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L’ATTACCO A ROUSSEAU

19 Agosto 2017

Che il M5S dia fastidio è un dato di fatto, che la vecchia politica dei privilegi voglia dargli battaglia perché tutto ciò che promette Rousseau è un sistema che di fatto supera la democrazia tradizionale dei partiti a favore di una democrazia più partecipata e diretta e ciò costituisce un cambiamento epocale. Da una democrazia rappresentativa tutta ottocentesca in cui quelli che riuscivano ad entrarci in quanto “rappresentati del popolo” lo facevano per sempre grazie ad una carriera tutta “borghese” della politica e si arricchivano non solo di privilegi ma anche di uno status di superiorità sociale e pure quelli di sinistra, ad una democrazia diretta, molto più mobile in grado di rivoluzionare a tal punto la politica da diventa qualcosa di semplice e di breve durata, come nei tempi antichi in cui ad es. il podestà (nel medioevo) esercitava il potere al massimo per meno di due anni (e non era un esperto di politica come vogliono far passare oggi i mass-media del Pd) e anche gli stessi mass-media non sono più monopolizzati dai grandi potentati economici-politici e il giornalista che un tempo scriveva un articolo decidendo la verità su tante cose non ha più lo stesso potere oggi che la rete commenta e molto spesso attacca la sua autorità diminuendo gli effetti moltiplicativi di una notizia.

Quindi oggi c’è la rete che commenta, a volte sono gli “odiatori seriali” a cui non va bene niente però aumenta l’influenza di un mondo “da tastiera” che è molto più “energivoro” di un tempo e una rivoluzione di questo tipo per mantenersi ha bisogno anche di una rivoluzione delle fonti energetiche altrimenti nel lungo periodo non regge se non col nucleare.

A un certo punto i mass-media hanno reagito e i partiti tradizionali hanno lanciato in rete tutti quei personaggi che avevano avuto qualche privilegio residuale, qualche carica di potere per incominciare a diffamare il Movimento della rete che si riconosceva (non tutti, basta vedere i vari meet up) nel M5S il quale raccoglieva un sacco di volti.

All’inizio i mass media, i giornalisti in campo hanno cercato di dire che il Movimento sarebbe durato solo qualche mese, ma gli opinion leader quelli che dicevano cosa era da considerare e cosa no e il popolo che si faceva influenzare, hanno cominciato a perdere colpi e allora era importante la reazione della rete che voleva difendere il vecchio, affidata anche alla gente politicamente di sinistra che si vedeva defraudare la leaderschip del cambiamento e il primo attacco è stato contro la Casaleggio Associati, apparteneva al gruppo Bilderberg, quel capitalismo oscuro che decideva le sorti di tutti, quindi al peggiore capitalismo pericoloso per il popolo, che il M5S era un movimento azienda peggio di Berlusconi, che Grillo era un dittatorello e che all’interno del movimento non c’era democrazia, questi post partivano di buon mattino ad infestare la rete naturalmente coinvolgendo gli ingenui, senza voler capire (neanche quelli di sinistra) che semmai il Casaleggio si ispirava al “capitalismo sociale” della Olivetti, ma era difficile contrastare questa presunta “verità” contro il M5S e chi osava era considerato un demente. Noi sappiamo invece che il capitalismo è entrato da molto tempo nella politica soprattutto per sopravvivere e molto spesso il leader politico è un manager che si è formato con la nuova filosofia del manegement diventando più efficace del politico di professione.

Un secondo attacco è stato contro la Raggi, tutti i giornali si sono concentrati contro di lei definendola con tutti gli epiteti che sappiamo. Nella rete in campo sono scesi fior fior di critici cinematografici, autori giornalisti (tutti residenti a Roma) e puntando sul fatto di essere famosi e personaggi pubblici, contro Roma che è sporca e il dilettantismo della sindaca, non ultimo campione di sbraiti è stato Sgarbi, sono cresciuti interi gruppi che sparlavano e qui la rete era in netta difficoltà e il qualunquismo che emergeva da questa rete diciamo “reazionaria” ha fatto si che molta gente non andasse a votare. Non si discute più, a l’avversario non gli interessa più ragionare o si sta da una parte o da un’altra: giù a difendersi cn tutti gli appellativi e le offese, mentre gli argomenti venivano lanciati dai giornali tipo Huffington Post scrivendo cose false e distorte.

L’attacco a Rousseau fa parte di quella reazione, è portato avanti da tutti coloro che nn voglio che la gente possa contare scegliendo tra più opzioni nel programma di governo fuori dalla logica del potere delle grandi famiglie e come tale costituisce un passaggio rivoluzionario che supera gli stretti limiti della politica dove grandi folle vengono ancora inquadrate da ideologie poco verosimili e passatiste e scarsamente incisive che potrebbero ritornare a svolgere una certa influenza solo se lo stato fallisse (Venezuela) e la gente disperata per strada se la prende col primo che passa, come in passato ha dimostrato l’effetto delle guerre, ecco perché se si vuole andare avanti bisogna potenziare la rete e la democrazia diretta e insieme possono produrre un cambiamento rivoluzionario.

Gian Sart

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