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5 – CANDIDO (Lungometraggio)

16 Novembre 2013

Candido è figlio di operai e operaio lui stesso anche se non è contento del suo lavoro e vorrebbe sempre trovare qualcosa di meglio. Vive nell’ambiente popolare di una città come Torino o Milano.

E’ critico verso certe semplificazioni dei compagni di lavoro e verso l’imitazione di modelli consunti, ma non riesce a caratterizzarsi in nessun modo, se non nel dire no agli altri su ogni cosa o iniziativa che propongono, al punto di essere soprannominato un po’ ironicamente mister no, in politica non ha mai saputo niente di utopie sociali, di cambiamenti radicali, si tiene a debita distanza dai tossici, ha avuto uno zio che è finito male. E ‘convinto che il mondo deve andare avanti da sé senza spinte di nessuno, e se va così è perché non può andare in un’altra direzione, si deve partecipare al suo cammino con naturalezza senza forzature pericolose che potrebbero portare ad un falso cambiamento.

D’altra parte gli sembra che se non c’è un po’ di “mobilità mentale e sociale” si può verificare una sorta di regressione verso la violenza e l’odio di chi si sente emarginato, intuisce che esiste l’alienazione, ma a 20 anni non capisce ancora bene cosa sia e come tanti altri coetanei non se ne cura eccessivamente. L’importante è imparare un mestiere acquisendo un’abilità specifica che gli permetta di guadagnarsi da vivere e se si dovesse trovare male anche cambiare mestiere. Sembrerebbe non avere grilli per la testa, ma è intimamente scontento di ciò che fa, di ciò che è, vorrebbe essere altrove nei suoi pensieri più segreti, avverte il peso di una certa staticità, ha paura di appiattirsi, sente il bisogno di rinnovarsi, rigenerarsi. Non si interessa dei problemi sociali e non si informa, ma è molto aggiornato nelle tecnologie.

Si innamora di Silvia conosciuta in una discoteca e fa conoscenza degli amici di lei tra i quali primeggia Cristiano.

Sono completamente diversi da lui, molto snob e anche un po’ stronzi, la ragazza gli sembra irraggiungibile, nonostante ciò riesce a parlarci e trovare anche dei momenti di intesa. Frequenta un locale del centro, per qualche periodo è preso da questi amici, ma quando lei si dà ad un altro rimane deluso e sofferente senza staccarsi però dal gruppo.

Intanto a casa è nervoso, litiga con i suoi, cerca ospitalità da Cristiano, ma questi si nega dopo aver tergiversato al telefono.

Scorge tante piccole ipocrisie dei supposti amici e soprattutto non visto, sente per caso un discorso tra di loro e la ragazza in cui lui è considerato un ingenuo, un mezzo idiota. Si sente ferito, loro pensano di essere chissà cosa, attende la ragazza in un posto isolato e la copre d’improperi, ogni volta che la incontra la maltratta fino a schiaffeggiarla. Si scopre allo specchio un incapace, vede i limiti anche di tutto il suo ambiente, della sua famiglia proletaria, fino a poco tempo prima non era in grado di differenziare gli atteggiamenti e i comportamenti delle persone, forse veramente viveva in un mondo ovattato e chiuso, non capisce bene la psicologia delle persone, ma questo gli permette anche di non avere soverchi pregiudizi iniziali nei contatti con gli altri, lasciandosi irretire dai più scaltri anche se riesce in qualche modo a districarsi dalle situazioni più incasinate.

E’ attratto dagli altri, ma non capisce in profondità le loro motivazioni.

Un giorno per aiutare un amico d’infanzia col quale non ha più contatti, si trova in un pasticcio, sa che è diventato un poco di buono, ma non si è negato per una forma di generosità spontanea, probabilmente riflettendoci con calma l’avrebbe lasciato perdere.

Candido viene raggirato e truffato, doveva essere una valigetta piena di droga quella che ha trasportato da un luogo all’altro, la polizia ora lo considera un tipo sospetto semplicemente perché e’ stato visto in giro con l’altro e lo pedina; la questione si complica velocemente al punto che Candido è costretto a portare un’altra valigetta più piccola in un certo posto, un motel mezzo abbandonato, una macchina lo segue, fino a quando un uomo per nulla armato gli intima di consegnargliela, era sceso da quella macchina dove al suo fianco c’è proprio Lei:

– Che ci fai qui – le chiede sorpreso.

Cerca di guadagnar tempo, ma non può fare niente perché adesso il tipo tira fuori un qualcosa che assomiglia ad una pistola. Candido che voleva parcheggiare, lascia la macchina in mezzo la strada, va verso di lei ma si prende una mazzata in testa, che lo tramortisce senza tuttavia svenire. Vede confusamente la valigetta andarsene col tipo, la ragazza appare più discosta, anzi non si vede più, in fretta riparte, forse c’è anche lei già dentro, non capisce bene.

Prima lo stesso uomo gli aveva consigliato con le buone di ritornare indietro che la missione era giunta a termine. Candido ancora accasciato, mezzo sofferente lo guarda allontanarsi, proprio in quel momento la macchina scoppia in aria. Urla, si trascina ma per l’emozione sviene.

Candido è in stato di fermo dice quello che sa e ha capito della vicenda, è interrogato tutta la notte, sembra un intrigo ordito contro di lui, si sono serviti di lui per qualche losco traffico di cui non è a conoscenza e a questo punto fa il nome del suo amico d’infanzia che l’ha tirato dentro, anche perché l’amico non si è comportato bene.

Per questa collaborazione viene rilasciato al mattino, fa l’autostop, si ferma una macchina, è la ragazza: “pensavo che fossi saltata in aria, anche se non ne ero sicuro”, le dice, “no avevo fatto un salto in bagno poi ti dirò tutto” lui rimane imbambolato ma sorride.

La macchina corre lontano e poco dopo si perde nel traffico.

I due ragazzi si sorridono

giancarlo sartoretto

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Mod. 11/09/13 parole 839

 

Tutti i diritti riservati al sottoscritto che li può cedere temporalmente o definitivamente Chi è interessato scriva a giancarlo.carofilm@gmail.com; sogetto n.4

 

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