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RAI CINEMA

17 Luglio 2015

RAI CINEMA- Valutazione di Giancarlo Sartoretto in qualità di piccolo produttore indipendente
Relazione Tecnica del 17/6/15 – Audizione di Paolo Del Brocco, tlc a circuito chiuso, talmente chiuso che non si vede niente, assistito da Federica Guidi.
L’AD (Amministratore Delegato) Paolo del Brocco ci spiegherà i criteri di scelta dei progetti, ma intanto ci illustra l’attività di Rai Cinema, l’acquisto di diritti Tv, la produzione e distribuzione cinematografica.
Il cinema ha un linguaggio in sé più difficile rispetto alla televisione, è un linguaggio meno accomodante, più profondo e si deve mettere insieme una produzione culturale con aspetti industriali il che non è affatto facile.
Paolo Del Brocco al minuto 15:37 dei video ci dice: “noi leggiamo le sceneggiature in coppie separate e successivamente le sviluppiamo”. L’obiezione è la seguente:
– come mai se leggete tutte le sceneggiature, non date risposte. Espongo il mio caso: ho presentato nell’estate 2013 una sceneggiatura di certo GIANNI CAVINA scritta insieme a SANDRO TONI, dal titolo SIAMO CIRCONDATI-LE ULTIME RESISTENZE DEI CUSTER al responsabile Rai Cinema di Piazza Adriana,12 Dott. Carlo Brancaleone, dicendo tra l’altro che l’opzione datami da Gianni Cavina mi era costata 20.000 euro (non poco per un piccolo produttore) e avevo bisogno di avere una risposta a breve perché detto Cavina si stava impegnando con LA GRANDE FAMIGLIA in Rai. Nonostante questo (non ero il pizzicagnolo del negozio accanto) una risposta da parte di Rai Cinema non l’ho mai avuta. Deduco: è tutto un sistema filtrato dai partiti politici che creano un corridoio privilegiato dove si manda avanti ciò che è “raccomandato dalla politica partitica” con talvolta graduatorie all’interno delle raccomandazioni? Ormai mi ero stancato di cercare una “raccomandazione” presso il Pd e mi sono detto: o la va’ o la spacca e invece….si e spaccato tutto e il progetto non ha mai preso piede. Era una sceneggiatura da commedia all’italiana, contro la vecchia politica e che ben rappresentava il cinismo imperante… con toni di satira, CHE ANTICIPAVA QUELLO CHE POI E’ SUCCESSO.
Viene da domandarsi: ma Rai Cinema ha queste professionalità per valutare i progetti come qualsiasi altro produttore nel mondo o invece si basa solo sui nomi e sulle relazioni appunto politiche che questi autori riescono ad avere?
E’ VERO CHE LA Rai conserva solo quote minoritarie a livello di produzione, ma per rafforzare anche i suoi progetti ha creato 01 DISTRIBUTION però lo fa sempre con autori noti, mai con novità, quindi con i senatori, mai con nuove idee.
Del Brocco ci dice che la Rai possiede listini diversificati per andare incontro a esigenze varie…va bene, ma perché non dice che TIPO DI PROGETTI VUOLE, non indirizza qualcosa. Facendo così però deve per forza rinunciare agli autori che gli vengono presentati dalla politica.
COME SCEGLIAMO I FILM dice DEL bROCCO: ogni anno ci arrivano 1000-1200 progetti, come si fa a esaminarli tutti? E quindi ci vuole un corridoio, un percorso privilegiato, insomma non è che anche il negoziante sotto casa può mandarci una sua idea? E CON QUESTO DISCORSO DIVENTA NECESSARIO UN FILTRO POLITICO PERCHE’ NON HANNO ABBASTANZA PERSONALE …CHE LAVORA (chi glielo fa fare)
A dir la verità questo è un falso problema: basta solo accettare (come fa RAI FICTION) progetti da produzioni ….che negli ultimi cinque anni abbiano fatto un film…ma come si fa a fare un film o una fiction se non c’è rotazione tra le produzioni? La rotazione tra l’altro è prevista anche nel codice degli appalti. I progetti delle produzioni sono già SELEZIONATI.
Bisogna cmq coniugare la qualità ci dice Del Brocco, con l’industria e il mercato, se poi il film non lo vede nessuno abbiamo toppato, aggiunge giustamente che i film sono PROTOTIPI, nella scelta ci può essere un certo grado di soggettività e noi creiamo un comitato in cui valutiamo la storia, l’utilità di quella storia che deve durare nel tempo… naturalmente questo vale per quelli che sono meno noti, gli autori cinematografici di grido, no (li segue su Twitter anche Del Brocco) e appena aprono bocca gli dà subito ragione).
Quindi si registra in entrata il progetto, doppia lettura, comitato, avvocati, si vede il target, il genere, l’affidabilità del produttore, le esperienze precedenti, le scuole di cinema frequentate, l’esigenza del pubblico, il potenziale sfruttamento dell’opera, il cotè commerciale, l’appeal. ecc.ecc
Prosegue l’Ad: purtroppo abbiamo detto di no da un anno all’altro a progetti che magari l’anno dopo potevano essere interessanti. E quindi è consapevole dello spreco di idee: cmq noi valutiamo anche la solidità della produzione, la capacità di procurarsi tax crdit esterni, finanz. Mibact, prevendite e chi più ne ha più ne metta. Naturalmente è vero anche il contrario per avere una tax credit devi avere dietro la Rai e si va a vuoto se la rai non ti risponde mai perché tu sei di un altro pianeta VERAMENTE indipendente anche dai partiti.
Sen Airola: la Rai a volte si comporta come società privata a volte come società pubblica. In effetti sono poche quindi società che si prendono il grosso dell’80% di progetti, bisogna avere dei dati più approfonditi come le opere prime su quali basi sono scelte, bisognerebbe aiutare quelli che non hanno mercato…e non Moretti che ce l’ha già
Presidente Fico: come vengono scelti i produttori, la procedura?
Paolo Del Brocco: si può usare l’email, il contatto diretto, e poi noi RISPONDIAMO , è doveroso rispondere, da noi arriva di tutto, libri, foglietti a stampatello idee non sviluppate….adesso speriamo di una collaborazione con le Film Commission territoriali che sono + decentrate, cmq per certe idee ci sono i soldi per lo sviluppo del progetto.
Ma chi ci può arrivare? Ci chiediamo? E’ un mistero. Così come è un mistero quando si deve vendere un film a chi rivolgersi, ti mandano da un responsabile all’altro, alla fine ci rinunci ben sapendo che con quei soldi potevi fare altri investimenti….ma la Rai non vuole dare soldi fuori dalla cerchia degli amici, UNA VOLTA CHE HANNO DATO SPAZIO A TUTTI GLI AUTORI CHE CREANO IMMAGINE PER RAI CINEMA.
Addirittura per effetto dell’aumento a seguito di contrattazione ANAC (Associazione degli autori) dei diritti che l’autore percepisce dalla Siae e che quindi sono pagati dalla Rai, se viene trasmesso un film italiano nei canali propri, ormai da molti anni la Rai non fa vedere film italiani neanche di notte per non pagare quei diritti. Cosi aggravano la situazione dei piccoli produttori indipendenti, preferendo piuttosto comprare sul mercato estero “robaccia”.
Poi il Paolo viene a dirti che “oddio, sarebbe meglio dire no verbalmente, perché la lettera è sempre a contenuto freddo e che è un dispiacere…” Che sensibilità, che amorevolezza che presa per il naso…
Ci vorrebbe un prelievo di scopo come in Francia, ci dice Del Brocco, mentre l’unica a funzionare veramente è l’industria americana, proprio per questo la Rai cerca di sviluppare una forza commerciale che comunque non sarà mai uguale…e quindi che la fate a fare?
Appare più possibiliSta rispetto a Eleonora Andreatta a dare i dati nonstante che anche qui si siano invocati quelli sensibili che diventano subito rossi e un po’ vergognini.
Dopo questo intervento ascoltato ti viene da Dire…dare….fare…testamento e cambiare mestiere o stare sempre nel solito lamento
Giancarlo Sartoretto

Una replica a “RAI CINEMA”

  1. Veronica Perugini ha detto:

    Dati troppo sensibili per la concorrenza, è da anni chel a stanno aiutando la concorrenza visto che Mediaset si prende i 3/4 di pubblicità e Rai sono un quarto

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