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DISEGNO DI LEGGE FRANCESCHINI/4

18 Aprile 2016

ART. 31 –
Riguarda altri Decreti Legislativi per la promozione delle opere europee e italiane da parte dei FORNITORI DI MEDIA AUDIOVISIVI che sono le televisioni. Si parla di obblighi di investimento con deroghe, adeguandosi ai principi di proporzionalità, adeguatezza ed efficacia. Si riformulano le regole, si riformula la definizione di produttore indipendente, si vuole creare un adeguato sistema di verifica, di controllo e un sistema sanzionatorio, (insomma si parla di quote, molto meglio considerate nella Di Giorgi)
ART. 32 –
Parla di Decreti Delegati (ci mancavano, ci sono decreti di tutti i tipi) e delle procedure di adozione.
ART. 33 –
Vigilanza e Sanzioni: 5 anni di esclusione dai benefici se si producono dichiarazione o documentazioni false.
ART. 34 –
(Lunghissimo articolo) Delega del Governo al Codice dello Spettacolo in tale Corpus normativo confluiranno le riforme delle Fondazioni liriche-sinfoniche, teatro, Prosa, Musica, Danza e Spettacoli Viaggianti e Attività Circensi.
ART. 35-
Riguarda la copertura finanziaria e la marea di Decreti Legislativi, Ministeriali, Attuativi, Delegati che verranno sfornati da questa legge: non devono comportare maggiori oneri a carico della Finanza Pubblica, ci devono essere prima gli stanziamenti.
ART. 36 –
Riguarda l’abrogazione di varie norme.
ART. 37 –
Disciplina le norme transitorie.
ART. 38 –
L’entrata in vigore.
Hanno lasciato fuori:
– LA PROGRAMMAZIONE OBBLIGATORIA NELLE MULTISALE (Di Giorgi)
– RAI SERVIZIO PUBBLICO
– DIDATTICA (Di Giorgi)
– Il Consiglio SUPERIORE DEL Cinema e Audiovisivo dove l’hanno ficcato?
COMMENTO:
Che dire? Hanno creato una MONTAGNA DI BUROCRAZIA per partorire un topolino molto debole.
Non si parla di Circuito Distributivo per il Cinema Indipendente, l’Interesse Culturale è sparito (che poi era anche un modo per giustificare finanziamenti pubblici) i soldi vengono dati automaticamente a chi già incassa (e quindi paradossalmente non ne avrebbe bisogno).
Non si riconosce nessun pluralismo espressivo, non si parla di sperimentazione, di linguaggi, di tenere alto un profilo culturale del cinema….
E’ incredibile come ogni provvedimento legislativo che vuole difendere il mercato non sapendo tradurre adeguatamente i meccanismi del mercato si trasformi in IDEOLOGIA DEL MERCATO che nel medio e lungo periodo significa aumento della burocrazia.
La montagna di deleghe poi rappresenterebbe un lavoro immane, invece di semplificare in poche regole certe il settore diventa vincolato da commi, titoli, capi, artt. che lo debiliteranno definitivamente.
L’unica cosa che si salva sono i provvedimenti per le sale storiche, il divieto di modificarle a livello d’uso, la possibilità di avere tax credit per l’adeguamento tecnologico…ecco e poi basta!
Si prevede il passaggio tra il vecchio e il nuovo e per il 2016 c’è ancora il FUS con 63 milioni e 19 mili9oni, poi ci sono crediti d’imposta per 166 milioni.
Al punto 7 degli ASPETTI TECNICO-NORMATIVI DEL ddl Franceschini dicono che la semplificazione viene attuata al fine di conferire al settore un assetto + razionale e organico e conforme ai principi della razionalizzazione e semplificazione (Che Dio ci salvi).
Al punto 8 non si sono accorti che c’è anche un altro disegno di legge Di Giorgi (a pg 33 di 92).
Le imprese di produzione sono 4338 dopo questa legge scenderanno a meno di 1000.
Il DdL Di Giorgi è ancora …umano, questo è una montagna…di burocrazia
Giancarlo Sartoretto

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