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GREEN BOOK di Peter Farrelly

4 Marzo 2019

 

E’ un film delizioso, politicamente corretto in cui il razzismo del sud Usa ci fa una brutta figura perché preferisce non accedere al grande santuario dell’arte pur di mantenere antiche regole, antiche abitudini di discriminazione. E’ molto meglio di quegli americani perfidi e razzisti perfino l’italo americano buttafuori in combutta con certe facce poco edificanti, ma che almeno ha un po’ di quell’umanità famigliare che comunque fa accettare i negri se costoro hanno una dignità che li rende superiori. E’ vero che c’è questa ambiguità iniziale ma una volta capito il livello l’Italiano mette da parte i pregiudizi e cerca di aiutare a modo suo l’amico andando anche contro le istituzioni razziste, perché anche lui è nato e cresciuto in un ambiente aberrante e discriminante, un magiaspaghetti come viene definito al punto che si crea una solidarietà tra i due personaggi, un grande musicista nero e un grande uomo di cuore, bianco.

Perfetti i due personaggi, bravi i due attori, Viggo si cala bene nel personaggio italiamericano e anche Mareshale Ali non è dammeno nell’esprimere la superiorità nera e alla fine l’insieme deborda verso una emozione che ha a che fare con l’amicizia sentita con intensità. Un film perfetto, un road movie tipico. Premio Oscar 2019

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