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2 – LA FILOSOFIA DEL PARACULO

15 Ottobre 2013

Parliamo di filosofia spicciola da bar dello Sport.  Rappresenta una regressione semplificatoria che è presente in tutta Italia, isole comprese che però (forse) è più diffusa al Sud e cmq in quei luoghi dove la furbizia regna sovrana e diventa un punto di non ritorno.

E’ una filosofia piuttosto semplice, terra terra, una filosofia spicciola con connotazioni piuttosto volgari, però è molto creduta presso il popolo e quindi dal punto di vista della costruzione sociale, e’ importante come qualsiasi altra sofisticata teoria sociale che riflette un pensiero più eccelso di alta classe magari cn citazioni di termini, francesi, tedeschi, inglesi e con lettura di testi originali e non tradotti.

Cos’è in breve sostanza la filosofia del paraculo?

E’ semplice, il mondo si divide in due categorie piuttosto diffuse:

a) chi nella vita se lo prende in culo, (i pigliainculo) nel senso METAFORICO del termine, nel senso che non riesce a dominare gli eventi, a conquistare delle mete, degli obiettivi e che finisce sempre nel dover sopportare ogni tipo di angherie, di umiliazioni, di sottomissioni che cioè dimostra di vivere una situazione passiva e quindi una vita senza vita,

b) chi invece lo mette a tutti quelli che trova, dimostrando di essere molto attivo in questa attività di dominio e di conquista, riesce a far in maniera che le cose si sviluppino secondo i suoi desideri, ha la sensazione di saper dominare gli altri e di aver successo in quello che fa, nessuno può dirgli di no perché ha l’arte magica di saper conquistare.

Siccome occorre  essere capaci nella psicologia e scaltri, bisogna saper vincere e trovare la giusta soluzione per sé.

Queste due situazioni psicologiche sono rappresentate da immagini volgari e sessuali ( o lo si mette o lo si riceve) non c’è una terza via, la vita di ognuno si sviluppa lungo due direzioni, o sei da una parte o sei da una altra, o… o… , però come si sa le circostanze comportano situazioni non sempre chiare e facili da snocciolare e qualche volta bisogna anche saper essere passivi per continuare con successo nella propria attività, qualche fregatura si può prendere con bonomia, ma nell’insieme le fregature bisogna darle e quindi il paraculo si inscrive a questa seconda modalità d’azione, cioè riesce a non farsi fregare non dico sempre, però nella sostanza e contemporaneamente nelle sue interazioni a evitare quelle che si chiamano con linguaggio crudo “inculate”, cioè bisogna pararsi il culo, da qui il sofisticato termine, e aver la capacità di uscire vincente da situazioni che potrebbero essere negative o peggio disastrose.

Quindi il paraculo cerca la giusta furbizia per (ri)pararsi il sedere dagli attacchi esterni, in questa filosofia elementare non ci sono sottigliezze, declinazioni complesse, tutto è ridotto ai minimi termini, anche la psicologia appartiene alla natura animale piuttosto che a quella umana, (anche se la stessa umanità procede per evoluzioni animali) eppure funziona ancora come paradigma per tanti, al punto che l’altro da sè viene visto con sospetto non con amicizia o amore perché potrebbe anche confidando nei meccanismi più amichevoli o sentimentali, mettertela in culo doucement, (almeno usiamo un francesismo per compensare).

E’ questa ossessione di una lotta per la sopravvivenza in cui l’esterno viene vissuto come un pericolo costante a dare un senso a una vita senza senso, a creare un cinismo rivoltante che denota una mancanza di qualsiasi qualità…Questo è ovvio.

giancarlo sartoretto

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