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1 – CINEMA TRA SOGNO E REALTA’ DEI FATTI, NON DROGATI DALLA PROMOZIONE

20 Agosto 2013

 Il cinema è fatto di sogni-bisogni che non muoiono mai, ma si assopiscono facilmente. Si scontrano -i sogni e i bisogni -con la realtà dei fatti che tante volte è drogata dalla promozione degli Uffici Stampa 

In un tempo ormai remoto non c’erano i soldi per fare i film e si prendevano gli attori dalla strada, così nacque il neorealismo, poi in seguito, coi soldi si presero attori noti al grande pubblico e nacque la commedia all’italiana, (citazione da un regista sceneggiatore degli anni 60-70, Antonio Racioppi) ora i soldi ci sono, voglio dire (non per gli indipendenti) ma la ricchezza in questi ultimi 40 anni è aumentata, anche se siamo attualmente in crisi, gli attori non si estinguono anzi si moltiplicano, ma la realtà è stata tolta di torno (vista talvolta come fastidiosa e poco elegante) e l’unico bisogno che impera è il divertimento a tutti i costi, non per niente parliamo di edonismo sfrenato, nasce lo spettacolo-evasione fine a se stesso, così il cinema si confonde con la Tv (la grande intrattenitrice di larghe masse passive) e muore..di risate stolte.

Il cinema è diventato sempre più Usa, spettacolare e fumettistico, impiega grandi budget ricercando effetti speciali di tutti i tipi, facendo tanta science-fiction e disaster movie, che non se ne può più, mentre il cinema nostrano si ritaglia la commedietta facile facile, buoni sentimenti a iosa con personaggi standardizzati, in tutto questo la realtà diventa un optional ed è confinata nei reportages giornalistici e nei documentari peraltro poco visti, se non parlano di grandi temi di consumo come personaggi alla Silvio Berlusconi and company, (oggi funziona di più  il mockumentary, fusione di documentario e fiction….il resto  è noia…paranoia.

Per salvarci il cxlx (parbleu) dai risultati catastrofici del ns cinema (sono di qualche tempo fa gli articoli allarmistici dei giornali) bisognerebbe puntare sulla coproduzione europea o internazionale, se si fa un film nazionale (no esportazione) il produttore incassa solo rabbia, a parte le commedie presentate da Medusarai, che detengono una specie di monopolio di fatto della distribuzione che conta, e cmq per arrivarci (alla distribuzione che conta) bisogna entrare in un perimetro magico di difficile accesso anche con idee buone (la cosi detta cittadella del cinema fortificata come non mai, in mano ai soliti noti).

Ma la produzione indipendente ha la forza di poter costruire un progetto internazionale quando non riesce nemmeno a vendere il proprio film alla Rai perché ha incassato troppo poco sul mercato theatrical?

Il problema di fondo è sempre quello: la distribuzione theatrical insufficiente o inesistente per prodotti italiani indipendenti diversi dalla commedia, ma anche per le commedie non confezionate Medusa o Rai 01.

D’altra parte la coproduzione sembra essere l’unica possibilità di sfuggire a una logica che ti esclude di fatto dalla commercializzazione del tuo film, magari prodotto con molta fatica e con debiti verso le banche, quasi sempre hai bisogno di una vendita televisiva per andare alla pari (per salvarti il … , parbleu), è vero puoi far circolare il tuo film su Internet e contare i contatti…uno, due, tre…settantotto, 2814, 3124) peccato che su Internet, non si guadagna proprio niente, e a parte qualche sito legale, che mi sembra di capire non se la passa bene, si vede tutto piratato, al punto che devi essere lieto che il tuo film ci sia, anche se non ne trai vantaggio, vuol dire che sei conosciuto, almeno all’internauta di nicchia.

Parlo con cognizione di causa, per essere stato dentro alle problematiche del cinema online con il progetto Neche, dal 2004, dando retta a chi (tutti sti esperti e studiosi  dell’Anica) che sul finire degli anni 90 presagivano un grosso successo dei film indipendenti che si sarebbero sviluppati enormemente…in quantità e in guadagni, grazie ad Internet. Attualmente (mi faccio pubblicità) abbiamo un canale NECHE-Caro Film su Streamit.it- www.twww.tv; una web tv con i TG che vengono definiti “informazione interattiva”, che però l’interattività si riduce a cliccare il link “approfondisci”, in questa web tv ci sono tanti canali, ma anche tanti video pubblicitari ripetuti ossessivamente, (un solo trailer del film tutto il giorno).

La web Tv era partita alla grande, ma sta soffrendo della concorrenza di troppa offerta, cmq confidando in questo progetto abbiamo messo una quarantina di cortometraggi gratis indipendenti, ma anche li non si è riusciti a partorire un cinema online a pagamento, ovvero con le inserzioni pubblicitarie, per cui la situazione è rimasta bloccata. Insomma in Italia con il cinema indipendente non si fa un euro neanche su Internet, oltre al fatto che non c’è posto nel mercato ristretto del Theatrical, cosa ci resta se non le cooproduzioni (riuscire a farle!)

Non bisogna farsi soverchie illusioni ma è l’unica strada, assieme alla promozione, mentre il tax credit, se non sono amici investitori, richiede che ci siano grossi attori,  l’unico modo per averli è creare una cooproduzione anche minoritaria. Quindi il quadro d’assieme è piuttosto deludente se non si interviene a livello politico….C’est tout…c’est peu!..C’est ça…et que ca!

giancarlo sartoretto

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