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DISEGNO DI LEGGE CINEMA – CONCLUSIONI 2° PUNTO

9 Agosto 2016

LA POLITICA PER LE SALE CINEMATOGRAFICHE – E’ l’unico aspetto positivo del Disegno di legge Franceschini – a mio parere – perché introduce l’interesse culturale per le sale storiche (che quindi non possono essere chiuse), possibilità di ampliamento attraverso progetti anche in deroga ai piani urbanistici: i Comuni naturalmente devono stare attenti che questo punto non venga stravolto con speculazioni che non c’entrano niente con l’ampliamento della sala cinematografica e l’impossibilità del cambiamento d’uso dell’immobile (che non può più essere trasformato in un supermercato). E poi ancora finanziamento a partire dal 2017 di progetti di risanamento, e recupero di sale chiuse (nella sola Roma ce ne sono almeno una quarantina) che potrebbero rappresentare il primo passo per la creazione di un circuito di sale per il Cinema Indipendente e d’autore in tutta Italia (Punto 7 del GRUPPO DI LAVORO DI CINEMA IN MOVIMENTO) perché IL PROBLEMA VERO DEL CINEMA ITALIANO INDIPENDENTE NON è TANTO NELLA PRODUZIONE, MA NELLA SUA DISTRIBUZIONE

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