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DESTRA, SINISTRA, C’ENTRO? 1° parte

5 Aprile 2017

I partiti politici sono stati sanciti anche dalla ns Costituzione, ma esistono da sempre.

Ai tempi di Dante Alighieri nella turbolenta Firenze c’erano le fazioni, chi stava da una parte (Guelfi) chi stava dall’altra (Ghibellini), si teneva per il partito dei Neri ma c’era chi teneva per quello dei Bianchi, c’erano conflitti, ma anche complotti, guerre, lotte intestine tra Signori ed Aristocratici per la supremazia e il potere.

Il partito allora non era ancora strutturato con gli iscritti e le tessere come oggi, ma aveva i suoi capi carismatici da seguire, che poi erano i vari personaggi delle famiglie più in vista della città o del contado, si parteggiava per uno o per l’altro dei contendenti, spesso in lotta tra di loro, in mezzo a trame, manovre, competizioni, conquiste, vendette, duelli, macchinazioni, intrighi e omicidi.

Altri esempi furono in Inghilterra, con l’assalto al Parlamento e l’uccisione del Re Carlo Primo nella guerra tra i due partiti, quello dei monarchici e quello dei parlamentari, c’era chi stava da una parte e chi dall’altra o nella rivoluzione francese abbiamo il partito dei Montagnardi che si contrappone a quello dei Girondini, repubblicani federalisti quest’ultimi, gruppo radicale i primi e nel quale si sviluppò il partito dei giacobini, la parte più estremista dei montagnardi (il club dei Giacobini) e i Sanculotti che si contrapponevano ai Borghesie e agli Aristocratici che indossavano i pantaloni alle ginocchia.

Ma è nello ’800 che troviamo i primi esempi di partito moderno grazie alle molte ideologie sorte già dopo la rivoluzione francese: c’erano i conservatori se non reazionari, i primi propugnavano la conservazione dello status quo e quindi anche dei privilegi, i secondi volevano addirittura tornare indietro perché i tempi presenti erano pericolosi e troppo liberi e, a causa di ciò i costumi decadevano, i liberali che invece propugnavano la libertà individuale e d’impresa, i repubblicani considerati sovversivi perché al potere c’erano i monarchici, i socialisti che stavano dalla parte dei lavoratori sfruttati, altrettanto sovversivi se volevano ribellarsi al potere costituito.

Poi venne Marx che se la prese con Proudhon e i socialisti utopisti e fondò in clima positivistico il socialismo scientifico che doveva sbaragliare tutti gli altri partiti operai.

Nel loro seno alla fine dell’800 esistevano 2 correnti molto importanti: gli Anarchici che rifiutano la politica istituzionale e quindi stavano fuori dal parlamento e i socialisti che si dividevano quasi subito tra di loro in riformisti e massimalisti e qui cominciavano ad esserci i circoli, le cooperative di solidarietà, le tessere di iscrizione, ma anche i socialisti subirono il tradimento del massimalista Mussolini che optò per la guerra (prima guerra mondiale) l’Italia diventava la Grande Proletaria , assieme ai nazionalisti che rappresentavano la destra reazionaria e militarista.

Gli stessi socialisti subirono nel ‘21 la scissione a sinistra da parte dei comunisti.

Destra e Sinistra prendevano fisionomia, mentre negli anni ‘70 dello ’800 avevano solo una configurazione parlamentare e dipendeva dal fatto che si sedevano rispetto alla Presidenza, quindi con scarsa connotazione ideologica, marcando ben poche differenze, al punto tale che si mettevano insieme d’accordo per creare delle maggioranze mobili (trasformismo) dopo la prima guerra mondiale invece le lotte operaie e contadine da una parte, gli ex combattenti, i nazionalisti dall’altra e i proprietari terrieri e gli industriali nel mezzo, fecero si che montasse una netta distinzione tra sinistra, destra e centro, dove l’ideologia la faceva da padrona, aiutava a schierarsi in una delle tre zone politiche, talvolta anche in due in nome del vecchio trasformismo italico.

Il nazionalismo italiano conobbe all’inizio del ‘900 un fermento culturale con la creazione di riviste inneggianti alla guerra vera igiene del mondo.

I valori della destra erano: Dio, Patria e Famiglia, il trono e l’altare, quindi la religione, la nazione e il nucleo cellulare su cui si basava l’impianto sociale, mentre grossi scontri ideologici traducevano le divisioni sociali ed economiche: la lotta di classe, le rivendicazioni del proletariato contadino ed operaio.

I padroni terrieri e delle industrie difendevano le loro proprietà dagli scioperi selvaggi, anche utilizzando i fascisti contro le illegittime occupazioni contadine.

Se i padroni sposano per lo più l’ideologia conservatrice, liberale di stampo monarchico, i nazionalisti ex combattenti si collocavano nell’estrema destra, cosi come i fascisti che avevano anche un programma politico confuso in cui si mischiavano esigenze padronali e rivendicazioni dei lavoratori opportunamente depurate dall’ideologia marxista, sostituita dall’economia corporativa che implicava una collaborazione tra le classi, programma condito da un revanscismo nazionalistico.

Il fascismo seppe costruire una terza via contro il capitalismo liberale e il socialismo marxista, mentre l’anarchismo rimaneva più un movimento ottocentesco con connotazioni anche romantiche.

Fine prima parte

Gian Sart

 

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