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1 – DISTRIBUTION OR NOT DISTRIBUTION this is the problem?

14 Marzo 2013

 

Distribution or not. Non esistono più DA QUALCHE TEMPO, le mezze distribuzioni, soverchiate dai grandi circuiti, crollano subito; basta andarsi a vedere gli “incazzi” pardon incassi su Cinema d’oggi, ci sono distribuzioni che incassano in un anno 4-5000 euro, neanche i soldi per comprarsi un panino quotidiano: che dire?

I cortometraggi non hanno mercato, non se li filano neanche le tv, i documentari idem con patate fritte, a parte qualche argomento che suscita la morbosità popolare.

Il 50% dei lungometraggi prodotti in Italia è fuori mercato, si punta sui festival, ma con i festival on si mangia -dicono i toscani- le tv che spendono un sacco di soldi per servizi giornalistici spesso inutili non spendono un euro (staremo a vere con le quote) non voglio essere pessimista, pero’ si produce tanto per niente e quindi niente per tanti che ci rimettono i soldi, le grandi distribuzioni hollywoodiane dicono per farsi immagine, che distribuiscono film italiani DICONO bisogna vedere se poi lo fanno, il più delle volte fanno finta, e nonostante questo, con grandi sacrifici, piccole produzioni continuano a fare dei film, microproduzioni continuano a fare cortometraggi a josa, che possono essere distribuiti solo in qualche festival e in cui non si fa un euro perché i festival come piu’ volte ripetuto, non pagano.

Anzi devi pure pagare per farli iscrivere sti film. Anche facendo uno sciopero della produzione per 1 anno non si accorgerebbe nessuno, anzi gli fai pure un piacere, talmente sono prodotti di nicchia per pochi appassionati e familiari, il cinema invisibile è quasi sempre inesistente, anche se ognuno nel suo intimo ha la segreta speranza di essere lui il grande prescelto, che potrà camminare nei grandi pascoli del successo, che farà l’opera immortale e ci prova, intanto però tutti ci rimettono…dai poveri produttori che dopo due o tre film di questo tipo vengono guardati in cagnesco dalla banca, ai registi e attori promettenti non cagati da nessuno.

Che fare? Come diceva il grande Lenin? Una rivoluzione distributiva? Ma a chi gliene frega qualcosa? Ci sono alcuni autori come il Moroni che cercano di effettuare una distribuzione alternativa ad es. attraverso la pre-vendita dei biglietti, ma la maggior parte di queste iniziative sono solo idee pubblicitarie, non hanno nessun peso economico.E allora? E allora dai, le cose giuste tu le sai, diceva una vecchia e mitica canzone di Remo Germani dimmi perchè non le fai?

Ma noi che possiamo fare se non guardare lungo il fiume il cadavere che passa e se ne va.

giancarlo sartoretto

 

 

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