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MOSTRA RE.use a Treviso

28 Gennaio 2019

Interessante la mostra che riguarda l’avanguardia del ‘900 partendo dal dadaismo al surrealismo, proseguendo per tutto il secolo: news dada, action panting, arte povera ecc., sotto il comune denominatore del rifiuto del figurativo.

A palazzo Robegan un video di 30 minuti ci fa vedere una catena di montaggio dell’assurdo, in cui si usa l’intelligenza per creare qualcosa di inutile, bisognerebbe dirglielo a Benetton, ma il titolo della mostra non inquadra esattamente la questione, mettere un tamburo in una discarica mi sembra una presa in giro proprio di quell’arte che rifugge dal figurativo, come se non lo fosse, invece bisognerebbe riconsiderare il “corpo glorioso” dell’artista che diventa il centro di qualsiasi percorso creativo, perché la bellezza non è più nei paesaggi o nel ritrarre le persone, nei volti sacri dipinti e quindi in tutto ciò che cade fuori dal corpo dell’artista, ma nell’artista stesso, nella vita che conduce, al punto tale che tutto ciò che espelle il suo corpo anche la merda è arte, e quindi attraverso il rifiuto organico si passa al rifiuto tout court, agli oggetti che lo circondano nel quotidiano, i vestiti che indossa, i meccanismi che si ritrova a manipolare, si passa cioè dal soggetto agli oggetti che una volta esaurita la loro funzione, diventano spazzatura, quegli oggetti ormai consumati e quindi rifiuti, ma è l’artista che li rappresenta e li deforma in quanto oggetti che lo circondano (quelli che utilizza senza dipingerli) ne fa delle sculture delle presenza…

Ultimi giorni con 6 euro si va in 3 luoghi: Ca’ Robegan, Ca’ dei Ricchi e Museo di Santa Caterina e se si ha più di 65 anni e in altri casi si ha lo socnto di 2 euro.

Teomondo Scrofalo

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