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CNA ANAC E 100 AUTORI UNITI NELLA LOTTA, MA LA CATEGORIA DEGLI AUTORI DELLE BRICIOLE DI FRANCESCHINI SI E’ ROTTA …

1 Dicembre 2016

INCONTRO DIBATTITO AL R.I.F.F. (ROMA INDEPENDENT FILM FESTIVAL)

tenuto al Cinema Savoy alle 14.30 di martedì 29 novembre 2016

In corsivo i commenti miei

Dopo la doverosa introduzione di Gabriella Gallozzi parlano Giovanni Costantini e Giacomo Martini in qualità di distributori indipendenti, lamentandosi da subito per la mancanza di un reale mercato, si chiudono gli spazi da parte dei grossi distributori, è importante anche il ruolo degli agenti regionali e degli esercenti + forti, che vogliono evitare che determinati titoli (quelli più attesi) vadano alle monosale.
Ci sta una lobby con una posizione dominante sul mercato in cui il problema è quello di visualizzare e denunciare l’abuso di posizione dominate. Si inserisce anche il problema delle due televisioni Mediaset/Rai
Certo il problema di fondo è quando un produttore fa anche il distributore e l’esercente, questo è un tipo di monopolio verticale, quando ad es. uno o più grossi produttori sono i proprietari di un circuito distributivo ect etc, tutte cose che dovrebbero essere sanzionate, ma i tempi di reazione delle Autorità sono biblici e i monopolisti o quasi monopolisti ne approfittano.
Giacomo Martini parla della sala come rapporto col territorio e luogo di aggregazione sociale e di formazione, per cui la legge dovrebbe rafforzare il ruolo delle Regioni e dei Comuni e delle Film Commission, sono aumentati gli schermi ma diminuite le sale ci dice Costantini e gli incassi di 600 milioni sono relativi a 100 film prodotti da 14 società.
Quindi con questa Legge Cinema è prevedibile che su 4.400 imprese che operano nel cinema rimarranno solo 100 società che incasseranno e 3000 che crolleranno, mentre a nessuno è venuto in mente di creare un circuito distributivo basato sulle monosale, sale parocchiali, private, cineclub, di quartiere, centri universitari, occupate, che potrebbero ottenere un marchio che darebbe diritto ad un finanziamento diretto del Mibact per la proiezione di film indipendenti e una defiscalizzazione completa per motivi culturali.
Fabrizio del Riff (Roma Indipendent Film Festival) si è impegnato a far circolare i documentari, qualcuno riesce ad avere una distribuzione televisiva, altrimenti bisogna pagare per uscire in sala, questa è la triste situazione in cui si trova un piccolo produttore indipendente alla faccia dei potentati di turno.
Anche una rete di piccoli festival potrebbero aiutare a distribuire il cinema indipendente, bisogna avere un occhio sia ai festival che alle distribuzioni
Però con questa legge non si può fare molto, bisogna partecipare e vincere festival primari , gli altri festival secondari e terziari non vengono presi in considerazione.
Mario Perchiazzi del CNA cita Alessandro Rossetti dell’Anac e le biblioteche per allargare il “mercato”, una volta sembrava che ci fossero troppi festival, adesso ben vengano se hanno questo ruolo, bisogna capire che tutta una realtà di sperimentazione serve al mercato, purtroppo però i piccoli non vogliono associarsi e rimangono isolati, cmq vanno riaperte sia le sale chiuse e la legge oggi i soldi li dà, mappando sia i cinema che le biblioteche.
Ho visto qualche film in queste biblioteche però tecnicamente abbiamo un livello molto basso, sia come schermi piccoli e improbabili, sia nell’insonorizzazione e poi anche del fatto che non si guadagna un euro.
Le proiezioni dovrebbero essere fatte in DIGITALE (dcp) standard almeno 2K con schermo fisso e non mobile quindi sarebbe opportuno che le stesse biblioteche si appoggiassero a un cinema di quartiere altrimenti si rischia che la cosa sia da “sfigati”.
Interviene Veronica dal pubblico chiedendo perché il CNA non si prodiga per far diventare tutte queste microsocietà sue affiliate cambiando anche il codice ATECO e usufruendo così di tutta una serie di finanziamenti artigianali che poi era l’idea dell’Associazione Cinematografica CIAC (Coordinamento Italiano Audiovisivi Cinema) nel convegno tenuto a Venezia nel 2006.
Dopo il doveroso coinvolgimento dei giovani delle scuole nel cinema indipendente italiano e nei festival da parte di Fabrizio, entrano in campo Conforti non per l’Anac ma per i 100 Autori e Rossetti per l’Anac, quest’ultimo ha detto che avrebbe preferito come Ranieri Martinotti il testo alla francese della legge Cinema e quindi che nascesse un Centro Nazionale Cinema, ma non è stato possibile, l’80% delle risorse poi vengono date in maniera automatica attraverso la patrimonializzazione delle imprese e la gestione dei diritti, infine ha parlato di progetti di sviluppo che abbiano una valenza internazionale, speriamo che abbia successo, si augura Rossetti.
Ci dovrebbero essere 32 milioni verso la parte selettiva dei finanziamenti (Martinotti aveva detto molto meno nel convegno di Venezia) e ha ricordato che dentro alla percentuale di ripartizione del fondo sono state incluse le Istituzioni Promozionali e infine ha ribadito che le 5 persone che selezionano non saranno pagate (e quindi i finanziamenti saranno in mano ai loro allievi)
Conforti ci dice che quella approvata (la 220 ndr) è UNA LEGGE QUADRO , poi ci saranno Decreti Delegati, Ministeriali, Ordinamentali, Interministeriali (che sono 3) uno riguarda i produttori indipendenti cinema e tv dove interviene anche il Mise – Ministero dello Sviluppo Economico, l’altro. i rapporti di lavoro tra gli operatori, tecnici maestranze, generici , il terzo per la formazione nelle scuole e poi si devono nominare in fretta i membri del Consiglio Superiore per il Cinema e l’Audiovisivo (art.11) e infine le Norme Transitorie dovranno sanare tutto il vecchio, i ristorni ecc.
Ci dice Conforti che se vince il SI alla riforma costituzionale cambia il rapporto con certe istituzioni (decentrale), se vince il No il governo andrà a casa e non potrà più firmare tutti questi decreti. Cerchiamo di mettere alcuni paletti sull’automatismo, magari se uno vince un festival culturale, conclude, e poi si creerà una carta d’identità del film presso il Mibact non + Siae e ricordiamoci che dentro ai finanziamenti selettivi ci sono anche i distributori, gli esercenti e gli enti di promozione e poi parla di vendite Tv, di vendite all’estero, quote per gli autori, di Netflix, finanziamenti regionali, il fondo di sviluppo della scrittura, cessione del tax credit ricordando infine un autore come Emidio Greco.
Interviene anche Marco Lupi speranzoso che i decreti possano modificare le quote e gli automatismi e ha parlato di sturt up, mentre Rossetti di automatismo di eleggibilità nel selettivo (tecnicismo totale).
Poi Francesca di Doc. iT parla di redifinire la figura di produttore indipendente x la gestione dei diritti residuali e gli automatismi possono intercettare i documentari parametrando gli incassi sul budget .
Ritorna Conforti a dirci che in Italia Rai e Mediaset si prendono tutto (come diritti) in altri paesi si fa un’altra declinazione dei diritti, ma siamo in una fase piena di incognite e anche lui è ottimista, i decreti attuativi potrebbero cambiare la legge e se la Rai non potesse più fare contratti d’appalto? Ad es. la BBC non può produrre direttamente.
Poi interviene un attore ma non si capisce niente dietro, perché manca il microfono e nell’ultimo minuto parla Rossellini, cita i 2 miliardi di $ di incasso del cinema Usa ribadendo che non si può fare nessuna Legge Cinema senza una sulle Tv, in Usa le Tv devono comprare i film medi e piccoli e in mancanza di una legge sulla Tv quella del Cinema non vale niente. E con questa ultima notazione critica si conclude il convegno.
Che dire? Proprio venendo al convegno ho letto un manifesto del SI che affermava il bisogno di cambiare per eliminare la burocrazia. E questa è la dimostrazione pratica con un sacco di decreti di tutti i tipi, a cui probabilmente seguiranno fumosi regolamenti, circolari inquietanti in una catena burocratica che sfinirà chiunque e sarà il Mibact che valuterà se un festival può dare qualche soldo e un altro no, dando al Ministero un potere enorme. Siamo alla follia.
Speriamo caldamente che il governo cada e a casa vada con un sonoro NO, ed è illusorio se non mistificante pensare di poter modificare questa legge con i decreti e di questo devono avere consapevolezza gli autori Anac e 100 Autori, Doc.it e quant’altri, sempre più succubi ad una logica politica subalterna al Mibact .
Come modifiche bisogna assolutamente inserire la Tassa di Scopo nell’art. 13, facendo si che non siano i cittadini a pagare i finanziamenti del cinema (cito Maselli – la compagna) ma Google-Facebook e Youtube, oltre alle imprese di settore e le multisale qualora decidessero di derogare dal principio “un film una sala” e aumentare il Credito d’Imposta al 60% per gli investimenti esterni (art.20) sul cinema indipendente e per uscire da una trappola bisogna definire FILM INDIPENDENTE E NON PRODUTTORE INDIPENDENTE e ancora abolendo i 2 artt. 23-24 del finanziamento automatico e al loro posto inserendo LA RAI SERVIZIO PUBBLICO (art.23) e RAI DECENTRAMENTO TERRITORIALE (art.24) e allargare le commissioni selettive alle macroregioni x sviluppare un cinema + territoriale e definire meglio le quote di in vestimento e produzione allargandole alle Over The Top (OTT).
Gian Sart

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