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3 – LA PIRATERIA UCCIDE: DILLE DI SMETTERE!

3 Maggio 2013

FINANZIA UN FILM VINCI UNA CASA

Come dice Fulvia Caprara ne “La Stampa” chi scarica i film sono gli impiegati benestanti, ma anche chi li vede in streaming, e che quindi non li scarica, forse Tozzi il presidente dell’Anica,  non ha capito bene la differenza. Cmq la pirateria uccide perchè provoca danni enormi al settore.

La rete deve essere libera e non a pagamento dicono i pirati tedeschi: vogliamo il gratuito e respingiamo il concetto di merce, (questa è una critica radicale, non si può fermare la condivisione), chi lo dice sa di essere reazionario e quindi molti autori non lo dicono, anzi si nascondono però il problema deve avere una sua luce che illumini tutti i vari aspetti. Dice ancora Tozzi: “quello della rete libera è il punto dominante del programma di Grillo.

Che fare se il film non si vuole pagare? Bisogna “predicare” l’educazione civica, il senso di legalità, le famiglie la scuola dovrebbero trasmettere ai più giovani il senso del reato che commettono perché la pirateria uccide, dille di smettere! Prima che sia troppo tardi.

Un furto che non danneggia l’immaginaria categoria dei ricchi cinematografari come si tende a pensare, ma la schiera dei lavoratori dell’audiovisivo.

Ma se si deve fare come si è fatto per il proibizionismo delle droghe leggere è meglio lasciar perdere perché si rischia che diventi una pratica di massa, io penso invece che bisogna investire in una tecnologia sofisticata che non permetta sia il download che lo streaming di film e poi anche bisognerà bonificare la rete perché fino a quando ci sono film gratis nessuno vorrà pagare per un elementare principio di imitazione che conosciamo fin dalle scuole elementari.

Se la tecnologia facilita sempre di più lo scaricare e lo trasmettere in streaming, solo un altro tipo di tecnologia potrà fermalo altrimenti dobbiamo augurarci che la rete non sia il futuro del cinema – sempre citando il Tozzi.

Qui si può aprire una polemica con i pirati veri, basta vedere un articolo su “iI fatto quotidiano” circa la chiusura di alcuni siti per file sharing, in cui nei commenti qualcuno di loro diceva che vede un film solo perché è gratis non lo vedrebbe mai se fosse a pagamento, anche in caso di Ultimo Tango a Parigi e che quindi scaricandoli fanno pubblicità al film, perché se capissero qualcosa, (le persone che li considerano pirati) ridotti come sono allo stato larvale del cervello (sempre loro), che la rete non danneggia nessuno e che anche i pirati vogliono fare una class action non ho capito contro chi, lo Stato immagino, (come i produttori dell’Anica che vogliono fare una class action contro lo stato per i danni subiti dalla pirateria) e che non si possono chiudere le autostrade perché c’è qualcuno che non paga il pedaggio (chiudere no, ma far pagare un pedaggio a tutti si) il fatto è che anche youtube è pieno di film piratati, è una tecnologia invasiva e socializzante che non può essere più fermata se non come i cinesi (fanno) in maniera repressiva e antidemocratica, se però una parte di banda larga aumentasse (pedaggio) per pagare gli autori e produttori che hanno dei film in rete, si potrebbe recuperare qualcosa, ma ormai bonificare la rete sembra (per loro, parlo dei pirati) impossibile se non si vuole distruggere internet. E’ il caso dell’appropriazione privata di mezzi di produzione socializzanti, siamo fino alla fine nelle predizioni di Marx, una nuova tecnologia che supera il concetto di valore capitalistico, per cui non esiste più il furto, ma l’appropriazione collettiva, e io questa cosa la vedo bene in una società comunista dove i produttori sono pagati dallo Stato e tutto circola gratuitamente quindi: viva Marx, viva Lenin, via Mao Tze Tung (come si diceva una volta) questo per dire che Internet è l’anticamera di un nuovo comunismo telematico.

GIANCARLO SARTORETTO

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by giansart

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