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ALL’ISTRESCO NELLA SEDE, SI E’ TENUTO IL COMITATO SCIENTIFICO ALLARGATO DEDICATO A “MASSE POPOLARI TRA DEMOCRAZIE STANCHE E VECCHI NAZIONALISMI “ con Chiara Sacchet, Amerigo Manesso e Livio Vanzetto, introduzione di Irene Bolzon.

12 Ottobre 2018

Partiamo dall’uomo massa conformista che viveva dentro ad un potere attrativo delle idelogie , sembra scomparso stanno riemergendo vecchie ideologie nazionalitarie in questo percorso carsico, siamo diventati degli analfabeti funzionali pur con un finanziamento continuo alla scuola, c’è un ritorno di ignoranza e di élite mentre la ricchezza sta ritornando (forse lo è sempre stata) in poche mani, per la maggioranza della gente è finita la ricchezza redistribuita e diventa più difficile la qualità della vita, meno soldi, più insicurezza economica e tutti se la prendono con la democrazia rappresentativa in crisi? Un libro che mi ha deluso dice Vanzetto è quello sul populismo Popolocrazia, dove ci sono tante definizioni di populismo ma non c’è uno sforzo di storicizzare, i populismi sono diversi (Berlusconi e Mussolini), oggi c’è un populismo dal basso, bisogna sviluppare una storia dei ceti popolari, anche la classe dirigente se vuole mantenere tale la credibilità deve acconsentire e sforzarsi di capire gli umori popolari, le élite un tempo erano capaci di sviluppare una pedagogia che insegnasse al popolo, il popolo si sentiva inferiore e delegava, oggi con le nuove tecnologie e con le reti di internet, le forze produttive si stanno sviluppando al punto da voler superare i rapporti di produzione che si basano ancora su competenze della politica, ormai morte, Vanzetto ci dice che bisogna sforzarsi di storicizzare il presente si parla di democrazia imperfetta e di vecchi nazionalismi, ma a mio parere non c’è alcun pericolo di nuovi nazionalismi come reazione al deserto della globalizzazione, bensì di una tendenza sovranista quando il globalismo distrugge le culture e fa girare solo la merce, il sovranismo invece richiede un tipo di identità che sarebbe altrimenti smarrita, viene dal basso come localismo dialettale e si scontra con ordinamenti sovraordinati nei quali fallisce qualsiasi tentativo di federalismo, c’è poi un rifiuto dei nuovi ceti, degli sfigati che non solo sono extracomunitari, ma anche italiani, da parte delle élite al potere, però dice giustamente Vanzetto la sinistra non deve andare al “centro” ma farsi carico di coloro che sono percepiti come sfigati, c’è un ritorno allo stato etico afferma Giampier Nicoletti, con tutta la sua sequela di diritti più liberal, una sinistra liberal che secondo il filosofo Diego Fusaro ha ben poca consistenza perché non è più social, lo stato secondo Nicoletti è un dispensatore di servizi che si “liquefanno”, per cui i giovani “liquidi” riportano a Bauman e ad una nuova teoria politica, c’è pero la comunità e la cittadinanza attiva: prendersi cura dei beni comuni instaurando un conflitto attivo con le burocrazie politiche tradizionali, le masse non sono lampadine spente, cercano una identità, forse questo è il populismo quando le masse si esprimono e i dirigenti si zittiscono, ma non è una degenerazione bensì una crescita se introduce criteri di democrazia diretta e rotazione degli incarichi.

Manesso parla di John Locke, di diritti naturali, di Stato come contratto, mentre Rousseau non ha avuto storicamente molto seguito Jon Locke ha interpretato il liberismo l’ideologia del capitalismo in cui lo Stato era neutrale garantiva dei servizi essenziali dei diritti naturali poi ci pensava la società civile a creare l’economia di classe, il motore di tutto sono i bisogni delle persone tra questi il bisogno di lavoro e grazie al materialismo che questi bisogni vengono soddisfatti, però oggi le democrazie rappresentative non sono in grado di dare delle risposte e quindi in questo contesto quali sono le offerte politiche del pensiero liberal-nazionale far tutto da soli, gestirsi anche le sicurezze, l’illuminismo poteva risolvere razionalmente la situazione, ma oggi?

Gian Sart

Cit: Marc Lazar-Ilvo Diamanti Popolocrazia Ed Laterza 2018;

John Locke – Due trattati sul governo, 1689;

Zigmunt Bauman – Modernità liquida, Laterza 2002

– Vita liquida

– Amore Liquido

– Paura liquida

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