logo

Blog

VUOI CHE LA MODA TI CORRODA?

29 Marzo 2018

A CONEGLIANO NEGLI STABILIMENTI DI “NATURASI” IN UNA SALETTA INTERNA abbiamo visto il documentario di Andrew Morgan del 2015 THE TRUE COST che parla dell’impatto della moda e dei suoi cascami sull’ambiente, che è secondario solo al petrolio.

Sono state intervistate tre opinion leader come Vandana Shiva, Stella Mc Cartney e Livia Giuggioli, tutte in vario modo ecologiste.

La storia è sempre la stessa in tutti i suoi versanti dai tempi della Rivoluzione Industriale, ha cominciato male in Inglinterra e sta continuando peggio nei paesi periferici che si stanno accostando al modello di viluppo capitalistico e questo succede quando si arricchiscono di uno strumento produttivo qualsiasi, una macchina da cucire e per 2-3 euro o poco più al giorno, fanno le camicie che poi prendono il via dei marchi occidentali, imprese globalizzate senza nessuna responsabilità di gestione, le rivendono nelle economie avanzate, nei paesi ricchi a 15-20 euro. Le ditte tipo Zara e H&M ci guadagnano alla grande facendo concorrenza al altri marchi esclusivi molto più costosi (quindi queste sono + democratiche) e tutto si basa sullo sfruttamento e la rapina dei poveri operai del Bangladesh che non possono neanche chiedere un minimo sindacale che vengono pestati dalla polizia, per produrre cose di estremo consumo (usa e getta) oltre allo sfruttamento c’è anche l’inquinamento ambientale che nessuno paga altrimenti i costi sarebbero meno competitivi.

In altra parte del Documentario si vedono i fertilizzanti e pesticidi impiegati nei campi di cotone che aumentano i tumori (se more) e i semi della Monsanto la Multinazionale che si era appropriata dei semi e delle coltivazioni in India mandando sul lastrico un sacco di contadini spingendoli ai suicidi di massa (250.000?!).

Che fare? E’ la globalizzazione bellezza, il liberismo economico sfrenato, molto esaltato anche dalla nostra Comunità Europea, l’economia inquinata del basso costo dei Cinesi, i differenziali di scambio di 1 ora di lavoro tra Occidente e resto del Mondo che induce molti extracomunitari all’emigrazione verso i Paesi ricchi.

Una soluzione potrebbe essere costituita dai dazi doganali di Trump che difenderebbero i lavoratori dei Paesi più ricchi anche nell’abbigliamento (quelli che sopravvivono nel deserto dei sussidi) mentre i poveri potrebbero lavorare per sviluppare il loro Paese, però qui dipende molto anche dalle politiche nazionali o locali e il Documentario purtroppo non ne parla. Perché ai governanti interessa tanto questo giro economico occidentale, lo fanno per la ricchezza in sé, per l’indotto o è solo una forma di corruzione?

Il giusto costo sarebbe doveroso per le stesse nostre aziende che preferiscono dare da smaltire i rifiuti tossici a finte imprese mafiose per risparmiare sui costi e ci ritroviamo molti di questi fanghi industriali fermi nei capannoni del nordest.

La politica può fare molto e cioè bloccare la produzione e requisirla (da parte dello Stato) e venderla a prezzi più alti per motivi ambientali perché anche quei costi ambientali devono entrare nei bilanci, se la politica non fa questo i disastri un domani potrebbero non essere più gestibili.

Gian Sart Blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Indietro