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1 – QUEL CHE RESTA DEL CINEMA INDIPENDENTE

24 Aprile 2013

FINANZIA UN FILM VINCI UNA CASA

Purtroppo la situazione è pessima rivedendo i dati del recente convegno riguardante TUTTI I NUMERI DEL CINEMA ITALIANO e possiamo fare queste considerazioni su quel che resta del cinema indipedente

1 – il mercato italiano di cinema, quello delle sale, può assorbire attualmente una sessantina di film tra commedie (diette) e Cinema d’Autore (che è in calo di incassi);

2 – gli altri 60-70 film italiani non incassano che delle miserie in termini di cifre compresi i documentari e molti di questi sono proprio prodotti indipendenti fatti da piccoli produttori, autori non molto conosciuti e registi che sono fuori dalle “risonanze” mediatiche;

3 – ogni hanno in Italia si distribuiscono circa 300 film Usa, se ci fosse un tetto a 240 ad es. troverebbe spazio la distribuzione di altri 60 film italiani diversi da commedie e film d’autore, di genere, drammatici (come c’erano una volta). Sono consapevole che protesterebbe la potente lobby dei doppiatori, ma ci guadagnerebbero gli attori meno noti che il più delle volte per campare devono fare i doppiatori;

4 – i film americani sono già (quasi sempre) usciti in Usa quindi già pubblicizzati per cui le filiali italiane delle grandi distribuzioni Usa fanno quasi gli impiegati, preparano la solita confezione, il solito vestito pubblicitario, le sorprese sono poche più che altro derivanti da argomenti e soggetti poco consoni al pubblico europeo;

5 – L’altro ieri sera ho visto Mystic River in Tv per la sapiente regia di Clint Eastwood, perché in Italia non si vedono film di questo tipo? Qualcuno risponderà che non abbiamo un regista come Clint, ma anche lui è cresciuto alla scuola di un grande regista italiano che era tale perché un tempo si poteva fare tutto il cinema, invece adesso in Italia c’è la specializzazione in questi due tipi di film (commedia e d’autore) lasciando fare agli Usa tutto il resto (quindi nessuna concorrenza nel mercato che si è ormai specializzato) anche perché gli americani detengono grandi capitali e una distribuzione mondiale e noi invece siamo relegati nella versione comica dei telefoni bianchi dell’epoca fascista e nel cinema d’autore di “sinistra” (beato pluralismo) ma i film di genere italiani dove c’era tanta regia, non si fanno più ormai da decenni e se li fai con pochi soldi, nessuno li vede;

6 – per evitare il tetto o la regolamentazione tanto odiata dai poteri forti del cinema, non ci rimane che creare in Italia con capitale pubblico e privato (misto) un circuito di almeno 300 sale, anche (mantenendo la pellicola) e quindi coinvolgendo tutte quelle sale che non hanno i soldi per digitalizzarsi, in cui proiettare tutta una serie di film italiani indipendenti, adatti per il pubblico e con una grande promozione, creando una rivista online e un circuito sull’esempio di quello veneziano (che i film stanno solo un giorno e poi girano in altre sale) o anche sale a menu dove ogni giorno si proiettano 3 film diversi con lo stesso biglietto d’entrata. Idee ce ne sarebbero, mancano i capitali, e non è poco…cosa resta del cinema indipendente?

 

by giancarlo sartoretto

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