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1 – CINEMA E INTERNET

7 Novembre 2013

Sono passati ormai 10 anni da quando verso la fine di ottobre del 2003, si decideva di precorrere i tempi lanciando su internet il film di ns produzione, L’Appuntamento, per la regia di Veronica Bilbao La Vieja che non era uscito nelle sale, e doveva essere uno strumento di lancio del progetto Neche.

Neche era un progetto di distribuzione cinematografica su Internet, gli esperti di allora dicevano che sarebbe stato il futuro.

Quindi abbiamocercato di precorrere i tempi per poter lucrare tra i primi, si voleva distribuire i film in rete, in videostreaming a un prezzo di € 3 euro grazie alla nuova tecnologia di compressione dei filmati VP5.

Il progetto Neche aveva preso l’avvio in partnerschip con Cinecittà e doveva offrire un mercato su internet per i prodotti indipendenti che avevano difficoltà ad essere distribuiti in sala.

Attualmente il progetto Neche continua sulla Web Tv StreamIT twww.TV, al canale 131 – 313 ma solo per dei cortometraggi. Il problema della rete è che ci sono tanti, troppi film gratis e quindi diventa obiettivamente difficile che la gente paghi anche per un noleggio a soli 3 euro pur avendo il vantaggio di vederlo negli orari a proprio piacimento.

Se proprio l’utente deve vedere necessariamente il film, costi quel che costi, allora può essere che paga, superando la difficoltà connessa all’utilizzo della carta di credito o scheda prepagata per un singolo importo di € 3,00 euro o in alternativa comprando anticipatamente una scheda di visione di 10-15 euro, complicazioni che non aiutano, anche perché tante e tali sono le alternative gratuite e anche di qualità, piratate o meno, che uno si chiede: ma chi me lo fa fare!

Quindi possiamo dire che allo stato attuale il cinema su internet è scarsamente remunerativo almeno in Italia e quindi per coloro che una decina d’anni fa pensavano di creare un’ alternativa alla sala, devo rispondere che hanno sbagliato alla grande perché non avevano capito il fenomento della condivisione e quindi della pirateria.

Adesso ormai si pensa di vedere i film non più sul monitor ma mediante l’apparecchio Tv collegando la “libertà” di Internet con la “gerachia” televisiva. Questa potrebbe essere una nuova frontiera che si sta sviluppando nel presente e che potrebbe portare anche dei vantaggi ai film, stando a quel che dicono gli esperti di settore.

Io però rimango molto perplesso e diffidente anche perché i film che passano in Tv da internet si possono copiare ancora meglio. 10 anni fa si pensava che il cinema online doveva essere una alternativa alla sala, Internet invece a conti fatti si è dimostrata una immensa fregatura, per cui io sto facendo un percorso a rebours, di ritorno alla sala. La rete  è più adatta ai film corti, alle serie di 10 minuti alla brevità, perché c’è una concorrenza dell’offerta strepitosa e stare due ore bloccati in un seggiolino scomodo può essere faticoso.

La maggioranza della gente difatti vede i film a pezzi, io ultimamente l’ho fatto con  la Montagna Sacra di Jodoroski (si trova in rete gratis senza pirateria) il risultato è stato che l’ho capito ancora meno della ormai lontana prima volta che l’ho visto.  Beh, staremo a vedere cosa si combina cn la Tv, in Usa attualmente funziona una rete in abbonamento mensile, con 11 euri vedi un sacco di roba, ecco, con la Tv interattiva magari i film si possono gustare un po’ meglio. Poi ci sono le chiavette che rendono le tv intelligenti

L’articolo di Sentieri Selvaggi del 29 ottobre 2003

Gratis in rete il primo film italiano in videostreaming

Nato dal progetto www.neche.it

Caro Film e Cinecittà Digital sperimentano un nuovo canale distributivo su internet,

mettendo in rete un film inedito, L’appuntamento, di Veronica Bilbao La Vieja, con

Alberto Molinari e Alessia Fugardi. Per i responsabili del progetto “internet per sua

natura è un sistema democratico che permette la distribuzione di film diversi da quelli

hollywoodiani”. Il film è visibile gratuitamente da venerdì 24 ottobre sul sito

www.neche.it (sezione “Tecnologia”). L’iniziativa lancia una sezione del Progetto

Neche, www.carofilm.it, dedicata alla distribuzione su internet di film di produzione

indipendente.

Il Progetto Neche è frutto della collaborazione della casa di produzione Caro Film e

Cinecittà Digital, centro di eccellenza delle tecniche per il cinema digitale. David Bush,

direttore della divisione, si dichiara “orgoglioso di poter offrire ai clienti del mondo del

cinema, della pubblicità, della televisione servizi innovativi legati proprio all’eccellenza

della post-produzione digitale”.

www.neche.it nasce con l’intento di promuovere applicazioni di video streaming di

nuova generazione, soluzione per la distribuzione di filmati e opere cinematografiche

tramite internet. Grazie infatti alla nuova tecnologia di compressione VP5 i filmati sono

ottimizzati per la visione da parte dell’utente finale abbonato ad una semplice ADSL

140 Kbps, ottenendo la fluidità tipica della visione televisiva. La novità sta nel fatto che

l’utente finale non deve caricare nel proprio computer alcun file: la visione avviene

direttamente da web.

E’ un sistema che garantisce lo sviluppo di applicazioni streaming Video on Demand e

che, per le sue caratteristiche tecniche, impedisce la duplicazione e pertanto la

diffusione illegale del prodotto. Grandi aziende quali Warner Bros, Sony, America On

Line, Apple, Intel hanno implementato i propri sistemi grazie a questa tecnologia,

sviluppata dalla ON2 Technologies.

Infine ecco una nota inserita nel sito Neche:

Si possono vedere i film in streaming in maniera legale acquisiti mediante i diritti a tempo, che i singoli proprietari hanno concesso con l’aspettativa di incassare tali diritti. Difatti non c’è prospettiva per il Cinema su Internet se non viene pagato e questo fatto va al di là degli slogans pubblicitari di qualcuno. Se il film non viene pagato dall’utente in Internet ci sarà posto solo per i video amatoriali e per le cose dilettantesche fatte senza una lira, per cui il film in videostreaming che non si scarica, (si scarica solo la scheda ed eventuale materiale d’accompagno, tipo pressbook e altro) può avere una vita proficua solo, ripeto, se si paga un biglietto elettronico o si subisce una pubblicità di banner che paghi il biglietto per te. Internet può essere anche un canale alternativo per distribuire un cinema più “marginale” per tipo di storie, ma non certo un cinema dilettantesco, e intendo tale quello un po’ arrangiato nei mezzi, per cui bisogna contrastare questa tendenza al cinema gratis in rete, magari attraverso il ricorso dello strumento illegale della pirateria, quindi se non sarà il singolo utente dovranno essere i proventi pubblicitari a coprire i costi. Su internet invece si dovrebbero vedere liberamente solo quei film vecchi e ormai liberi da diritti, e quindi andiamo sul muto o giù di li anche se questo comporterà un danno per il mercato dei Dvd del settore. 

14/11/2007

 

giancarlo sartorettointernet internet

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