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LA Xa MAS – L’UFFICIO “I” Violenza Tra le Province di Tv e Pn (1944-1945) ED. ISTRESCO

19 Aprile 2018

Nell’introduzione al nuovo libro di Federico Maistrello (siamo nel Palazzo dei Trecento a Tv, nel quadro delle iniziative del 25 aprile) Irene Bolzon ci parla dell’Unità speciale della Regia Marina, la Xa Flottiglia Mas.

I cosiddetti Marò conservavano durante l’ultima guerra l’immagine di maledetti ed avventurieri, e facevano parte di una unità militare che non voleva definirsi fascista pur essendolo fino al midollo, dotata anche di un notevole servizio di spionaggio che le permise alla fine della guerra di sfuggire alla resa dei conti, il suo capo era Junio Valerio Borghese implicato all’inizio degli anni ‘70 in un colpo di stato, il quale parlò di quel periodo (dopo l’armistizio del ‘43 e la continuazione della guerra con i repubblicani della RSI e i nazisti) con astuzia assolutoria, nella retorica dei vinti. La Xa Mas si rese colpevole di violente pratiche ritorsive anche se da un punto di vista militare non era tanto efficace se non nel senso di fornire informazioni ai tedeschi. Maistrello nel libro ci racconta i fatti snocciolandoli come cronaca avvincente.

L’autore ci spiega che all’inizio della guerra la Xa Mas era impiegata negli attacchi di altri navi con l’ausilio di barchini esplosivi, molti volontari erano attirati dal carisma del comandante e da una buona paga, quando però la Xa Mas venne usata nell’antiguerriglia per 4 mesi, anche nel trevigiano si macchiò di gravi atti di violenza.

Se all’inizio il suo impiego aveva lo scopo di custodire i cantieri della TODT, con l’attività antipartigiana venne aperto l’Ufficio Informazioni nella torre del castello di Conegliano il famoso Ufficio “I” comandato da Umberto Bertozzi, uomo crudele spietato e sadico che per avere informazioni non esitava a instaurare un sistema di torture nel Castello diventato in poco tempo DELLA TORRE DELLE GRIDA STRAZIANTI.

Anche Cino Bocazzi un medico scrittore trevigiano fu catturato, però per tutta una serie di considerazioni e di conoscenze, venne rispettato ed è proprio lo scrittore a descrivere il Bertozzi.

Il partigiano Pino da Zara invece fu torturato e ammazzato violentemente più che “giustiziato” come afferma l’autore, dalla Xa Mas e cosi ci furono altri episodi di pura violenza e di annientamento fisico, di morti, di incendi di sequestri di beni o meglio di estorsioni e quando venivano uccisi i partigiani, tutto il paese doveva vederli come monito, il 2/1/45 ben 5 partigiani furono passati per per le armi a Ciano del Montello, il 7 gennaio ‘45 furono uccisi i partigiani della Brigata Castelli (episodio già presente sul suo precedente libro sulle Brigate Nere) col concorso di altri reparti militari: Brigate Nere, Alpini, GNR, il 26/1/45 furono 6 partigiani passati per le armi a Pieve di Soligo, a Cordignano numerosi ostaggi furono catturati, 6 fucilati perché a Sarmede era scomparso uno della Xa Mas. Per la famiglia della vittima i Marò hanno voluto 50.000 lire estorte alla popolazione facendole passare come offerta volontaria.

Bertozzi costringeva le persone catturate a bastonarsi tra di loro e anche da sole dandosi schiaffi e pugni altrimenti venivano fatte fuori a bruciapelo, in quattro mesi di attività vennero uccisi 50 uomini e 360 furono oggetto di soprusi e angherie: case bruciate, deportazione in Germania senza nessuna pietà o umanità, anche se Bertozzi alla fine fu rimosso dal suo incarico per le proteste in seno alla stessa Xa mas.

Alla conclusione della guerra il torturatore doveva essere fucilato, ma per tutta una serie di ragioni difficili da capire, la condanna a morte non fu applicata e cosi come tanti altri criminali di guerra, rimase impunito.

Maistrello conclude la presentazione del suo nuovo libro edito dall’ISTRESCO mentre interviene

il partigiano Ettore Bragaggia che si duole perché oggi i giovani si sono dimenticati di questi fatti, un altro intervento critica il fatto che il comune di Valdobbiadene abbia onorata in seduta pubblica la Xa Mas, lo storico gli risponde che lui tratta solo i fatti storici, dovrebbe essere l’ANPI (l’associazione dei partigiani italiani) ma anche altre associazioni che stigmatizzano eventuali manifestazioni fasciste non consoni, magari con un qualche manifesto di protesta.

A Gorizia addirittura hanno cantato in consiglio comunale la loro canzone di guerra, ma qui nel Trevigiano i fatti descritti dall’autore del libro dimostrano inequivocabilmente comportamenti criminali per l’efferatezza degli omicidi commessi, da quelli della Xa Mas.

Gian Sart

Una replica a “LA Xa MAS – L’UFFICIO “I” Violenza Tra le Province di Tv e Pn (1944-1945) ED. ISTRESCO”

  1. adriano tolomio ha detto:

    Mah, chi non si è macchiato di delitti atroci, spesso per vendicarne altri? Mi riesce strano pensare che una formazione militare si comporti così con persone deboli, non è da loro, perchè allora hanno usato queste tecniche di guerra antipartigiana? Ci sono stati comportamenti inqualificabili anche dai partigiani?

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