Sono stati proiettati due importanti documentari al Palazzo dei Trecento nell’ambito della Manifestazione Ascari e Schiavoni – Il razzismo coloniale a Treviso, mostra promossa a cura dell’Istresco, (Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea della Marca Trevigiana) la manifestazione si iscrive anche nelle iniziative della Giornata della Memoria e del Ricordo, il primo è quello di Anja Medved e Nadia Veluscek dal titolo “Burnt in Memoris – Storia e momoria dei villaggi bruciati dai nazisti e fascisti” riguarda l’occupazione dei balcani nel periodo 43-45 nei territori di Lubiana e dell’Istria (oggi Slovenia e Croazia) con una violenta azione nei confronti dei civili slavi colpevoli di proteggere e nascondere i partigiani comunisti, le reazioni soprattutto dei tedeschi furono particolarmente cruente, a questo proposito non c’è stato un gran dibattito anche tra i reduci italiani e il progetto espansionistico militare delle nostre truppe che non credevano in quella guerre, anzi si creò un’ empatia tra i soldati contadini e i partigiani contadini con memorie di quei fatti molto controverse. Il documentario dopo 70 anni è costituito dai racconti di uomini e donne ormai anziani che rivivevano i ricordi dei bambini di allora, procedendo lungo le emozioni di una memoria fatta di antichi volti ormai dimenticati: nonni, genitori, zii e di violenze subite, memoria che ritorna ancora viva a riaprire le ferite che erano state rimarginate a fatica nel corso del tempo, sono stati bruciati più di 250 paesi e ammazzate un sacco di persone.
Il documentario dura 67 minuti e l’autrice ci parla anche di un un nuovo modo di rappresentare i fatti al di là del “bianco e del nero” perché i carnefici erano anche vittime, in una rappresentazione distruttiva dove tanti eserciti venivano in loco uccidevano e se ne andavano, per gli abitanti era anche difficile capire tutto quello che stava succedendo. Il documentario costituisce un momento essenziale di testimonianza di “come” avvennero questi momenti tragici raccontati con descrizioni dettagliate, manca forse il “perché” che avrebbe potuto dire lo storico, soprattutto sul rapporto tra villaggi di contadini e partigiani che non sempre è stato un idillio neanche nella lotta partigiana italiana.
Il secondo documentario proiettato il 7 febbraio “If only Iwere that warrior. Un viaggio attraverso i ricordi dell’occupazione italiana dell’Etiopia, di Valerio Ciriaci è stato presentato dallo storico Alessandro Casellato e commentato alla fine da un altro storico: Livio Vanzetto.
Riguardano le vicende di Rodolfo Graziani, un generale fascista accusato di essere un criminale di guerra, addirittura macellaio, anche se alla fine l’amnistia di Togliatti gli ha fatto fare solo qualche mese di carcere, se non ché al generale, Affile un piccolo paese del Lazio, gli ha dedicato un monumento-sacrario-mausoleo con su scritto Patria e Onore.
Vanzetto invece ci parla dell’Etiopia del 2007 di Makallè, dei “tigrini” abitanti nella regione del Tigrai, cristiano-copti, che assomigliano un pò alla cultura rurale veneta come la devozione di San Todaro, un santo bizantino molto diffuso a Venezia. Gli italiani ancora oggi (2007) sono ben accetti differenziandoli però dai fascisti che hanno portato morte, lutto e dolore poiché la missione civilizzatrice intrapresa dalla propaganda fascista, finì coll’adoperare i lanciafiamme e Livio Vanzetto ci fa vedere tra le sue immagini, una caverna di ossa e scheletri.
Nel caso di Affile la magistratura ha condannato il sindaco e due consiglieri per apologia di fascismo anche di fronte all’indignazione dell’opinione pubblica, perché quel monumento è un obbrobrio e poi Vanzetto ci ricorda che all’origine cu fu il razzismo coloniale nella tanta decantata belle epoque, verso l’ Asia e l’ Africa cui si resero responsabili anche la Gran Bretagna, il Belgio, la Germania, gli Usa nelle Filippine, furono una delle cause preponderanti del razzismo della seconda guerra mondiale verso gli ebrei, gli zingari e altre minoranze come i gay.
Nel dibattito successivo una persona ha ” anche parlato di un film “Il Leone del Deserto” per la regia di Mustafa Akkad, 1981, con un cast internazionale sulla conquista della libia di Rodolfo Graziani e poi sul molto importante concetto di Memoria o Oblio l’assessora Cabino stigmatizza il fatto che ci voglia una giornata della memoria prevista dalla legge per ricordarsi della “banalità del male
CA’ DA NOAL, PROGETTO DI RESTAURO
Si è tenuto il 19 gennaio 2018 un Convegno all’Auditorium Stefanin di Treviso.
Nicoletta Biondo dell’Associazione Tarvisium Gioiosa ci parla di Ca’ Noal, ex museo di arte applicata, che faceva parte dell’antica Urbis picta e dei restauri che a suo tempo fece Mario Botter.
“Occorre salvaguardare in maniera etica il ns patrimonio, riportare a nuova vita Ca’ da Noal, che ha vissuto un tumultuoso passato e una storia vicino a noi, bisogna conservare ad uso della collettività”.
Alessandro Ervas ci parla di arte applicata, l’espressione di tecniche e linguaggi degli artigiani: “oggetti come materializzazione delle idee e del tempo che li ha espressi, esempi di arte popolare che hanno dato opere pregevoli, i ferri battuti, i vetri, tessuti, mobili che si scontrano con l’incuria e la follia degli uomini” (le guerre) e cita Natalina Botter, la figlia del grande restauratore trevigiano, la quale ci ricorda secondo Ervas, l’importanza degli appoggi europei su questi restauri anche per creare delle convenzioni quadro.
Adriano De Vita dell’Associazione Culturale “Faro” ci introduce sui passi complessi da percorrere presso il Consiglio d’Europa, i cui uffici si trovano alle Procuratie vecchie, diretto da Luisella Pavan Woolfe e sugli strumenti della cittadinanza da acquisire per occuparsi del proprio patrimonio culturale, previsti dalla convenzione- quadro del Consiglio D’Europa, sul valore del patrimonio culturale, sui cambiamenti giuridici, sul ruolo della comunità patrimoniale nella partecipazione democratica del cittadino alla cultura, sul principio di responsabilità individuale e collettiva, insomma regolamentando la partecipazione ai processi culturali da parte della cittadinanza attiva, si chiamano gli Stati europei ad emanare una legge vincolante allo scopo di portare avanti questi intenti.
La ratifica quindi diventa legge dello Stato Italiano, siccome l’anno scorso è caduto il governo non è stata fatta nei tempi programmati, si pensa entro quest’anno di attuarla, si parla di alcuni principi fondamentali che cambiano i comportamenti individuali: dell’eredità culturale, dell’identità, del bene di proprietà pubblica o privata, anche se la gestione comune appare un concetto ancora confuso che supera però il concetto presente nelle associazioni, di servizio svolto soltanto ai singoli soci, invece con la nuova Convenzione si può farlo per tutta la Comunità, un lavoro di pubblica utilità non più monopolio ad es. del Comune come sito istituzionale, i cittadini si possono occupare senza chiedere il permesso, non è più una concessione e tutto si incentra sull’Action Plan, che punta sulla raccolta del patrimoni da conservare, sulla gestione del bene comune e sulla partecipazione civica.
La comunità che condivide determinati significati si prende cura di un luogo caro, diventa comunità patrimoniale come diritto di cittadinanza, privilegiando l’aspetto sociale del cittadino interessato ad aderire ad una comunità d’intenti, lo stesso cittadino se svolge un’attività economico-lavorativa non sempre ha tempo di partecipare a queste funzioni sociali, è un’attività di “restituzione” alla comunità valorizzando ad es. competenze tecniche individuali.
Chi “decide” il bene comune deve trovare delle persone che se ne curano, una presa di responsabilità e di fronte ad una minaccia esterna proveniente anche dal Comune o da altri enti pubblici territoriali o nazionali ovvero da privati e da contratti con privati dello stesso ente pubblico, i cittadini reagiscono fondando un comitato di protesta e di proposta che però a volte non trova un canale di ascolto “politico” dentro ai ruoli tradizionali di rappresentanza e di delega, le strutture civiche devono essere ascoltate non perché rappresentino qualcuno, ma perché sono qualcuno, in quanto cittadini che si prendono cura del patrimonio e possono esercitare il diritto di accesso agli atti pubblici come portatori di interessi meritevoli di tutela, possono verificare ad es. i bilanci come quello dell’Arsenale di Venezia e quindi controllare eventuali forme di corruzione, trovandosi l’opposizione di personaggi politici che gestiscono la cosa pubblica spesso in maniera da trarne vantaggi privati, i quali vedono una minaccia, a loro volta, alla loro influenza.
Le comunità creano legame tra le persone superando delle solitudini cagionate dalla società individualista, le stesse comunità però possono regredire e diventare clan, mafie, se un leader le condiziona e gestisce pure posizioni di potere sostituendosi alla influenza del politico.
Ogni individuo nella comunità perde qualcosa di sé stesso in favore del gruppo che può diventare collettività se non si sclerotizza in pratiche subdole e deformanti, più difficili a volte da scoprire e combattere, così come un frate nel monastero perde qualcosa della sua personalità per riaverla più grande nella “spiritualità comunitaria”.
BUSTE O BUSTINE
Qualcuno si è rifiutato di pagare 2-3 cent per le borse della spesa biodegradabili arrivando al fatto di pagare singolarmente ogni arancia, perché è un furto etc etc. Quanti soldi avrebbe speso in più in un anno? Dai 4 ai 10 euro ci dice l’articolista, per i telefonini spendono 500-700 euro e stanno tutto il giorno a giocarci come pezzi magici di un puzzle rincitrullente. Abbiamo un mare pieno di buste di plastica e invece di capirlo e dare un piccolo contributo la gente sempre più “inselvatichita”rimane paurosamente indifferente ai benefici minimi per il pianeta. Al peggio….
REFERENDUM PER L’AUTONOMIA DEL VENETO-LOMBARDIA
Perché votare con convinzione SI’ nonostante qualche dubbio su chi l’ha promosso, cosa vuol dire il territorio, lo Stato centrale, le tasse ecc? E da un punto di vista sociale l’evasione fiscale è una forma di protesta contro lo Stato, lo Stato centrale che spreca i soldi?
Invece con questo SI’ AL REFERENDUM il M5S HA SBAGLIATO COMPLETAMENTE diventando succube della Lega Nord che ha intascato un sacco di vantaggi politici importanti in vista delle prossime elezioni.
Sappiamo fin dalla terza media che la materia delle tasse non può essere oggetto di referendum abrogativo e in questo contesto il referendum consultivo serve ben a poco perché diventa una domanda retorica a cui nessun avrebbe potuto dire di no senza provare un risentimento verso se stesso.
Ma non c’è nessuna relazione tra tasse e autonomia e questo referendum di per sé istituzionalmente non è servito a niente, se non a rafforzare la leadership leghista rispetto a Berlusconi e alla destra, è un classico uso delle Istituzioni per finalità politiche di parte, fa impressione però che anche il M5S sia caduto in questa trappola e abbia fatto una scelta di subordinazione alla lega considerando il fatto (se sbaglio corregeteme) che il tema delle autonomie non è nemmeno presente nelle stelle-guida del Movimento, nei suoi principi-cardine e perché in campagna elettorale il M5S HA TACIUTO E HA ADERITO SENZA SPIEGARE NIENTE, quanto meno una differenziazione dalla Lega, l’unico intervento che mi è arrivato, quello di D’Incà sembrava più l’intervento di un dirigente pubblico che snocciolava normativa a raffica come in un corso su Rousseau andato a male, invece bisognava almeno distinguersi da Zaia e Maroni e ciò non è stato fatto,così è quasi certo che alle prossime elezioni il M5S in queste due regioni prenderà pochi voti.
Il problema delle tasse e della loro giusta distribuzione è prettamente legislativo, basta riformare la finanza locale, ad es. fino agli anni ‘50 quando vigeva l’imposta di famiglia non era lo Stato centrale che faceva questa distribuzione e quindi non avveniva dall’alto, è sufficiente vedere le percentuali regionali delle entrate fiscali per avere un quadro preciso limitando nel contempo le spese pubbliche faraoniche a livello territoriale (se c’è un basso livello contributivo) creando o una procedura particolare (di aggravamento) per le opere pubbliche strategiche, ma tutta questa materia non ha niente a che vedere con le autonomie e con la proliferazione di regolamenti comunali che costituiscono un orrido giuridico come L’ARPA l’Agenzia regionale dell’ambiente che nominalmente si chiama in maniera diversa nelle diverse ragioni facendo ben poco per il controllo visto che sono subordinate al potere politico (Arpav, Arpetta, Arpona, Arpar, Arpaia).
Oggi si vuole ritornare all’uniformità, alla semplificazione delle procedure ad eccezione quelle di spesa pubblica per contrastare l’economia clientelare, mentre invece l’autonomia potrebbe avvenire solo da una spinta dal basso dei comuni cittadini quella di Zaia e Maroni è invece una falsa autonomia, un ricatto allo Stato centrale e quindi ha più il sapore di un contentino rispetto ad una indipendenza che conduceva ad un binario morto, che non si può fare senza scontrarsi con i poteri centrali.
FABRICA O FABRICHETA
Se uno va nel sito FABRICA di Benetton alle varie Faq si chiede: “Che lingua si parla a Fabrica? Dialetto veneto? No, ormai si parla solo in inglese, la lingua degli affari perché Fabrica accoglie persone da tutto il mondo. Per questo l’inglese è la lingua “ufficiale” ci spiega il sito. Questo significa che devi essere in grado di leggere, scrivere ed esprimerti in inglese. Ostrega!
E io che pensavo ingenuamente che il termine Fabrica provenisse dal dialetto veneto che riduce sempre le doppie, fabbrica con una sola b e che si doveva fare un centro studi della cultura, dei linguaggi e dei suoni veneti, invece è proprio tutt’altro: essere succubi dell’inglese x potere fare cultura è il massimo della sottomissione (la missione va sotto il livello) che purtroppo però si sta diffondendo nel nostro bel Paese, e il bene si trasforma in male, per le nostre radici che scompaiono sotto il segno della globalizzazione: Benetton in Maletton e l’ambiente cittadino inglesizzato lascia il posto all’infinita provincia americana di perdita d’identità dove tutto si chiama business e quando non lo è, è solo promozione dei propri prodotti: la cultura così, con questa andatura proprio non dura! E si capisce così perché il cinema italiano scompare….
ELETTROSMOG – PIANO DELLE ANTENNE
A Treviso nelle adiacenze delle mura si fanno notare un sacco di antenne quasi fossero un articolo d’arredo in certi centri commerciali, si chiamano SRB – Stazioni Radio Base e sono Impianti per la telefonia mobile. In inglese BTS (Base Transceiver Station).
La Stazione Radio Base costituisce l’infrastruttura base della telefonia Cellulare comunemente chiamata RIPETITORE ma non “ripete” alcun segnale comune nel caso dei Ponti Radio, ma lo genera e lo trasmette in etere. Quindi questi ripetitori sono radio multicanali a bassa potenza, i telefonini sono invece radio-ricetrasmittenti monocanale, sempre a bassa potenza. Quando uno parla usando un telefonino in realtà parla con un ripetitore, da lì il segnale si trasmette sulle normali linee telefoniche fisse. Dato che si tratta di radio ricetrasmittenti, telefoni e ripetitori emettono radiazioni in RF (Radio Frequenza) ed espongono a tali radiazioni le persone presenti nelle vicinanze. La propagazione di questi segnali a seconda del sistema tecnologico utilizzato avviene in bande di frequenza diverse, comprese tra i 900 e i 2100 MHz. Dei quattro principali gestori operanti sul territorio nazionale, Tim, Vodafone e Wind utilizzano tecnologia GSM (900 mhZ) acronimo di “Groupe special mobile, lo standard 2G (2a generazione) di telefonia mobile cellulare (attualmente il più diffuso nel mondo). C’è anche la tecnologia DCS (1800 MHz) e la tecnologia UMTS (2000 MHz), mentre la Tre usa esclusivamente UMTS (Universal Mobile Telecommunication System) tecnologia più evoluta compatibile con lo standard 3GPP e che utilizza le infrastrutture del GSM.
In alcune zone dei centri urbani, alle SRB di tipo tradizionale si affiancano quelle micro e pico-cellulari, ossia sistemi a corto raggio d’azione che garantiscono la copertura del servizio nelle aree a maggior traffico telefonico (microcelle).
E’ stato il decreto Gasparri (Decreto Legislativo n. 198 del 4/9/2002 a introdurre NORME MENO RESTRITTIVE CON MAGGIORE LIBERTA’ NEL POSIZIONAMENTO DI RIPETITORI PER LA TELEFONIA MOBILE SUL TERRITORIO NAZIONALE.
I Comuni cmq possono definire le aree più idonee all’installazione degli impianti considerando i vincoli ambientali e paesaggistici.
La legge fissa 70 metri la distanza minima dei ripetitori dalle abitazioni e l’ARPA- l’ Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ogni Regione la chiama in maniera diversa) a dare l’ok al posizionamento.
Non si sa l’effetto di queste antenne sui malati, bambini ed anziani per cui vale il principio di cautela nelle vicinanze di ospedali, scuole ed asili.
L’Amministrazione Comunale può richiedere la rimozione ovvero la disattivazione dell’impianto qualora questo non abbia rispettato il progetto costruttivo, ovvero per effetto del superamento dei limiti delle emissioni tollerabili.
Quali sono i compiti dell’Amministrazione Comunale?
Il Comune ha compiti di pianificazione, autorizzativi e di controllo e redige un Piano Annuale della Telefonia Mobile approvato entro dicembre di ogni anno precedente, i quattro principali gestori sono anche titolari di concessione ministeriale, mentre gli “areali” sono le zone all’interno delle quali gli stessi ricercano un luogo dove installare gli impianti valutando di preferenza siti di proprietà comunale. Il comune può coinvolgere i quartieri o una qualche associazione di cittadini per il consenso autorizzativo, mentre la legge n. 36/2001 determina i limiti di esposizione.
Chi abita vicino a una SRB si deve preoccupare per la sua salute?
Finora non sono stati evidenziati effetti sulla salute collegabili alla vicinanza a questi impianti, non ci sono prove evidenti, non è stato neppure documentato che esista una maggiore sensibilità di alcune persone ai CEM (Campi ElettroMagnetici) delle SRB, però l’uso del telefono cellulare comporta un’esposizione molto più intensa rispetto all’antenna e quindi sono stati stabiliti a livello internazionale dei limiti cautelativi di esposizione alle radiofrequenze prodotte dalle SRB e a titolo precauzionale viene consigliato un uso prudente del cellulare al di sotto dei 16 anni.
La somma degli effetti con gli impianti vicini può creare una esposizione pericolosa?
L’agenzia Regionale può fare una simulazione del campo elettromagnetico prodotto da tutte le stazioni presenti nella zona circostante ipotizzando che tutti gli impianti possano funzionare contemporaneamente. Se i limiti vengono superati il Comune dovrà rivedere il piano negando le autorizzazioni per nuovi impianti. Chiunque può chiedere informazioni sia al Comune che all’Arpav.
Di SRB in tutto il Veneto ce ne sono almeno 5000 ad occhio scorrendo la Tabella con l’elenco degli impianti attivi divisi per comune (Fonte ARPAV – Aprile 2007).
Ma chi controlla che tutta questa rete di antenne non sia nociva alla salute, forse uno può chiedersi che questa grande quantità di antenne è dovuta al fatto che siamo in pianura?
L’Arpav – Dipartimento Prov.le di Treviso di via Santa Barbara, afferma che i limiti nella zona vengono rispettati e che se c’è un nuovo progetto di edificazione di una antenna l’autorizzazione viene data solo dopo rigorosi controlli sia da parte dell’Arpav che da parte del Comune. Ma il Comune a volte è in conflitto di interessi visto che molti terreni su cui si creano le antenne sono di sua proprietà e quindi ci lucra sopra.
Ritornando ai limiti di esposizione tutta la materia viene disciplinata dalla Legge 36 del 22/2/2001, in qui si parla anche di valori di attenzione e di obiettivi di qualità. I valori italiani sono a 6 V/m, e secondo la Comunità Scientifica l’esposizione ai campi elettromagnetici (Cem) delle SRB non comporta rischi per la salute (così almeno dice) il controllo principale cmq è affidato all’Arpav: ci dobbiamo fidare?
Secondo noi il Comune dovrebbe rendere pubblico (se c’è) un Piano di dislocazione delle antenne, che tipo di accordo ha portato a termine con quale compagnia in che luogo per quanto tempo, che importo, questo per rendere trasparente e controllabile da parte dei cittadini.
Nell’Allegato del 2007 ABBIAMO BEN 125 ANTENNE DISLOCATE NEL COMUNE DI TV, attualmente sono tutte attive?
Sarebbe bene avere una risposta rassicurante e pretendere cmq quel famoso piano.
I dati sono stati presi dall’Arpav Veneto, dal Comune di Firenze, dall’Arpat di Firenze, Movimento 5 Stelle San Giuseppe Vesuviano.
MEGLIO LADRI CHE INCAPACI (O INCOMPETENTI)
Ultimamente gira spesso questa frase contro il M5S: “meglio ladri che incompetenti (incapaci) lanciata da giornalisti orrorifici come Alessandro Sallusti (da Famiglia Addams) o da polemisti incancreniti come Sgarbi (nomen omen) che cercano l’invettiva facile e rettorica (con due t per esprimere la parte del corpo che muove la bocca), questi e altri personaggi (giornalisti?) sono mediaticamente al centro della scena.
E’ la più grande stupidaggine (per essere educati) che si possa dire in Italia, oltre ad essere profondamente immorale in una realtà pesantemente corrotta come la nostra dovuta si alla mafia politica ma anche alla sua collusione con quella affaristico-criminale, in cui l’onestà deve essere sempre dimostrata e non implicita, anzi certi comportamenti onesti sono così difficili da capire in un generale andazzo, che vengono fraintesi e denota il livello di dominio di un “pensiero unico di derivazione borghese” dove la politica è un mestiere ( i professionisti della politica) che richiede “competenza” che sarebbe poi gestione del potere o del “contropotere” quando nella storia antica abbiamo un sacco di personaggi politici che potevano governare al massimo un anno (il dittatore Cincinnato) o due, il podestà medioevale.
Invece la grossa mistificazione della carriera politica e della “professionalità” dovuta alla competenza sono tutte invenzioni “massoniche” che vanno da sinistra (vedi Robespierre) a destra (vedi De Maistre), quando invece la politica è la capacità che ogni individuo ha come soggetto che conosce il mondo e lo penetra con delle idee intorno alla società.
“Il buon soldato Sc’veik”, il personaggio di Jarolav Hasek (con l’accento grave sulla esse) è un perdente nella società, viene considerato un idiota, ma è messo in carcere per il suo pensiero politico.
Ogni persona può conoscere le cose della vita, della morte e della società, anche da autodidatta, il titolo di studio diventa secondario e serve per la specializzazione di una attività, basta saper esprimere un pensiero compiuto intorno al reale.
Ecco perché un sindaco può essere scelto come un cittadino qualunque (è questa la vera rivoluzione) certamente avrà i suoi collaboratori, certamente sarò affiancato da esperti onesti (che non dicono che non si può fare) quando invece si può fare, ma è lui che deve fare politica e decidere mentre invece i cosiddetti competenti hanno pensato solo alle loro carriere (mettendosi quindi a disposizione del pensiero unico politico finanziario), o a contrapporsi in maniera sterile, a promettere benefici per farsi rieleggere, a saccheggiare le casse dello Stato per fare il bene “privato”.
Qualcuno in rete (non quella dei pescatori) ha chiesto cosa oggi è fascista o nazista anche in relazione all’accoglienza degli extracomunitari.
Io mi sento di dire in primis che oggi è nazista l’alimentazione con i lager degli allevamenti intensivi, i farmaci e la medicina allopatica imposta: se uno va in ospedale come Istituzione Totale, ad es. non può scegliere le cure o il medico, i diserbanti e gli OGM, tutta la politica sui semi della Monsanto, è nazista l’accordo della Monsanto cn la Bayer (erano la stessa azienda durante il nazismo per cui i primi esperimenti sono stati fatti nei campi nazisti) ma anche i mass media sono fascisti quando emanano dictat a cui sottostare, fake di tutti i tipi PER DISTRUGGERE IL CAMBIAMENTO e alla fine lo è la società dello Spettacolo in queste sue manifestazione deliranti, come disse a suo tempo Guy Debord.
L’ORSO YOGHI E LA STUPIDITA’ MANIFESTA DI UNA POLITICA BARBARICA
Siamo convinti che l’orso Yoghi sia entrato nell’immaginario collettivo, è impossibile oggi pensare ad un orso che venga così barbaramente ammazzato dopo 70 anni di mondo incantato alla Disney. Tutti sin da bambini siamo cresciuti in questi film d’animazione in cui si manifestava la convivenza gioiosa tra animali ed umani, tutti i vari personaggi che nei secoli passati simboleggiavano la paura e il pericolo, come lupi, orsi , leoni, diventavano simpatici e umani, ammazzare loro era come ammazzare un amico e far questo con tranquillità poi è peggio di qualsiasi catastrofe, vuole dire arretrare nel tempo e ritornare ai barbari a cavallo: “ariva i barbari a cavalo” diceva una canzone veneziana di Alberto D’Amico. Possibile che trenta trentini e mi riferisco all’esecutivo locale non abbiano cercato di dissuadere il “capocchio” dai suoi intenti distruttivi. Dove sono stati in tutto questo tempo a lavorare? E’ vero il lavoro nobilita l’uomo se viene fatto nelle dovute proporzioni, ma oltre può diventare un rifugio in cui si manifesta l’insensibilità e si perde ogni connotato umano in cui l’individuo è incapace di avere anche un solo sentimento almeno elementare, ovvero una connessione minima con la cultura . Mi viene in mente il Canto di Natale di Dickens e di Scrooge leggiti almeno quello, dovresti dimetterti dalla carica (che poi non carica nessuno) e per 2 anni seguire un trattamento obbligatorio TSO di tutti i iflm della Disney e e di tutti i flm animati sulla faccia della terra, anche quelli giapponesi…
L’ATTACCO A ROUSSEAU
Che il M5S dia fastidio è un dato di fatto, che la vecchia politica dei privilegi voglia dargli battaglia perché tutto ciò che promette Rousseau è un sistema che di fatto supera la democrazia tradizionale dei partiti a favore di una democrazia più partecipata e diretta e ciò costituisce un cambiamento epocale. Da una democrazia rappresentativa tutta ottocentesca in cui quelli che riuscivano ad entrarci in quanto “rappresentati del popolo” lo facevano per sempre grazie ad una carriera tutta “borghese” della politica e si arricchivano non solo di privilegi ma anche di uno status di superiorità sociale e pure quelli di sinistra, ad una democrazia diretta, molto più mobile in grado di rivoluzionare a tal punto la politica da diventa qualcosa di semplice e di breve durata, come nei tempi antichi in cui ad es. il podestà (nel medioevo) esercitava il potere al massimo per meno di due anni (e non era un esperto di politica come vogliono far passare oggi i mass-media del Pd) e anche gli stessi mass-media non sono più monopolizzati dai grandi potentati economici-politici e il giornalista che un tempo scriveva un articolo decidendo la verità su tante cose non ha più lo stesso potere oggi che la rete commenta e molto spesso attacca la sua autorità diminuendo gli effetti moltiplicativi di una notizia.
Quindi oggi c’è la rete che commenta, a volte sono gli “odiatori seriali” a cui non va bene niente però aumenta l’influenza di un mondo “da tastiera” che è molto più “energivoro” di un tempo e una rivoluzione di questo tipo per mantenersi ha bisogno anche di una rivoluzione delle fonti energetiche altrimenti nel lungo periodo non regge se non col nucleare.
A un certo punto i mass-media hanno reagito e i partiti tradizionali hanno lanciato in rete tutti quei personaggi che avevano avuto qualche privilegio residuale, qualche carica di potere per incominciare a diffamare il Movimento della rete che si riconosceva (non tutti, basta vedere i vari meet up) nel M5S il quale raccoglieva un sacco di volti.
All’inizio i mass media, i giornalisti in campo hanno cercato di dire che il Movimento sarebbe durato solo qualche mese, ma gli opinion leader quelli che dicevano cosa era da considerare e cosa no e il popolo che si faceva influenzare, hanno cominciato a perdere colpi e allora era importante la reazione della rete che voleva difendere il vecchio, affidata anche alla gente politicamente di sinistra che si vedeva defraudare la leaderschip del cambiamento e il primo attacco è stato contro la Casaleggio Associati, apparteneva al gruppo Bilderberg, quel capitalismo oscuro che decideva le sorti di tutti, quindi al peggiore capitalismo pericoloso per il popolo, che il M5S era un movimento azienda peggio di Berlusconi, che Grillo era un dittatorello e che all’interno del movimento non c’era democrazia, questi post partivano di buon mattino ad infestare la rete naturalmente coinvolgendo gli ingenui, senza voler capire (neanche quelli di sinistra) che semmai il Casaleggio si ispirava al “capitalismo sociale” della Olivetti, ma era difficile contrastare questa presunta “verità” contro il M5S e chi osava era considerato un demente. Noi sappiamo invece che il capitalismo è entrato da molto tempo nella politica soprattutto per sopravvivere e molto spesso il leader politico è un manager che si è formato con la nuova filosofia del manegement diventando più efficace del politico di professione.
Un secondo attacco è stato contro la Raggi, tutti i giornali si sono concentrati contro di lei definendola con tutti gli epiteti che sappiamo. Nella rete in campo sono scesi fior fior di critici cinematografici, autori giornalisti (tutti residenti a Roma) e puntando sul fatto di essere famosi e personaggi pubblici, contro Roma che è sporca e il dilettantismo della sindaca, non ultimo campione di sbraiti è stato Sgarbi, sono cresciuti interi gruppi che sparlavano e qui la rete era in netta difficoltà e il qualunquismo che emergeva da questa rete diciamo “reazionaria” ha fatto si che molta gente non andasse a votare. Non si discute più, a l’avversario non gli interessa più ragionare o si sta da una parte o da un’altra: giù a difendersi cn tutti gli appellativi e le offese, mentre gli argomenti venivano lanciati dai giornali tipo Huffington Post scrivendo cose false e distorte.
L’attacco a Rousseau fa parte di quella reazione, è portato avanti da tutti coloro che nn voglio che la gente possa contare scegliendo tra più opzioni nel programma di governo fuori dalla logica del potere delle grandi famiglie e come tale costituisce un passaggio rivoluzionario che supera gli stretti limiti della politica dove grandi folle vengono ancora inquadrate da ideologie poco verosimili e passatiste e scarsamente incisive che potrebbero ritornare a svolgere una certa influenza solo se lo stato fallisse (Venezuela) e la gente disperata per strada se la prende col primo che passa, come in passato ha dimostrato l’effetto delle guerre, ecco perché se si vuole andare avanti bisogna potenziare la rete e la democrazia diretta e insieme possono produrre un cambiamento rivoluzionario.
2A PARTE CONSIGLIO COMUNALE sintesi politica
Arriva Michielan che ringrazia per l’opportunità di parlare di una gara di assegnazione dei lavori entro la fine dell’anno, anche il Sindaco ringrazia l’opposizione, per il pungolo di Conte “che ci critica, però c’è una certa confusione in cui molti invece di agire, soprattutto nella loro veste di consiglieri, diventano ‘guardoni’ della democrazia” (verrebbe da aggiungere, come se stessero con l’impermeabile aperto nei giardini pubblici ad esporre i loro telefonini) mentre invece la democrazia è partecipazione e collaborazione e questo per una reciproca affidabilità.
Il Sindaco è in vena di insegnamenti: “si è affidabili non quando si dicono cose verosimili ma quando sono vere”. Poi taglia corto: “noi siamo sempre pronti ad ascoltare le segnalazioni, ad accettare i contributi di tutti”.
Manildo difende anche l’ordinanza contro gli alcolici (quando vengono acquistati singolarmente) al Pam, sempre con un pensiero laterale (autocritico) per vedere i vari aspetti della questione, e i loro sviluppi: “la stessa cosa la facciamo alla Madonnina” (il parco tra la Castellana e la Feltrina) cn un controllo di vicinato, i cittadini che diventano attivi contro il degrado, hanno dato la loro piena disponibilità.
Poi è il turno di Zampese della Lega Nord che se la prende con i parcheggi a pagamento “allora la gente preferisce la città giardino” poi ritorna puntigliosamente sulla morosità Ater degli Alloggi pubblici e fa una citazione colta da Jonesco: La Cantatrice Calva e il teatro dell’assurdo per il ritardo non giustificabile di pagamenti che spettano al Comune, la risposta cmq del’Amministrazione ci dice che il pagamento ritardato è stato effettuato entro giugno e quindi non è più inadempiente, ma al Comune che non paga in tempo può essere applicata una penale come per il privato che non paga l’affitto? Domanda leziosa.
Poi Rocco del Pd parla di Coppa del Mondo del Tiramisu, il cibo è cultura, valore, mentre Zuliani sempre del Pd ritorna sull’Austria che è stata accusata di non voler accettare migranti, Conte gli augura buone cose evidentemente cn una punta di sarcasmo (per la Lega l’atteggiamento dell’Austria nei confronti dei migranti è citato come esempio) e Zuliani al contrario ha qualcosa da ridire.
Dopo questa fase diciamo di interrogazioni con risposte degli amministratori, si passa ai punti dell’odg.
I primi due punti riguardano spese fuori bilancio di soccombenza da parte dell’Amministrazione, poi per il 3° punto interviene una indignata Caldato della Maggioranza, dissidente, che è stata esclusa come se fosse una consigliera “appestata” preclusa da ogni attività della Giunta: è lei che lo ribadisce con veemenza e attacca il Sindaco (Ex suo) per mancanza di rispetto delle regole democratiche, poi parla di aumento di affitti, di immobili di Treviso, di Mercati Spa e infine che non parteciperà al vuoto di questa delibera, cmq sta parlando di società partecipate dal Comune, di fronte al sindaco il cui viso sembra una statua storta.
Si va veloce dopo il teatrino precedente, anche al punto 4° del DUP (Documento Unico di Programmazione) la Caldato si estranierà dal voto. Il punto viene approvato senza altri commenti della minoranza, ma nel tabellone non si vedono gli esiti peraltro scontati del voto.
Il punto 5° riguarda il parcheggio in zona ex Telecom, dalla parte dello stadio, via Foscolo, ancora la Caldato parla per prima: è favorevole e darà contrariamente agli altri punti, il suo voto a questo parcheggio vicino al Foro Boario che ha come premessa la delibera del 2013, una grande delibera in cui c’erano visioni corrette all’interno di strategie mirate, tutto ciò manca all’attuale Giunta che ha ostracizzato lei dalle riunioni della maggioranza, per cui si merita di attraversare un tunnel di oscurità (che ha avuto per 4 anni) alla fine del quale si intravederà una nuova luce (Monti docet) in cui nascerà l’alba di un nuovo giorno finalmente senza Manildo (ce l’ha proprio): Sindaco rispondi!
Poi interviene la Tocchetto del Pd, che difende Stefano Pelloni storpiato proprio dalla Caldato in Belloni, a cui invece augura un futuro radioso, e nel proseguo afferma che la Caldato spara nell’iperuranio, anche via Dondolo ha una ex Telecom per cui si può fare un ulteriore parcheggio.
Da Tos della Lega Nord ne sarebbe felice i parcheggi fuori dal centro (in questo caso vicino alla stazione) possono aiutare la gente in tre minuti ad arrivare in centro.
Anche la delibera n° 5 è approvata con immediata eseguibilità.
La n° 6 riguarda il programma triennale di opere pubbliche, sempre la Caldato si è prenotata per prima e si discute di contributi europei x ristrutturazioni di abitazioni, ma se ne parlerà nel 2018, entra anche l’avanzo di amministrazione di una giunta “accorta” (ma lei si guarda bene dal dirlo) e poi si prendono in considerazione le abitazioni che si sono liberate, ce l’ha la Caldato con la presidente della Commissione (Tocchetto) i giornali (amici) incensano la giunta che non si merita niente visto che lei è stata ostracizzata, poi usa il termine “idroreppellente” (impermeabile) a qualsiasi atteggiamento propositivo da parte della medesima, quindi (indignata) non parteciperà al voto. Ma se la Caldato ha monopolizzato gli interventi contro quell’antidemocratico di sindaco che rimane a fissarla senza risponderle, è poi la Zanussi di “Sinistra Civica” che muove un attacco alla gestione dei musei a partire da Santa Caterina: “Goldin fa le sue mostre faraoniche e poi lascia tutte le strutture ingombranti al Comune che le deve smantellare a proprie spese e critica il concetto di Grande Evento, critica anche la politica della Giunta e parla di Bailo, Ex Scuderie, sistema Museale: “il Museo deve essere attrattivo per i cittadini e per i turisti” poi passa alla Pinoteca e agli spazi Ipogei e si raccomanda + luoghi per didattica, per le conferenze, e i servizi di caffetteria, il tutto supportato da un’adeguata tecnologia in sintonia con il 21° secolo, dal marketing museale, indispensabile per il rilancio e l’aumento di partecipazione dei visitatori, ad una più coraggiosa politica museale della Giunta che non rimanga subalterna al curatore di turno (Goldin) trascurando altri settori e luoghi che invece andrebbero valorizzati. Cà de Noal risulta dimenticata, bisogna uscire da questo stallo con scelte vere. Insomma ce l’ha con Goldin…
Gnocchi di “Liberi” ritorna a Santa Bona Vecchia, Vitale parla di questioni tecniche sulle variazioni di bilancio, la Caldato di difformità, ma tutti i punti dell’Odg vengono approvati con grande velocità, mentre si è discusso tanto nella prima parte del Consiglio, la seconda diventa una riunione lampo, non ci si capisce molto dei punti da approvare, non sono spiegati da nessuno, il tabellone non fa neanche vedere i voti, la discussione è frammentata, l’ opposizione a parte la Caldato, mentre discute anche animatamente di varie interrogazioni è quasi assente nelle delibere che riguardano il potere amministrativo e quindi il governo della giunta. Che vuol dire?
DEMOCRAZIA DIRETTA O DEMOCRAZIA INESPRESSA
Il M5S doveva rivoluzionare la politica con la democrazia diretta e portare un’aria nuova e invece sembra diventare un Movimento degli Avvocati che pensano solo a farsi conoscere per avere maggiore influenza. Guarda Flick e Flock (tutto questo fa flop) e poi il parlamentarismo affidato agli specialisti e …lismi diventando vieppiù tecnocratico, mentre tutto quel percorso popolare della cittadinanza attiva è relegato in second’ordine, invece di far crescere la gente con i meet up in cui gli attivisti potevano argomentare sulle tante problematiche e settori della società, si è fatto ricorso a quegli esperti dando ragione a chi ci considera inesperti, abbandonando una progettualità comune, una politica che osi al di là delle convenienze tecnicistiche, si rischia di allontanarsi da un percorso rivoluzionario dove si cercava di andare oltre all’ideologia di destra e a quella di sinistra e invece in maniera sempre più confusa oggi come oggi si rischia di essere una volta di destra e una volta di sinistra non riuscendo nella politica ad avere una propria specificità indipendente, sterilizzando qualsiasi effetto espansivo. Hanno fatto bene i parlamentari del M5S fino ad oggi ad attaccare il sistema partitocratico sia sui privilegi della casta, sia sullo scambio di favori, sia sulla “scelta” delle persone, hanno fatto bene a ridurre la politica nei suo effetti di mercato delle vacche e di privilegi cercando nel contempo di aumentare l’”economia”, una economia diversa basata sulla piccola impresa ma anche su possibili convergenze mondiali come il sistema Prout opportunamente aggiornato. Intanto Roma piange e le elezioni sono vicine, che immagine diamo (visto che la politica è anche quello – non solo quello) alle prossime elezioni nazionali, sapremo veramente governare e in questo senso la questione romana puà diventare una trappola per il M5S.
SINTESI CONSIGLIO COMUNALE DI TREVISO DEL 26 LUGLIO 2017
Dopo che il Presidente del Consiglio Comunale ha commemorato i 25 anni della morte di Falcone e Borsellino incominciano le interrogazioni.
Basso della Lega con la sperimentazione di via Roggia che non è andata avanti, Ianicelli sempre della Lega stigmatizza anche le biciclette degli extracomunitari che circolano senza fanali con grave pericolo per tutti, la Caldato della minoranza in seno alla maggioranza, discute sulla emergenza abitativa snocciolando cifre: 76 famiglie soggette a sfratto in cui ci sono piccoli e disabili e poi si scaglia contro Grigoletto e Pizzolato colpevoli di non fare nulla “e tutti coloro che hanno votato contro alla mia proposta per far fronte alla crisi di alloggi”.
Torresan della Lega parla di verde pubblico e di un ramo di un albero che aveva danneggiato la scuola Fanna: l’Amministrazione non è andata per il sottile, ha tagliato tutto l’albero, l’olmo, un’altra volta impara. “Manildo può essere il più bravo del mondo ma è mal supportato come il Presidente di Contarina, da gente incompetente e incapace che dovrebbe essere licenziata, per questo il Sindaco è colpevole perché non lo fa, speriamo che non tagliano il Bosso l’ultimo albero che è rimasto a Treviso di una cerca età (250 anni)l bisogna criticare anche il modo di operare sui canali, insomma questi operai sono mal diretti da incapaci, non va neanche Torresan per il sottile.
Tocchetto della Maggioranza è sbalordita da Zaia sul fatto di far lavorare il personale della Provincia nel Tribunale di Treviso che manca di personale, in presenza di tirocinanti precari a 450 euro al mese, perché non regolarizzare questi, caro Sindaco diglielo pubblicamente (ah Zaia ma va a fa’ la ghiaia) e poi i 5 stelle stanno più nel ns tribunale di Treviso che in parlamento (Affare Cassamarca?) infine la Tocchetto è toccata dalla sensibilità del sindaco Giovanni e ci costruisce sopra un panegirico rispetto alla fermezza dimostrata per quanto riguarda l’aeroporto contro l’ampliamento dei voli voluto da Save.
Giovanni è perfettamente d’accordo con Antonella in questo idillio di maggioranza che viene improvvisamente interrotto dal Comitato Organizzativo degli Alpini, Manildo si mette subito il cappello ma non riesce ad indossare un indumento che rimane inutilizzati forse abrebbe dovuto togliersi le scarpe e non era il caso.
Il presidente del C.O.A tiene il suo discorso sulla solidarietà e sul volontariato mentre gli assessori lasciano il posto ai vari membri dell’Associazione,il presidente ha ringraziato a più riprese gli amministratori il merito va ad una grande squadra, un ringraziamento anche al Signor Sindaco e al suo Collaboratore (il Presidente del Consiglio Comunale si suppone).
Manildo è orgoglioso di essere alpino e orgoglioso di essere trevigiano sono le ultime parole del suo concione.
Poi ritorna la seduta del coonsiglio con Zanussi che legge il suo intervento sulla viabilità di via Canoniche , parla del mosaico paleocristiano, di piazza Pola del plateatico della sala da the, di via Barberia, di via Canova rispetto alla Ztl.
De Zanet di “Liberi” parla a braccio di un progetto comune rivolgendosi al consigliere Tocchetto poco comune visto che è stata esclusa lei come consigliera, si parla del Codice Rosa.
Da Tos della Lega si butta sugli extracomunitari spacciatori: “vanno allontanati ed espulsi dal territorio e poi per le biciclette senza fanali guidate spesso con i telefonini in mano (è un osservatore di tutto ciò che fanno gli extracomunitari) bisogna che le regole siano rispettate, tuona, “una anziana è stata pesantemente redarguita da uno di loro perché non gli dava un euro”. Si intrattiene sulle potature e sulla Giunta che potrebbe andarsene a casa, sulla mobilità di ufficio e infine chiede al sindaco di imporre alle cooperative determinati comportamenti altrimenti sarà guerra della gente.
Interviene il consigliere Zuliani che articola un discorso sull’Austria e sulle varie facezie di qualche suo politico per l’emergenza (di che?) del Brennero: gli austriaci rimproverano gli italiani di lasciare passare tutti, aumentando il traffico di persone verso il Brennero, una seconda facezia riguarda il lavoro e l’economia sempre sugli effetti della presenza di extracomunitari del territorio che coprono posti di lavoro, visto che versano 8 miliardi di contributi e ne consumano solo tre e poi attacca i vari politici di destra italiani che si scagliano contro ciò che ha detto, Boeri dell’Inps sul contributo alla ricchezza nazionale da parte degli extracomunitari (sempre però se pagano i contributi) infine una terza facezia riguarda l’aiuto a casa loro .
La palla passa ad Accampora e attacca la Giunta sulla ZT: “non è un progetto condiviso” e poi descrive la problematica da piazza San Francesco a piazza Trentin, e si interroga: “ di che morte devono morire i commercianti? Quale presidio di sicurezza possono attuare? Cara Giunta vi prendere i meriti degli altri anche sul controllo di vicinato.”
Risponde Grigoletto, contrariato, il vicesindaco afferma , che la Giunta sta adottando provvedimenti come il favorire un controllo di vicinato, forse qualcuno si sentirà osservato, ma è uno strumento di autodifesa, poi aggiunge: “Lei (verso Accampora) quali pretesti accampa, che ne sa di quello che stiamo facendo assieme agli agenti della Polizia Locale, che ne sa di tutte le procedure che abbiamo attivato, che ne sa di un campo di grano con le telecamere? Anche per una semplice telecamera ci vuole un bando, un contratto d’acquisto, un iter, è facile fare un video col telefonino per farsi campagna elettorale”.
Acampora gli replica di aver fatto un esposto in procura e lo attacca perché è pieno di boria e in qualità di amministratore pensa di sapere tutto lui.
Tocca a Pizzolato del Pd ad intervenire sull’emergenza abitativa in città: “cerchiamo di risolverla”. Dopo di lui la Caldato (dissidente di maggioranza) continua: “molti immobili sono inutilizzati, era doverosa la riunione della apposita Commissione”.
Conte della Lega Nord stigmatizza la tempistica della pista ciclabile di Santa Bona Vecchia, poi manifesta la solidarietà alla polizia locale aggredita: “siamo ormai schiavi delle cooperative del Pd.” Infine prosegue: “è vero siamo entrati tutti in un clima di campagna elettorale” e se la prende con Grigoletto che troppo spesso perde il controllo: “non accetta critiche mentre non siete in grado di dare, come Giunta, risposte ai cittadini” e poi parla della Madonnina e dell’ordinanza antidegrado che verrà estesa anche li, “ma i cittadini non hanno bisogno di risposte arroganti e il Grigoletto ci deve ascoltare, che sia più umile e contrito!”
Il vicesindaco nella replica continua per il suo verso senza cambiare atteggiamento e dice: “non bisogna pubblicare le denunce sui social, occorre farlo direttamente agli organi preposti”.
Ormai siamo nel teatrino delle accuse reciproche dove ognuno vuole giocare a chi è il più bravo di tutti.
Fine prima parte
FALLIMENTO BANCHE
E’ di ieri la legge approvata dal Parlamento per salvare le banche venete con il voto contrastato del M5S(sono volati biglietti di banca falsi contro il governo). Siamo di fronte al peggio del peggio della nostra cara Italia, bilanci falsi che non erano nemmeno controllati dai revisori dei conti profumatamente pagati, risultati di gestione falsati per non far abbassare il titolo in borsa, indici, numeri e analisi fantasiose, tutto ciò riflette il made in Italy, in cui si fa tutto ma non si controlla niente, quindi un controllo che veniva dato per fatto, truffando quindi chi ci credeva, poi la Banca d’Italia si disinteressava e nn svolgeva una funzione istituzionale fondamentale mentre il collegio dei sindaci addirittura -come abiamo detto – certificava bilanci falsi.
Siamo alle solite tutto ritorna, quelli che dovrebbero controllare vengono pagati anche profumatamente per certificare il falso, a questo punto a cosa servono le riforme di settore sui controlli vosto che con qualsiasi legge i controllori non sono capaci di agire o fanno ciò che non dovrebbero fare o non fanno ciò che sono tenuti a fare, ne scaturisce un sistema incapace di garantire un minimo di sicurezza ai risparmiatori.
Si era già visto tutto questo con altri importanti fallimenti, un sistema incapace e fondamentalmente parassitario, li vedi, tutti questi funzionari, si assomigliano, portano la giacca e cravatta anche quando fuori c’è un caldo asfissiante e pensi che quelle saranno giacche da 2.000 euro perché altrimenti uno non può tenersele addosso e camminare tranquillamente sotto il sole di luglio riflesso dall’asfalto bollente aspettando un lungo semaforo. Sono tutti pagati profumatamente dai risparmiatori per non garantire una beata … con stipendi stratosferici ecco perché sono loro che dovrebbero pagare e risarcire la comunità, assieme agli stratosferici direttori generali di Fantozziana memoria.
Sarebbe meglio vederli in camicia a maniche corte con stipendi + normali cercare almeno di sviluppare un controllo più efficace e non essere completamente mantenuti dagli elevati tassi di interesse che fanno pagare a chi ha bisogno di soldi per la propria attività economica.
CONSIGLIO COMUNALE DI TREVISO – 2A PARTE
Ci si avvia verso altri interventi, a un certo punto la Tocchetto battibeccando col Presidente del Consiglio cita Lansdale lo scrittore di fantascienza: “stia al suo posto, abbia un atteggiamento presidenziale”mentre quello continua nella sua tiritera di rispetto delle regole.
Poi si passa alle spese di Santa Caterina: è Da Tos della Lega che vuole il rendiconto anche del recente rifacimento del museo Bailo.
Altro argomento è costituito dalla raccolta indifferenziata, Tv si sta evidenziando come un comune riciclone, il migliore d’Italia insieme a Belluno, qualcosa può essere migliorato, però occorre un premio per i virtuosi sulle tariffe, perché differenziare costa fatica.
Si passa al problema spinoso dei profughi, di Zagabria dove c’era un convegno e qui interviene l’Assessora Cabino: “ è facile gridare contro i profughi, però continuano ad arrivare”, le città devono continuare a collaborare per una gestione comune e in comune , non ci si può nascondere, l’accoglienza nello specifico è legata ad un progetto europeo, ringrazia i diversamente giovani che si sono prodotti in questo confronto a Zagabria, dove sono stati invitati anche gli esponenti dell’opposizione: si alza sempre più la percentuale di bambini “multiculturali”.
I numerosi gruppi trevigiani che si interessano alla questine hanno mandato i loro rappresentanti.
Dall’assemblea consigliare arriva subito la critica dai banchi dell’opposizione: il Pd è pieno di divisioni interne, almeno 5 componenti politiche che sono andati in gita a Zagabria oltre agli amici degli amici, una sorta di marchetta elettorale – va già duro l’opposizione, mentre non ci sono soldi per il sociale, ma la Cabino non ci sta e alza il tono: “la “gita” non è pagata dal Comune, è un progetto europeo, c’erano anche dipendenti comunali che lavorano nel sociale, Caritas, e tutta una serie di sigle che si occupano di accoglienza che sono stati invitati: “l’amministrazione comunale non può escludere nessuno”.
Interviene Chaibi di Sel: “è morto Stefano Rodotà (applausi) condivido con Gaio la questione vaccini, condivido cn Accampora la questione degli accattoni, ma noi condividiamo anche la povertà di questi disperati”, poi in panoramica parla della pedonalizzazione di Borgo Mazzini, delle periferie, non solo di Santa Maria del Rovere mentre considera uno scivolone l’eccessiva severità sulla questione dei ragazzini un po’ troppo esuberanti di Santa Maria dei Battuti, sembra quasi che si voglia far diventare vuoto il centro storico come se a Piazza dei sSgnori si potesse fare una partita a calcio? (succedeva solo negli anni ‘70): “oggi assistiamo ad una globalizzazione incontrollata, in Nigeria scappano dalla fame, se non siamo alternativi siamo conniventi, dignità ed accoglienza è il nostro dovere anche se ci sono 60 milioni di euro che vanno alle cooperative, ma non possiamo mettere le mutande al mondo” e chiude sul tema che la gente non vota più proprio perché la politica non è più luogo di tutti: l’1% della popolazione controlla il 50% della stessa.
Poi si parla del piano di rischio e di asse commerciale dell’Aeroporto Canova (Negro, Caldato, Zampese) e ancora degli alloggi A.T.E.R.(Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale) , il Comune è moroso non paga le quote condominiali spettanti (Bianchini Tonella) poi ancora si parla di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale REGIONALE, interviene l’assessore Franchin sul risiko immobiliare della Lega, Vitale di “Tv Civica” tira fuori una delibera la 67 del 18 dic 2009 che ha fatto si che si svuotasse il Centro Storico: avete svenduto tutto quello che si poteva cara Lega e adesso vi lamentate per la Prefettura alienata: la questione incalza.
E’ un fiume di parole su tanti (troppi) argomenti di tutti contro tutti.
Interviene il sindaco illustrando la Variante al Piano Parcheggi che interessa le zone di via Lancieri di Novara, di via Ugo Foscolo, (stadio) area Telecom, Cantarane, Pattinodromo, privilegiando la sosta gratuita.
Poi l’assemblea si infittisce di rumori di parole che aleggiano indisturbate nell’aria, Gnocchi non ha capito, Zampese non ha uno straccio di documentazione dà ragione alla sosta gratuita mentre Contee parla di pedonalizzazine calata dall’alto, per Tonella è una buona operazione.
I lavori della serata accelerano: si discute piuttosto animatamente di un Regolamento interno all’assemblea consigliare che deve essere cambiato, la delibera n° 1 la presenta il Consigliere Pezzato (Per Treviso) E RIGUARDA LA CORRETTA GESTIONE DEI CONSIGLI COMUNALI, con l’interdizione per una seduta di chi ha un comportamento poco rispettoso.
Anche qui il dibattito prende una forma che sfianca e sfinisce un po’ tutti mentre all’esterno del bellissimo Palazzo dei Trecento la pioggia si infittisce mancherebbero solo i tuoni per dare un tono al dibattito.
Gnocchi sospende il giudizio, Caldato si oppooone un po’ a tutto, dalla maggioranza volano gli stracci: “sciacalla!” Accampora non è favorevole, Zampese è perplesso, l’avv. Tocchetto non ama i regolamenti anche se il mestiere di avvocato si alimenta grazie a quelli, quando sono in contraddizione rispetto alle leggi: lo scopo della riforma è quello di non essere ingiurosi nell’animosità che tocca alti picchi.
La Zanussi della maggioranza è per la mediazione ed il dialogo, rimane contraria a queste modfiche, meglio l’autodisciplina, Casagrande si astiene, Gorza di Sel parla di adulti che hanno bisogno dell’arbitro rispetto ai bambini (molto più capaci) che si danno le regole da soli: “le regole sono prestabilite, perchè mettere qualcosa di più.
Nieri non partecipa al voto, Negro parla delle intemperanze di Zampese che invece dice che preferisce la tolleranza e si astiene, Torresan sarebbe in linea di principio favorevole però è una mezza porcata, un colpo gobbo e si parla di 3.000 euro sprecati dall’assessore Michielan: “è una vergogna!” e cita l’elitròpia di Calandrino, (da Boccaccio) una pietra che rende invisibile: “io voto si per farvi perdere” (azz).
Zanata non è d’accordo, Vitale si meraviglia e voterà si, le regole servono per prevenire, Bozzo parla di assemblea sovrana non accetta questa discussione e non partecipa al voto, Basso è contrario. Conte: “anch’io!”
La delibera presentata dalla maggioranza ha bisogno di 17 voti per essere approvata, alla fine i voti favorevoli sono solo 16 e la giunta va in minoranza, ma nessuno commenta, è tardi.
Si giunge finalmente al punto 6° dell’Odg della riunione del Consiglio Comunale e Caldato caldeggia una sospensiva al Piano delle Alienazioni, si sta parlando della delicata questione della Prefettura in piena piazza dei Signori venduta ad una società INV.IM.IT (Investimenti Immobiliari Italiani) con capitale interamente detenuto dal Ministero Economia e Finanze, la quale ha lo scopo di valorizzare gli immobili pubblici e diminuire lo stock di debito. Zampese fa una filippica per quanto riguarda gli immobili pubblici nel cuore di Tv tra valorizzazione e dismissione, non si fida di Roma : è li che va a finire la prefettura e parla di bene da tutelare a livello territoriale però la maggioranza risponde che sono 7 milioni di case di riposo, di assistenza agli anziani. La destra non vuole vendere, la sinistra è sostanzialmente d’accordo con la Giunta Manildo e nessuno parla di soldi per una campagna elettorale, che occorrono alla maggioranza….un bel boom “politico-economico” prima delle elezioni attivando tutta una serie di spese per favorire la rielezione del Sindaco.
Tra l’altro il capitale sociale di INVIMIT è di appena 5.700.00,00 meno dei soldi che occorrono per acquistare la Prefettura, verranno ceduti quindi dei titoli immobiliari proveniente da dubbie operazioni finanziarie. Il presidente è Massimo Ferrarese che è stato Presidente di Confindustria Brindisi, della New Basket Brindisi, della Provincia di Brindisi e presiede la Fondazione Puglia.
Altro comandante in capo di INVIMIT è Elisabetta Spitz architetto e alto dirigente del Ministero, poi abbiamo Nella Ciuccarelli, docente, Luca Andreoli ex ufficiale del Carabinieri e Vincenzo Laudiero revisore dei conti.
MANILDO FA CALDO!
Certo svendere la Prefettura a Tv non è bello, cmq Piazza dei Signori dovrebbe essere lasciata ai trevigiani intesi come comunità, invece c’è il rischio che un domani venga acquistata da un Benetton qualsiasi e trasformata in un albergo a 5 stelle
– beh – dice Manildo il Sindaco di Treviso – che c’è di male, è sempre un albergo, magari ospita un personaggio famoso e intanto io c’ho i soldi per farmi una bella campagna elettorale e promettere un sacco di prebende a tutti alla faccia della Lega non vi sembra?
Che possiamo rispondergli:
– Manildo fa caldo….!
