logo

Blog

IL NON LUOGO A PROCEDERE VERSO IL SENSO O IL DISSENSO

3 Agosto 2015

Quando ci si trova in uno spazio ancorato al nulla, quando lo spazio è silenzio assoluto, quando si è e non si è sospesi, si percepisce solo il proprio respiro, quando ogni cosa mi porta via allora vuol dire che io sono sul confine dove tutto passa in direzioni diverse, dove i percorsi sono caotici, ma non essere in un luogo o essere in tutti i luoghi fa parte di un certo misticismo, anche l’utopia non abita i luoghi, ma governa i sentimenti dei luoghi, l’utopia è sempre fuori luogo, ancorata in uno spazio ideale nutrito da un pensiero desideroso di combinazioni eccitanti, un pensiero incontaminato, mai esistito se non personalizzato nella nostra mente e oggettivato nei nostri discorsi, nei nostri scritti, un luogo ti fa appartenere, quando appartieni ad uno spazio puoi errare, non appartenendo puoi solo riferirti al nulla e immaginare … un grande mare e un Ulisse che naviga, ma di solito l’uomo si lega ad uno spazio determinato e lo percorre per tutta la vita, a volte lo spazio è limitato come i pochi metri quadri di un negozio, un ufficio e per questo sogna di errare nel mondo, ma lo spazio dà identità, perché il mondo non è volatile e tu non sei sempre in giro da qualche parte, la comunità ti vede, in quello spazio che percorri in bicicletta o meglio più facilmente in auto, quelle strade quotidiane e ripetitive …
Ogni individuo occupa uno spazio nel pianeta lo percorre per piccole distanze, ogni tanto decide di allontanarsi per andare in ferie in uno spazio attiguo o in uno molto lontano, sconosciuto per attivare il suo senso di avventura o meno sconosciuto dove svilupparsi nelle relazioni anche se temporanee, ma certe seppure limitate…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Indietro