MAPPATURA DEI PRINCIPALI LUOGHI DELLA RSI A TREVISO da un punto di vista politico, amministrativo e militare DOPO 8 SETTEMBRE ‘43 PER GIRARE UN DOCUFICTION
La sede del PFR – Partito Fascista Repubblicano già PNF – Partito Nazionale Fascista era in via Cornarotta dove adesso ci sono i Carabinieri.
La Prefettura in Piazza dei Signori, Antico Palazzo Pretorio.
La Questura in via Commenda e Via Carlo Alberto, dopo il bombardamento, in Villa Passi a Carbonera.
Il Tribunale Speciale sez di Venezia che mandava gli antifascisti al confino, con annesse le carceri, davanti al Duomo.
Palazzo Littorio a San Vio (Ufficio dei Pegni)
Avevamo anche una sezione del Ministero Agricoltura e Foreste a Tv che è rimasto fino al luglio del ‘44, dopo i bombardamenti dell’aprile hanno trovato la morte vari dipendenti e allora hanno deciso di trasferirsi a San Pellegrino Terme, nota località climatica in Lombardia. Il Ministero trasferito da Roma stava nei pressi di Piazza Vittoria in Casa della Rovere.
Anche Cinecittà si trasferì, solo una parte era rimasta a Roma un’altra consistente si era trasferita alla Giudecca dove si erano creati nuovi studi cinematografici.
La GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) stava nella caserma Tommaso Salsa, almeno l’Ufficio Politico Investigativo e anche altri Uffici della Federazione e poi in Villa Torzelloni di Santa Maria del Rovere e all’Hotel Scala, almeno i Comandi.
Nella caserma Salsa c’era anche la Milizia Confinaria di Frontiera e la Milizia Forestale di Trento.
Altra Polizia della Repubblica di Salò era la Brigata Nera “Cavallin” che occupava gli alloggi del Collegio Pio X: ALLOGGI, CASERMAGGIO, TORTURA. Anche la Caserma Cadorin di Monigo aveva uffici della Cavallin. Poi c’erano Villa Scarpa e Villa Cappelletto sulla Feltrina e una casa colonica nelle adiacenze fungeva come luogo di tortura.
La GNR anche in via Stangale nei pressi di Piazza del Grano.
Lince era il soprannome di un ex partigiano diventato repubblichino per debiti e in questa veste torturava un sacco di partigiani, fu nominato tenente della Brigata Nera.
Anche la palestra Verdi fu luogo di tortura e sofferenza.
“L’Audacia” era il giornale della Brigata Nera e si stampava o cmq c’ era la redazione in via Lombardi, 18, mentre le SS Italiane avevano la sede di arruolamento nella stessa del partito di via Cornarotta.
La Provincia stava vicino al’Istituto Besta, mentre nei locali dell’attuale Ospedale di San Camillo vi si trovava una sede militare tedesca, ivi , c’era stato per un periodo anche il Comandante tedesco Stangler ,quello di Treblinka per intenderci, mentre Cà Foncello era un ospedale militare, quello civile stava a Casier .
Altri luoghi erano quelli del Distretto Militare in Riviera Santa Margherita, Via Bianchetti che fiancheggia via Cornarotta, via S. Francesco, dove ci sono altri uffici della RSI, mentre venivano cancellate tutte le vie regie con i nomi dei Savoia, una di queste viene sostituita da via Ettore Muti, via la via di Carlo Alberto e via il Viale Regina Margherita, perché i reali avevano tradito il fascismo che a sua volta era diventato repubblicano in senso di spregio verso chi aveva incarcerato Mussolini il 25 luglio 43.
Mancano altle sedi dei Tedeschi e dei Nazisti, un commando c’era a Villa Pacis, al Bolognese a Frescada, un altro a Villa Reali a Dosson.
La lotta partigiana a Treviso non vide mai in città dei Gapisti, non ci furono attentati, attacchi, solo qualche atto di sabotaggio.
In via Tolpada invece c’era la Vetreria Maffioli vero luogo della Resistenza Trevigiana dove prendeva voce l’Organizzazione Clandestina dei partigiani: informazioni, pacchi di roba e volantini vi transitavano, con il rischio di arresti, difatti il 7 gennaio ‘45 si verificò una spiata. Anche Sabatucci il partigiano andava in via Tolpada, dove vi trovava Bertelli – un compagno comunista – sempre intento al ciclostile, ci fu anche un certo Dotto Martina infiltrato dai partigiani che receva informazioni, insomma via Tolpada era il luogo simbolo della resistenza a Treviso.
Bisognerebbe vedere il giornale IL GAZZETTINO dall’8 settembre 43 al 31 maggio 45 e leggere i luoghi della resistenza
LA Xa MAS – L’UFFICIO “I” Violenza Tra le Province di Tv e Pn (1944-1945) ED. ISTRESCO
Nell’introduzione al nuovo libro di Federico Maistrello (siamo nel Palazzo dei Trecento a Tv, nel quadro delle iniziative del 25 aprile) Irene Bolzon ci parla dell’Unità speciale della Regia Marina, la Xa Flottiglia Mas.
I cosiddetti Marò conservavano durante l’ultima guerra l’immagine di maledetti ed avventurieri, e facevano parte di una unità militare che non voleva definirsi fascista pur essendolo fino al midollo, dotata anche di un notevole servizio di spionaggio che le permise alla fine della guerra di sfuggire alla resa dei conti, il suo capo era Junio Valerio Borghese implicato all’inizio degli anni ‘70 in un colpo di stato, il quale parlò di quel periodo (dopo l’armistizio del ‘43 e la continuazione della guerra con i repubblicani della RSI e i nazisti) con astuzia assolutoria, nella retorica dei vinti. La Xa Mas si rese colpevole di violente pratiche ritorsive anche se da un punto di vista militare non era tanto efficace se non nel senso di fornire informazioni ai tedeschi. Maistrello nel libro ci racconta i fatti snocciolandoli come cronaca avvincente.
L’autore ci spiega che all’inizio della guerra la Xa Mas era impiegata negli attacchi di altri navi con l’ausilio di barchini esplosivi, molti volontari erano attirati dal carisma del comandante e da una buona paga, quando però la Xa Mas venne usata nell’antiguerriglia per 4 mesi, anche nel trevigiano si macchiò di gravi atti di violenza.
Se all’inizio il suo impiego aveva lo scopo di custodire i cantieri della TODT, con l’attività antipartigiana venne aperto l’Ufficio Informazioni nella torre del castello di Conegliano il famoso Ufficio “I” comandato da Umberto Bertozzi, uomo crudele spietato e sadico che per avere informazioni non esitava a instaurare un sistema di torture nel Castello diventato in poco tempo DELLA TORRE DELLE GRIDA STRAZIANTI.
Anche Cino Bocazzi un medico scrittore trevigiano fu catturato, però per tutta una serie di considerazioni e di conoscenze, venne rispettato ed è proprio lo scrittore a descrivere il Bertozzi.
Il partigiano Pino da Zara invece fu torturato e ammazzato violentemente più che “giustiziato” come afferma l’autore, dalla Xa Mas e cosi ci furono altri episodi di pura violenza e di annientamento fisico, di morti, di incendi di sequestri di beni o meglio di estorsioni e quando venivano uccisi i partigiani, tutto il paese doveva vederli come monito, il 2/1/45 ben 5 partigiani furono passati per per le armi a Ciano del Montello, il 7 gennaio ‘45 furono uccisi i partigiani della Brigata Castelli (episodio già presente sul suo precedente libro sulle Brigate Nere) col concorso di altri reparti militari: Brigate Nere, Alpini, GNR, il 26/1/45 furono 6 partigiani passati per le armi a Pieve di Soligo, a Cordignano numerosi ostaggi furono catturati, 6 fucilati perché a Sarmede era scomparso uno della Xa Mas. Per la famiglia della vittima i Marò hanno voluto 50.000 lire estorte alla popolazione facendole passare come offerta volontaria.
Bertozzi costringeva le persone catturate a bastonarsi tra di loro e anche da sole dandosi schiaffi e pugni altrimenti venivano fatte fuori a bruciapelo, in quattro mesi di attività vennero uccisi 50 uomini e 360 furono oggetto di soprusi e angherie: case bruciate, deportazione in Germania senza nessuna pietà o umanità, anche se Bertozzi alla fine fu rimosso dal suo incarico per le proteste in seno alla stessa Xa mas.
Alla conclusione della guerra il torturatore doveva essere fucilato, ma per tutta una serie di ragioni difficili da capire, la condanna a morte non fu applicata e cosi come tanti altri criminali di guerra, rimase impunito.
Maistrello conclude la presentazione del suo nuovo libro edito dall’ISTRESCO mentre interviene
il partigiano Ettore Bragaggia che si duole perché oggi i giovani si sono dimenticati di questi fatti, un altro intervento critica il fatto che il comune di Valdobbiadene abbia onorata in seduta pubblica la Xa Mas, lo storico gli risponde che lui tratta solo i fatti storici, dovrebbe essere l’ANPI (l’associazione dei partigiani italiani) ma anche altre associazioni che stigmatizzano eventuali manifestazioni fasciste non consoni, magari con un qualche manifesto di protesta.
A Gorizia addirittura hanno cantato in consiglio comunale la loro canzone di guerra, ma qui nel Trevigiano i fatti descritti dall’autore del libro dimostrano inequivocabilmente comportamenti criminali per l’efferatezza degli omicidi commessi, da quelli della Xa Mas.
COS’E’ LA SINISTRA COS’E’ LA DESTRA
La sinistra sempre più mesta parla male e non ha testa e quindi non fa che perdere il contatto con la realtà. Nel 2010 avevo aderito al grande progetto di SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) dopo anni di speranzoso verde bonelliano, un progetto che doveva essere l’ennesimo cambio di pannolini della sinistra, ormai cominciavo ad avere la puzza sotto il naso, però tutti, a ripartire da Ventola volevano fare girare un’aria nuova, rinfrescante, antiberlusconiana, mi ricordo ancora il suo intervento al congresso fondativo di Sel: tanti pezzi di sinistra che si staccavano dalle loro isole sterili senza più verde per costruire un nuovo arcipelago di sole e luce grazie a discussioni illuminate, pezzi di verdi, pezzi di rifondazione, pezzi di comunisti italiani, perfino pezzi di socialisti e di sinistra democratica, tutti insieme per una nuova sinistra che doveva combattere l’edonismo berlusconiano e costruire una società a misura di homo culturens superando gli stretti e asfittici vincoli produttivistici, il modo di fare politica in Italia, abbandonando i vecchi rituali e i vecchi pregiudizi, ma dopo il primo entusiasmo di neofiti anziani, i soliti ed eterni dirigenti si erano collocati con discrezione lungo i luoghi del comando, i direttivi i comitati nazionali e tutto rimaneva imbalsamato nei soliti schemi in cui il leader massimamente, senza nessun controllo, si esaltava in un linguaggio ampolloso, retorico, manifestamente manierato, mentre in un altro luogo di questa terra stavano per prendere piede i social, la rete, internet con tutto l’afflusso dei vari movimenti, nuovi soggetti e individui che si muovevano dal basso e cominciavano a ridicolizzare certe gerarchie, la sinistra invece di buttarsi sull’impresa e tentare di raddrizzare il timone rimane stupita, scende subito intimorita e comincia ad inveire contro questi commenti malevoli, non percependo un cambiamento epocale che le nuove tecnologie stavano concretizzando, ha parlato di populismo solo perché il popolo della rete non riconosceva all’intellettualità talvolta piccolo-borghese il leaderismo politico, mentre una grossa spinta dal basso cambiava le carte in tavola, creando una rivoluzione che tanti “nuovisti” non avevano colto.
Apriti cielo, la sinistra ottusa respingeva in toto la cosa diventando reazionaria, tutti ad arroccarsi mentre solo una minoranza già nel 2011 vedeva ciò che stava succedendo, superando il concetto di destra e sinistra ormai capace al gioco delle parti, che aveva accumulato un sacco di delusioni e che partendo dai bisogni, cercava una visione più immediata e postpolitica, era da anni che la sinistra in ogni occasione quasi vomitava le parole del disincanto, salvo poi farne un altro motivo ideologico, e naturalmente quando cominciava a vedersi questo disincanto non se ne n’era proprio accorta, grazie alla sua miopia, eppure Gaber cantava cos’è la destra, cos’è la sinistra già all’inizio del secolo. Possibile che tanti ancora adesso non capiscono e si chiudano nell’1%, della loro esistenza? Invece per molti delusi dalla sinistra è stato naturale iscriversi al M5S fin dal 2012 anticipando il crollo di Sel che non riusciva a cambiare neanche una mezza parola dal solito sterile concione di sinistra ormai consunto e defunto, mettendosi al fianco di Grillo che già da qualche tempo non si fidava della politica di sinistra e non aveva accettato la candidatura offertagli dai Verdi, se poi pensiamo anche agli impropèri di questa sinistra intelligente e acculturata sciorinati contro Grillo e il manager Casaleggio additato sempre cn disprezzo, penso che in Italia intellettualmente eravamo messi proprio male: cari compagnucci dell’1% ma avete mai capito qualcosa di sinistra, ho i miei dubbi, diciamo che siete ultraideologici e piuttosto schematici e la realtà è un optional che deve entrare in questi schemini preformati altrimenti non è buona.
Con tanta delusione
VUOI CHE LA MODA TI CORRODA?
A CONEGLIANO NEGLI STABILIMENTI DI “NATURASI” IN UNA SALETTA INTERNA abbiamo visto il documentario di Andrew Morgan del 2015 THE TRUE COST che parla dell’impatto della moda e dei suoi cascami sull’ambiente, che è secondario solo al petrolio.
Sono state intervistate tre opinion leader come Vandana Shiva, Stella Mc Cartney e Livia Giuggioli, tutte in vario modo ecologiste.
La storia è sempre la stessa in tutti i suoi versanti dai tempi della Rivoluzione Industriale, ha cominciato male in Inglinterra e sta continuando peggio nei paesi periferici che si stanno accostando al modello di viluppo capitalistico e questo succede quando si arricchiscono di uno strumento produttivo qualsiasi, una macchina da cucire e per 2-3 euro o poco più al giorno, fanno le camicie che poi prendono il via dei marchi occidentali, imprese globalizzate senza nessuna responsabilità di gestione, le rivendono nelle economie avanzate, nei paesi ricchi a 15-20 euro. Le ditte tipo Zara e H&M ci guadagnano alla grande facendo concorrenza al altri marchi esclusivi molto più costosi (quindi queste sono + democratiche) e tutto si basa sullo sfruttamento e la rapina dei poveri operai del Bangladesh che non possono neanche chiedere un minimo sindacale che vengono pestati dalla polizia, per produrre cose di estremo consumo (usa e getta) oltre allo sfruttamento c’è anche l’inquinamento ambientale che nessuno paga altrimenti i costi sarebbero meno competitivi.
In altra parte del Documentario si vedono i fertilizzanti e pesticidi impiegati nei campi di cotone che aumentano i tumori (se more) e i semi della Monsanto la Multinazionale che si era appropriata dei semi e delle coltivazioni in India mandando sul lastrico un sacco di contadini spingendoli ai suicidi di massa (250.000?!).
Che fare? E’ la globalizzazione bellezza, il liberismo economico sfrenato, molto esaltato anche dalla nostra Comunità Europea, l’economia inquinata del basso costo dei Cinesi, i differenziali di scambio di 1 ora di lavoro tra Occidente e resto del Mondo che induce molti extracomunitari all’emigrazione verso i Paesi ricchi.
Una soluzione potrebbe essere costituita dai dazi doganali di Trump che difenderebbero i lavoratori dei Paesi più ricchi anche nell’abbigliamento (quelli che sopravvivono nel deserto dei sussidi) mentre i poveri potrebbero lavorare per sviluppare il loro Paese, però qui dipende molto anche dalle politiche nazionali o locali e il Documentario purtroppo non ne parla. Perché ai governanti interessa tanto questo giro economico occidentale, lo fanno per la ricchezza in sé, per l’indotto o è solo una forma di corruzione?
Il giusto costo sarebbe doveroso per le stesse nostre aziende che preferiscono dare da smaltire i rifiuti tossici a finte imprese mafiose per risparmiare sui costi e ci ritroviamo molti di questi fanghi industriali fermi nei capannoni del nordest.
La politica può fare molto e cioè bloccare la produzione e requisirla (da parte dello Stato) e venderla a prezzi più alti per motivi ambientali perché anche quei costi ambientali devono entrare nei bilanci, se la politica non fa questo i disastri un domani potrebbero non essere più gestibili.
PD VIENI CON NOI NON CI LASCIAR PER I VERDI MONTI POSSIAMO ANDAR
Perchè il Pd deve VENIRE col M5S? Perchè gli conviene, all’opposizione farebbe crollare tutti i suoi residui consensi, basta pensare alla cultura e al cinema (e ai relativi finanziamenti) ma non voglio essere cinico, io penso che il Pd si deve far fecondare dal M5S per potere partorire una politica vera, per rinascere insomma, palingenesi si chiama, ogni tanto bisogna farlo,quando la merda arriva alla gola.
Martina francaMENTE vorrebbe ricomPATTAre il Pd, ma sarà probabilmente il traghettatore deI morti viventi, un obolo a testa, mentre l’ex leader farà il senatore di Scandicci col rischio che possa diventare un nuovo mostro.
Loro il PD dicono che hanno pauRA! della subalternità al M5S ed invece dovrebbero approfittarne per imparare la nuova politica e magari in un futuro tendere qualche sgambetto, per fare questo però bisogna attraversare il MoVimento e per attraversare il MoVimento bisogna essere politicamente intelligenti.
E’ vero che in passato sono volati gli stracci, ma in qualche caso c’è stata anche collaborazione, come nel settore cinematografico, si può tentare cosa vi costa?
TUTTO IL POTERE ALLA RETE E AI SOCIAL
Come i mass media corrompono le persone che non si accorgono di ragionare su cose che a loro di fondo non interessano e di dare delle soluzioni quando nessuno gliele ha chieste, per districarsi da questo pericolo di manipolazione strisciante bisogna pensare al potere di critica dei social, è vero che il loro pensiero a volte viene inficiato dall’odio seriale verso il soggetto dell’argomento, però se ne sentono tanti di commenti anche di chi avverte di questa manipolazione grazie all’estensione della critica che non investe più uno sparuto gruppo di persone, ma un’intera comunità “da tastiera”, che volentieri si manda a quel paese, spesso sono disoccupati o pensionati che stanno tutto il giorno dietro un certo avvenimento sviscerandolo in tanti aspetti.
Paradossalmente il concetto di uno vale uno è stato introdotto da un vip così come il marxismo è stato introdotto da un “borghese” e risulta essere un’idea rivoluzionaria, nessuno applica alla lettera questo concetto nemmeno nella sinistra più estrema dove insiste sempre un leader, lui sa più degli altri e quindi è superiore agli altri, quindi il concetto è sempre stato smentito dalla prassi, però poniamo che sia presente negli interlocutori politici anche solo per essere disatteso, la scelta dei rappresentanti del popolo deve essere quasi casuale, un gioco, chiunque anche la cuoca di leniniana memoria può andare in parlamento, unica condizione è che sia una cittadina attiva, informata sui fatti politici, perché se non sa niente può essere manipolata a sua volta da qualche interessato di turno.
Poi bisogna far sentire all’opinione pubblica che c’è questo gruppo di sconosciuti, nella prima fase per farsi conoscere bisogna entrare nei media; e qui tra i cittadini sconosciuti c’è chi è più abile a parlare, le persone “rappresentative” del movimento diventano personaggi importanti, vip, la gente li vede in maniera diversa rispetto agli altri, si crea un distacco tra gli iscritti e i personaggi e quindi una “gerarchia” basata sulla notorietà.
Nella seconda fase c’è il rischio che il personaggio venga a noia: vogliono distruggerlo, cominciano le critiche più stupide, basta un congiuntivo sbagliato dopo ore di discorsi e tutti addosso, nella prima fase si incoraggiano le qualità personali, adesso invece vengono fuori le mancanze, altri personaggi pubblici per farsi notare ne parlano male come Sgarbi, e parlandone male li additano al pubblico ludibrio, se non che la maggior parte della gente in questa maniera è costretta a capire e vede che nonostante tutto Di Maio è un bravo ragazzo e lo vota, così quelli che volevano parlarne male si “fregano” da soli: stavate zitti e forse la genteeeeeeeeeeeeeeeeeeee vedeva qualche difetto
