logo

Blog

DISEGNO DI LEGGE CINEMA DI DARIO FRANCESCHINI/2

8 Aprile 2016

Seconda puntata sul Disegno di Legge Franceschini sintetizzato da Giancarlo Sartoretto

 

ART 9 –

Riguarda le attribuzioni e le competenze del Ministero anche in riferimento al Turismo e diffusione dei beni culturali e paesaggistici.

ART 10 –

Scende nel dettaglio degli interventi del Ministero a sostegno del settore che vanno dagli INCENTIVI FISCALI, AI CONTRIBUTI AUTOMATICI, SELETTIVI E ATTIVITA’ DI PROMOZIONE (anche qui però ci saranno appositi decreti ministeriali che allungheranno il tutto SINE DIE).

Gli incentivi fiscali sono le varie forme di tax credit cioè la possibilità di detrarre dalle tasse, i contributi automatici sono quelli che derivano dagli incassi avuti dal film o con questo ddl anche dai produttori, quelli selettivi sono i contributi che si basano sulla valutazione del singolo progetto da parte di una commissione di 5 esperti, le attività di promozione riguardano soprattutto i festival

ART 11 –

Parla di Fondo  x lo sviluppo degli Investimenti x il finanziamento degli Interventi e anche di un Piano Straordinario x il potenziamento del Circuito delle Sale Cinematografiche e la digitalizzazione del Patrimonio Cinematografico e Audiovisivo; dal 2017 vi affluisce una quota pari all’11% (non inferiori a 400 milioni) di IRES e IVA. I soldi andranno anche alla distribuzione cinematografica, di video, di programmi televisivi, di proiezioni cinematografiche, internet ecc. Si provvederà al riparto del Fondo e i contributi selettivi non possono essere superiori al 15% di questo Fondo. Ci sarà un ulteriore decreto per la gestione del fondo che cmq sarà finanziato nel 2017. (Questo è un articolo molto importante e controverso e dovrebbe rappresentare  una”tassa di scopo” all’italiana contrastata da Stefania Brai, vedi il commento qua sotto) 

Ci dice Stefania Brai resp. Cinema di PRC

Sul sito del ministero si dice inoltre che il testo è ispirato al modello francese perché il fondo per il cinema è alimentato “dagli introiti erariali già derivanti dalle attività di programmazione e trasmissione televisiva; distribuzione cinematografica; proiezione cinematografica; erogazione di servizi di accesso ad internet da parte delle imprese telefoniche e di telecomunicazione”. Si attuerebbe cioè, secondo il ministero, un “meccanismo virtuoso di autofinanziamento”.

Ma non è così. Non è così perché la legge cinema francese prevede la cosiddetta “tassa di scopo”, cioè un prelievo “aggiuntivo” su tutti i soggetti che hanno dei proventi tramite il cinema. Non è così perché questa legge non introduce nessuna tassa di scopo ma è invece lo Stato che rinuncia a una parte delle sue entrate prelevando una quota dell’Ires e dell’Iva – che questi soggetti già versano – per destinarla al cinema. Questo è un punto importantissimo. Nessun onere aggiuntivo per le televisioni e per i colossi delle telecomunicazioni, ma oneri aggiuntivi per lo Stato, che vuol dire prelievo dalla fiscalità generale, che vuol dire che non sono le imprese a sostenere il cinema ma i cittadini. Nessun “meccanismo virtuoso di autofinanziamento”, quindi.

ART 12 –

Prevede che l’ammissione al beneficio è subordinata al riconoscimento della nazionalità italiana, da escludersi per i film a carattere pornografico o che incitano alla violenza o all’odio razziale. (Ci sarà quindi una visione del  film con una censura ex post e la revoca di eventuali contributi)

E’ stato abolito l’interesse culturale presente nell’altro disegno di legge Di Giorgi

ART. 13 –

Riguarda gli incentivi fiscali x le imprese   di produzione (il credito d’imposta) tra il 15-30% del costo complessivo di produzione e demanda al solito D.M. la fissazione delle aliquote alle varie tipologie di opere e alle diverse tipologie di impresa.

ART. 14 –

Il credito d’imposta riguarda le imprese di distribuzione sempre tra il 15-30% delle spese complessivamente sostenute per la distribuzione nazionale e internazionale e se la distribuzione è curata direttamente dallo stesso produttore indipendente (che quindi deve specializzarsi anche in distribuzione) la misura arriva al 40%- Si rinvia ad un ulteriore D.M. evvai!

ART.15 –

Credito d’Imposta per le imprese dell’Es. Cinematografico ma anche delle Industrie Tecniche e di Postproduzione, tra il 20 e il 40% delle spese complessivamente sostenute. Si rinvia al D.M. che dovrà tener conto delle sale realizzate prima del 1° gennaio 1980.

ART. 16 –

Il Credito d’imposta riguarderà gli esercenti delle sale che potenzieranno l’offerta di opere italiane ed europee, commisurata alla programmazione delle suddette opere, si demanda ad apposito Decreto.

ART. 17 –

Credito d’imposta per le imprese nazionali di produzione esecutiva e di postproduzione in relazione ad opere realizzate sul territorio nazionale utilizzando manodopera italiana su commissione di produzioni estere, tra il 20 e il 30% del costo di produzione della singola opera.

ART. 18 –

Credito d’imposta per le imprese non appartenenti al settore della Prod. Cinematografica e Audiovisiva (gli esterni) nella misura massima del 30% per gli apporti in denaro effettuati per la produzione-distribuzione in Italia e all’estero di opere cinematografiche e audiovisive.

Il gruppo di lavoro di CINEMA IN MOVIMENTO che ha redatto 10 PUNTI DI DISCUSSIONE PER LA SALVAGUARDIA DEL CINEMA INDIPENDENTE ALL’ATTENZIONE PER UNA LEGGE SUL CINEMA E AUDIOVISIVO, dà una definizione al punto 1) del cinema indipendente e al punto 5) prevede una tax credit per i film indipendenti

1) Nuova definizione di film indipendenti:

sono film indipendenti tutti i film d’autore, sperimentali, d’avanguardia, per il low budget, fino ad un massimo di € 1.500.000,00 che non siano stati coprodotti dalle televisioni nazionali ed equiparabili secondo il Mibact a film difficili.

5) Tax credit film indipendenti: esterno fino all’80%, interno 30%.

 

GIAN SART (continua)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Indietro