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LE DEMOCRAZIE MODERNE

9 Giugno 2017

hanno un grosso problema di credibilità e si stanno svuotando dei loro significati + vivi, oggi come oggi solo un segnale di cambiamento indurrebbe la politica ad uscire dalle sue fase di stallo, di immobilismo. Una politica radicale servirebbe allo scopo non nel senso obsoleto di massimalismo, ma di capacità di andare alla radice dei problemi per tentare di risolverli, molto spesso il centro ha rappresentato e rappresenta la superficialità, l’inadeguatezza a capire il conflitti, le dinamiche sociali, il piatto conformismo. Ormai dagli anni ‘90 il Centro inteso come CAPITALISMO COMPLESSIVO, non ha più bisogno di politici, è gestito direttamente dai tecnocrati così come il passaggio del Grande Capitale della Confindustria, dall’economia alla politica.
Il centro visto da sinistra o visto da destra e sistematicamente perseguito, porta ad un appiattimento, a quella vecchia politica democristiana che tarpa le ali all’innovazione, ma oggi il radicalismo, anche se quello di destra a volte non si capisce cosa vuole, che Berlusconi in passato è stato definito non di centro, ma di destra (non ha mai voluto accordarsi nelle grandi questioni con l’opposizione facendo delle pessime leggi) può dare un contributo di vivacità culturale e politica, di creatività contro il conformismo repellente e l’appiattimento imperante, c’è bisogno di nuove idee e non delle solite condite con salse stomachevoli.

GIAN SART

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