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SPETT. MINISTRO BONISOLI

10 luglio 2018

c/o Mibact

via del Collegio Romano, 27

00186 – Roma

Caro Sig. Ministro, Le scrivo questa nota sul settore Cinema che come autore indipendente vedo molto peggiorato dopo l’era Franceschini perché è stata approvata una legge, la 220/16, che ha notevolmente aumentato la burocrazia.

Nel ns gruppo facebook POLITICA CINEMA IN MOVIMENTO abbiamo discusso molti punti per migliorare il settore, ma allo stato attuale la situazione è di calma piatta, dove ci sono tanti film fatti e pochi distribuiti con uno spreco di risorse, di attori, autori, di idee.

Per tale motivo bisognerebbe creare con urgenza un nuovo circuito di 200-300 sale che permetta a questo cinema indipendente di essere visto da un suo pubblico, per cui utilizzando le tecnologie digitali queste sale potrebbero diffondere il cinema altrimenti invisibile.

Bisognerebbe anche aggiungere che dei 400 milioni del Fondo Complessivo del Cinema in buona parte dovrebbero essere formati da una tassa di scopo facendola pagare ai grandi network della rete:

Facebook, Google, Youtube e non come adesso da soldi pubblici come l’Iva e l’Irep di Settore, visto che questi grandi gruppi utilizzano al loro interno molto cinema, fanno vedere tanti film e riducono la possibilità di andare al cinema in sala da parte di molta gente visto che ci sono parecchi film piratati.

Un altro punto importante è quello di diminuire come entità i finanziamenti automatici perché favoriscono i film che incassano come le commedie all’italiana, che proprio perché incassano non hanno bisogno di finanziamenti automatici, aumentando invece i finanziamenti selettivi e puntando sull’innovazione di un cinema distante dalla televisione, mentre dovrebbe essere aumentato il tax credit esterno incentivando i finanziamenti degli imprenditori fuori dal settore arrivando fino al 70% del budget di defiscalizzazione almeno per i film difficili, dando la possibilità ai privati di poter concorrere in Associazione in Partecipazione e non al 30% come attualmente diminuita al 20% nel 2020. Puntare sull’esterno vuol dire aumentare il mercato cinematografico che non verrebbe più controllato dai poteri forti inclusa la burocrazia.

Un altro punto fondamentale è il decentramento attraverso un cinema territoriale che si strutturerebbe con le Film Commission e con le Commissioni nelle macroregioni, naturalmente può rimanere anche quella centrale.

Fondamentale poi è l’apporto della Rai sia sviluppando il livello decentrato per valorizzare i territori, sia per la gestine dei diritti e per le quote e la creazione di un canale tematico per il cinema indipendente magari superando Rai Fiction e Rai Cinema e ritornando alle Reti.

Questi possono essere alcuni temi da affrontare.

Cordiali saluti

Gian Sart

autore cinematografico

giancarlo.carofilm@gmail.com;

3701056970

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