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COS’E’ LA SINISTRA COS’E’ LA DESTRA

7 Aprile 2018

La sinistra sempre più mesta parla male e non ha testa e quindi non fa che perdere il contatto con la realtà. Nel 2010 avevo aderito al grande progetto di SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) dopo anni di speranzoso verde bonelliano, un progetto che doveva essere l’ennesimo cambio di pannolini della sinistra, ormai cominciavo ad avere la puzza sotto il naso, però tutti, a ripartire da Ventola volevano fare girare un’aria nuova, rinfrescante, antiberlusconiana, mi ricordo ancora il suo intervento al congresso fondativo di Sel: tanti pezzi di sinistra che si staccavano dalle loro isole sterili senza più verde per costruire un nuovo arcipelago di sole e luce grazie a discussioni illuminate, pezzi di verdi, pezzi di rifondazione, pezzi di comunisti italiani, perfino pezzi di socialisti e di sinistra democratica, tutti insieme per una nuova sinistra che doveva combattere l’edonismo berlusconiano e costruire una società a misura di homo culturens superando gli stretti e asfittici vincoli produttivistici, il modo di fare politica in Italia, abbandonando i vecchi rituali e i vecchi pregiudizi, ma dopo il primo entusiasmo di neofiti anziani, i soliti ed eterni dirigenti si erano collocati con discrezione lungo i luoghi del comando, i direttivi i comitati nazionali e tutto rimaneva imbalsamato nei soliti schemi in cui il leader massimamente, senza nessun controllo, si esaltava in un linguaggio ampolloso, retorico, manifestamente manierato, mentre in un altro luogo di questa terra stavano per prendere piede i social, la rete, internet con tutto l’afflusso dei vari movimenti, nuovi soggetti e individui che si muovevano dal basso e cominciavano a ridicolizzare certe gerarchie, la sinistra invece di buttarsi sull’impresa e tentare di raddrizzare il timone rimane stupita, scende subito intimorita e comincia ad inveire contro questi commenti malevoli, non percependo un cambiamento epocale che le nuove tecnologie stavano concretizzando, ha parlato di populismo solo perché il popolo della rete non riconosceva all’intellettualità talvolta piccolo-borghese il leaderismo politico, mentre una grossa spinta dal basso cambiava le carte in tavola, creando una rivoluzione che tanti “nuovisti” non avevano colto.

Apriti cielo, la sinistra ottusa respingeva in toto la cosa diventando reazionaria, tutti ad arroccarsi mentre solo una minoranza già nel 2011 vedeva ciò che stava succedendo, superando il concetto di destra e sinistra ormai capace  al gioco delle parti, che aveva accumulato un sacco di delusioni e che partendo dai bisogni, cercava una visione più immediata e postpolitica, era da anni che la sinistra in ogni occasione quasi vomitava le parole del disincanto, salvo poi farne un altro motivo ideologico, e naturalmente quando cominciava a vedersi questo disincanto non se ne n’era proprio accorta, grazie alla sua miopia, eppure Gaber cantava cos’è la destra, cos’è la sinistra già all’inizio del secolo. Possibile che tanti ancora adesso non capiscono e si chiudano nell’1%, della loro esistenza? Invece per molti delusi dalla sinistra è stato naturale iscriversi al M5S fin dal 2012 anticipando il crollo di Sel che non riusciva a cambiare neanche una mezza parola dal solito sterile concione di sinistra ormai consunto e defunto, mettendosi al fianco di Grillo che già da qualche tempo non si fidava della politica di sinistra e non aveva accettato la candidatura offertagli dai Verdi, se poi pensiamo anche agli impropèri di questa sinistra intelligente e acculturata sciorinati contro Grillo e il manager Casaleggio additato sempre cn disprezzo, penso che in Italia intellettualmente  eravamo messi proprio male: cari compagnucci dell’1% ma avete mai capito qualcosa di sinistra, ho i miei dubbi, diciamo che siete ultraideologici e piuttosto schematici e la realtà è un optional che deve entrare in questi schemini preformati altrimenti non è buona.

Con tanta delusione

Gian sart

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