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LA CRITICA CINEMATOGRAFICA DOVE VA?

20 Giugno 2017

Parliamo di un tema abbastanza scottante come quello della critica cinematografica, lo fa Roberto Chiesi nella rivista online “Diari di Cineclub”. Oltre a lamentarsi della Tv ormai scaduta a rotocalco scandalistico, livellata a miserabili teatrini dove si fa finta di discutere e che manifesta degrado, appiattimento, annullamento, anche la critica cinematografica non è rimasta immune cominciando a delegittimare la nozione di autore cinematografico. A differenza del passato in cui la critica cinematografica era troppo selettiva quando non esisteva attenzione se non di sufficienza ai fenomeni del cinema popolare e di genere, che ha ignorato grossi autori come Monicelli, Risi e Zampa, oggi si verifica il fenomeno opposto, in cui nella attuale critica cinematografica far passare di tutto privilegiando addirittura sottoprodotti beceri e scadenti dell’industria. Insomma questa critica è diventata spazzatura esaltando quel “Gran Pezzo di Ubalda tutta nuda e tutta calda” pensando che quello sia cinema. E’ un esempio emblematico del degrado italico nel voler rivalutare personaggi come Lino Banfi mediocre e monocorde protagonista di sottoprodotti, si parla di una critica spazzatura che esalta cinepanettoni con l’umorismo basato sui peti, rutti e infimi doppi sensi attraverso un processo di involgarimento e di massificazione del pubblico. Questi pseudo-critici – ribadisce il Nostro – sono gli apologeti del filmetto e rappresentano una critica spesso supponente e ignorante svalutando grandi autori come Visconti, Antonioni e Godard. Si parla di negazionismo e di teppismo intellettuale….

Beh, io ritengo che questo discorso sia un po’ troppo esclusivo e anche un po’ reazionario nel senso che il cinema è un’arte complessa dove ognuno ci sta a modo suo come in una chiesa, che ha rivestito forme diverse dove l’arte a volte si è tradotta in semplice mestiere, altre volte ha raggiunto vette poetiche, picchi intellettuali, quello che conta però è la capacità di avere consenso dietro a se, un film può piacere ai critici meno alla gente, può essere completamente ignorato o passare inosservato, ma al presente è giusto che ci sia attenzione là dove il film esprime qualcosa di importante, mentre si possono storicizzare dei film del passato spesso semplici sottoprodotti, ma è giusto che ci sia la possibilità di rappresentare non solo gli autori ma anche tutti quei cineasti che hanno fatto film di genere e il cinema in genere-

Gian Sart

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