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IL WEB: SCRIVI COME PARLI!

28 Agosto 2018

Tutti ormai anche i macachi sanno che c’è una differenza tra linguaggio scritto e linguaggio verbale, il primo suscita emozioni attraverso l’immaginazione ma è senza “fisicità”, il secondo invece è soprattutto fisicità derivata dall’incontro di occhi, ma anche di sguardi sfuggenti.

Internet esprime un linguaggio terzo, è come se fosse orale ma è scritto, solo che manca della presenza dei corpi che vogliono comunicare, a volte toccarsi. Quindi se tu dici che uno è una merda non si capisce il tono e l’espressione, …se arrabbiata, se ironica, se detta con bonomia. Io ho un amico che dice spesso che sono tutti delle merde ma lo dice con un tono tranquillo e colloquiale per cui uno può dirti che tu sei una merda e tu non ti offendi, anzi ridi. Ma se dici sei una merda su internet, uno pensa che vuoi offendere, e controreplica a questo livello, cioè controffende.

Se tu caro amico di Facebook acquisito online, usi questo linguaggio non puoi essere incluso tra i miei amici perché nessuno di loro lo fa, perché quando ci si confronta su Internet si deve capire che il linguaggio è senza presenza fisica e quindi dimidiato, depotenziato, per cui le gradazioni dei significati possono essere non capiti, se tu usi un linguaggio forte sappi che qualcuno potrebbe dirti la stessa cosa di te, insomma è un modo incivile e degradato, un berciare a vuoto. Nel parlare c’è sempre una forma di rispetto anche tra persone molto distanti tra di loro, altrimenti è meglio non attaccare la spina, nessuno ti costringe a parlare scrivendo con tutti, la comunicazione dovrebbe essere più controllata perché non è fisica presenza, molto spesso anche l’ironia o la battuta viene fraintesa, quando non viene completamente rifiutata, quindi Facebook non è fatto apposta per dei giudizi più equilibrati, con una ricerca maggiore di fantasiosità anche nelle immagini che si adoperano, le possibilità espressive sono ridotte al 40% di quelle reali e la mancanza di presenza, l’alta percentuale di assenza fisica induce la gente a non volere confrontarsi, a non esprimere opinioni, ma a cercare lo scontro; o si è da una parte o si è da un altra, in una specie di linguaggio binario in cui la complessità che appartiene alla fisicità viene bandita, quindi è facile che ci siano fakenews, che si condividano assolute falsità. Ecco che allora più che un confronto si accende una gara, una sfida, chi da una parte chi dall’altra e pur di condividere si inseriscono delle notizie false che però soddisfano delle esigenze vere delle conferme e quindi diventa tutto un insulto, una gogna mediatica, senza contare che ci sono anche quelli – non dico che tutti debbano essere sofisticati – ma scrivono in maniera rozza e piuttosto pesante. Un esempio che è durato mesi è la sindaca di Roma, da una parte c’erano i denigratori che la offendevano dall’altra quelli che la difendevano con un tifo da stadio invece di cercare un ragionamento cercavano lo scontro, molti inserivano fotografie false per accentuare lo scontro e per mesi si è trascinato un penoso dibattito che ha squalificato anche tanti intellettuali al soldo del Pd, come mai ci si riduce a questi livelli?

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