logo

Blog

1 – DISTRIBUTION OR NOT DISTRIBUTION?

12 Ottobre 2013

THIS IS THE PROBLEM DISTRIBUTION OR NOT?

Non esistono più DA QUALCHE TEMPO, le mezze distribuzioni, soverchiate dai grandi circuiti, crollano subito; basta andarsi a vedere gli “incazzi” pardon incassi su Cinema d’oggi, ci sono distribuzioni che incassano in un anno poche migliaia di euro, neanche i soldi per comprarsi un panino quotidiano: che dire? che fare?

I cortometraggi non hanno mercato, non se li filano neanche le tv, i documentari idem con patate fritte, a parte qualche argomento che suscita la morbosità popolare e un documentario come SACRO GRA che ha vinto quest’anno il festival di Venezia e che può sfruttare la promozione indiretta per cercare di avere almeno un po’ di pubblico.

Il 50% dei lungometraggi prodotti in Italia è fuori mercato, si punta sui festival, ma con i festival non si mangia, le tv generaliste che spendono un sacco di soldi per servizi giornalistici spesso inutili non spendono un euro per i film italiani indipendenti (staremo a vere con le quote) non voglio essere pessimista, pero’ si produce tanto per niente e quindi niente per tanti che ci rimettono i soldi, le grandi distribuzioni hollywoodiane dicono per darsi un’immagine italiana, che distribuiscono film nostri, DICONO bisogna vedere se poi lo fanno, il più delle volte fanno finta, e nonostante questo, con grandi sacrifici, piccole produzioni continuano a fare dei film, poi microproduzioni collettive gratuite continuano a fare cortometraggi a josa, che possono essere distribuiti solo in qualche festival e in cui non si fa un euro perché costoro come piu’ volte ripetuto, non pagano il passaggio, altrimenti crollerebbero con i costi, anzi nei festival maggiori e quelli di lingua inglese devi pure pagare per farli iscrivere al concorso.

Se si fa ipoteticamente uno sciopero della produzione per 1 anno non si accorgerebbe nessuno, anzi gli fai pure un piacere, perché ti togli di mezzo, che dai fastidio, sono talmente prodotti di nicchia per pochi appassionati cinefili e familiari che il cinema invisibile è quasi sempre inesistente, un fantasma che si aggira per l’Italia che stenta a trovare dei corpi.

Ognuno si trascina da un cineclub con 6 sedie a un festival marginale fatto nella sacrestia di una chiesa, nel suo intimo ha la segreta speranza che prima o poi uscirà fuori e quindi di essere lui il grande prescelto, che potrà cavalcare i dolci pascoli del successo, e dove si potrà abbeverare alla fonte meravigliosa dei vari film che prenderanno corpo e anima al regista, uno appresso all’altro, fino a sperare nell’opera immortale a cui sta lavorando da tanto tempo, intanto però tutti ci rimettono…dai poveri produttori che dopo due o tre film di questo tipo vengono guardati in cagnesco dalla banca che di solito chiude la linea di credito (per sempre), agli attori promettenti non considerati da nessuno che devono girare continuamente tutte le produzioni in cerca di ruoli che non vengono mai.

Che fare? Come diceva il vecchio Lenin? Una rivoluzione distributiva? Ma a chi gliene frega qualcosa? Ci sono alcuni autori tra cui il Moroni, che cercano di effettuare una distribuzione alternativa ad es. attraverso la pre-vendita dei biglietti, il crowdfounding in tutte le sue versioni,(oggi di moda) ma la maggior parte di queste iniziative sono solo piccole cose che ti disgustono un po’, per la fatica di mettere in piedi progetti in cui i finanziamenti rimangono sempre sospesi, aspettiamo una telefonata che ci darà la tanto attesa notizia: Ecco, finalmente il tanto agognato drinn….

– Mi dispiace caro Giancarlo ma il tipo si è ritirato, mi ha detto che forse in futuro ….se gli entra quella cosa…

– MA QUALE COSA?

– E che cazzo ne so e non alzare la voce!

– MA VA A FARE INCULO!

– Vacce te! 

Si sente l’apparecchio telefonico che rientra nervoso nella sua custodia. Molti progetti mancano di peso economico, sono leggeri come piume che si perdono nell’aria. E allora? E allora dai, le cose giuste tu le sai, diceva una vecchia e mitica canzone di Remo Germani dimmi perchè non le fai?

Ma noi che possiamo fare se non guardare lungo il fiume il cadavere che passa e se ne va.

Parte in sottofondo la (visto che siamo in tema) canzone di Roberto Carlos: Che sarà, che sarà della mia vita …(della serie Sanremo giovani).

Mi appare Shakespeare che tenta di consolarmi:

distribution or not this is distribution problem, whether it is easier to win the adverse distributional fate or seek solutions that will give us a tasteless substance? Win or lose money galore, from here to Canosa?

 

 

by giancarlo sartoretto

distribution distribution distribution distribution distribution distribution

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Indietro