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2 – SI RUBA DAPPERTUTTO

26 Maggio 2015

LA CORRUZIONE – Morale e potere a Firenze nel XVII e XVIII secolo, di Jean-Claude Waquet. Pagg 260, Mondadori

La corruzione è utile? Detto meglio, e dando per scontato che è utile a corrotti e corruttori: la corruzione è utile anche al corpo sociale, allo Stato, contro il quale apparentemente si rivolge? La sorprendente risposta di questo libro è “si” e il meno sorprendente destino di questo saggio sarà di diventare un best-seller in ambienti carcerari e livre de chevet di molti che forse e purtroppo carcerati non saranno mai.

Nessuno se n’abbia a male se per il suo studio Waquet ha scelto come esempio la Firenze del Sei-Settecento: gli archivi dei Medici e dei Lorena sono straordinariamente ricchi e ben conservati, e del resto ecco cosa scrisse il neo-ministro conte di Richecourt al suo sovrano Francesco Stefano di Lorena nel 1738:”si ruba dappertutto, nel settore militare, nel settore civile, nelle finanze, non si può citare alcuna magistratura, alcuna ricevitoria in cui il principe non sia ingannato e il popolo vessato”. Del resto “i fiorentini sono vili, bassi e striscianti, l’onore li tocca poco; non vi è una via per convincerli; due sole cose sono capaci di farli agire, l’interesse e il timore”.

…L’affascinante conclusione di Waquet è che la corruzione del funzionario aveva una precisa funzione sociale: ridistribuire denaro liquido e potere a quella classe di piccola nobiltà decaduta di cui era costituita l’ossatura dello Stato e della quale lo Stato non poteva fare a meno. Assolveva quindi a una funzione riequilibratrice di avvenimenti politici e sociali non ancora assorbiti.

Dal 700 ad oggi la deprecabile pratica è diminuita in Occidente (sembra incredibile, ma è cosi). …L’ipotesi di Waquet è che si tratti di una metamorfosi in cui la colpevolizzazione religiosa del peccato “si sarebbe finalmente estesa ai rapporti tra il cittadino e lo Stato”. E quindi che l’”onestà dei dipendenti pubblici deriva in gran parte, da una sorta di sacralizzazione delle istituzioni:

Troppo facile dire che Waquet dovrebbe venire a studiare la Roma del novecento prima di azzardare simili ipotesi, o più banalmente che anche le misure di polizia si sono evolute. L’ipotesi va ottimisticamente considerata, il concetto e la pratica di Stato hanno trionfato su tutto negli ultimi secoli, perché non dovrebbero farcela anche sulla corruzione?

Questo è un articolo di PANORAMA del 13/4/1986 di Giordano Bruno Guerri

(Giancarlo Sartoretto)

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