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MAPPATURA DEI PRINCIPALI LUOGHI DELLA RSI A TREVISO da un punto di vista politico, amministrativo e militare DOPO 8 SETTEMBRE ‘43 PER GIRARE UN DOCUFICTION

27 Giugno 2018

La sede del PFR – Partito Fascista Repubblicano già PNF – Partito Nazionale Fascista era in via Cornarotta dove adesso ci sono i Carabinieri.

La Prefettura in Piazza dei Signori, Antico Palazzo Pretorio.

La Questura in via Commenda e Via Carlo Alberto, dopo il bombardamento, in Villa Passi a Carbonera.

Il Tribunale Speciale sez di Venezia che mandava gli antifascisti al confino, con annesse le carceri, davanti al Duomo.

Palazzo Littorio a San Vio (Ufficio dei Pegni)

Avevamo anche una sezione del Ministero Agricoltura e Foreste a Tv che è rimasto fino al luglio del ‘44, dopo i bombardamenti dell’aprile hanno trovato la morte vari dipendenti e allora hanno deciso di trasferirsi a San Pellegrino Terme, nota località climatica in Lombardia. Il Ministero trasferito da Roma stava nei pressi di Piazza Vittoria in Casa della Rovere.

Anche Cinecittà si trasferì, solo una parte era rimasta a Roma un’altra consistente si era trasferita alla Giudecca dove si erano creati nuovi studi cinematografici.

La GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) stava nella caserma Tommaso Salsa, almeno l’Ufficio Politico Investigativo e anche altri Uffici della Federazione e poi in Villa Torzelloni di Santa Maria del Rovere e all’Hotel Scala, almeno i Comandi.

Nella caserma Salsa c’era anche la Milizia Confinaria di Frontiera e la Milizia Forestale di Trento.

Altra Polizia della Repubblica di Salò era la Brigata Nera “Cavallin” che occupava gli alloggi del Collegio Pio X: ALLOGGI, CASERMAGGIO, TORTURA. Anche la Caserma Cadorin di Monigo aveva uffici della Cavallin. Poi c’erano Villa Scarpa e Villa Cappelletto sulla Feltrina e una casa colonica nelle adiacenze fungeva come luogo di tortura.

La GNR anche in via Stangale nei pressi di Piazza del Grano.

Lince era il soprannome di un ex partigiano diventato repubblichino per debiti e in questa veste torturava un sacco di partigiani, fu nominato tenente della Brigata Nera.

Anche la palestra Verdi fu luogo di tortura e sofferenza.

“L’Audacia” era il giornale della Brigata Nera e si stampava o cmq c’ era la redazione in via Lombardi, 18, mentre le SS Italiane avevano la sede di arruolamento nella stessa del partito di via Cornarotta.

La Provincia stava vicino al’Istituto Besta, mentre nei locali dell’attuale Ospedale di San Camillo vi si trovava una sede militare tedesca, ivi , c’era stato per un periodo anche il Comandante tedesco Stangler ,quello di Treblinka per intenderci, mentre Cà Foncello era un ospedale militare, quello civile stava a Casier .

Altri luoghi erano quelli del Distretto Militare in Riviera Santa Margherita, Via Bianchetti che fiancheggia via Cornarotta, via S. Francesco, dove ci sono altri uffici della RSI, mentre venivano cancellate tutte le vie regie con i nomi dei Savoia, una di queste viene sostituita da via Ettore Muti, via la via di Carlo Alberto e via il Viale Regina Margherita, perché i reali avevano  tradito il fascismo che a sua volta era diventato repubblicano in senso di spregio verso chi aveva incarcerato Mussolini il 25 luglio 43.

Mancano altle sedi dei Tedeschi e dei Nazisti, un commando c’era a Villa Pacis, al Bolognese a Frescada, un altro a Villa Reali a Dosson.

La lotta partigiana a Treviso non vide mai in città dei Gapisti, non ci furono attentati, attacchi, solo qualche atto di sabotaggio.

In via Tolpada invece c’era la Vetreria Maffioli vero luogo della Resistenza Trevigiana dove prendeva voce l’Organizzazione Clandestina dei partigiani: informazioni, pacchi di roba e volantini vi transitavano, con il rischio di arresti, difatti il 7 gennaio ‘45 si verificò una spiata. Anche Sabatucci il partigiano andava in via Tolpada, dove vi trovava Bertelli – un compagno comunista – sempre intento al ciclostile, ci fu anche un certo Dotto Martina infiltrato dai partigiani che receva informazioni, insomma via Tolpada era il luogo simbolo della resistenza a Treviso.

Bisognerebbe vedere il giornale IL GAZZETTINO dall’8 settembre 43 al 31 maggio 45 e leggere i luoghi della resistenza

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