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GLI ORATORI DA ORATORIO

30 Gennaio 2018

La realtà ha sempre avuto la sua dose di ambiguità, non è mai stata lineare, ma sempre piena di contrasti di tutti i tipi, vuoi chiamarli contraddizioni, vuoi chiamarli conflitti e l’ambiguità è sempre stata una caratteristica dell’arte quando cercava di arrivare alla verità, al di là delle convenzioni, ma non andiamo troppo lontano rimaniamo invece dentro la politica di sinistra dove si parla di classe operaia sfinendo gli interlocutori, di emarginati, di ricchezza mai distribuita, di accoglienza, senza mai spostare di un “cicin” come direbbe Crozza i problemi. La realtà secondo loro è chiara e bisogna rappresentarla: o bianca o nera, meglio facciamola con una corrente trifasica, bianca nera e rossa e continuiamo a rappresentarla all’infinito attraverso la semplificazione dell’ideologia (molti stanno male se non fanno così) una realtà che però non si lascia per niente intimidire, addomesticare, non solo cambiare, x questo bisogna approcciarsi ad essa con disincanto, ma tanti preferiscono continuare a sostenere gli oratori (o chiusa)  da oratorio (o aperta)  che li tranquillizzano sui meccanismi e sulle analisi, ma che sui problemi mai risolti ci fanno pure la carriera politica, da competenti del nulla. I comici sono molto più bravi dei politici, sentono qualcosa in più.

Gian Sart

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