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2 – FELIPE DELGADO di Jaime Saenz

13 Giugno 2013

FELIPE DELGADO di Jaime Saenz Un giovane uomo corre per la città piovosa di La Paz. Suo padre dottore è in fin di vita. Incontra un vecchio, un tipo misterioso, il quale fa la cacca proprio davanti alla porta del dottore pulendosi le dita nel muro bianco con noncuranza e in sua presenza.

E’ un incontro gravido di conseguenze, il padre muore e la stessa famiglia si dissolve in poco tempo.

Era già morta la madre quando lui era nato, ora la zia voleva chiudersi in convento mentre lo zio fratello di sua madre – un tipo eccentrico – si ritirerà sull’altopiano non prima però di avergli presentato una specie di stregone indios di cultura aymara che diventerà suo amico e lo accompagnerà per il resto della sua vita, predicendogli anche quando questa cesserà.

Felipe, il nome del giovane, aveva nel frattempo ereditato tutto, liquida l’attività del padre e in poco tempo dissipa tutto ciò che questi aveva accumulato, rivede ancora il vecchio che per lui è diventato una specie di visione, di fantasma, la cui comparsa è foriera di qualche accadimento speciale nel bene e nel male.

Fa conoscenza di personaggi un po’ strampalati, un po’ ubriaconi, un po’ poeti che frequentano una vecchia cantina di La Paz regno degli “aparapita”- manovali, portatori di pesi secondo una tradizione autoctona e che vivono ai margini della società – in un giorno in cui al padrone della cantina era morta la nipotina, la cui bara giaceva in loco sopra un catafalco.

Una bevuta “lugubre” con i migliori liquori offerti da Felipe, fece da funerale.

Poi si susseguono altre situazioni surreali, spia un tipo folle come Prudencio, s’innamora di sua moglie Ramona, con lei ha un rapporto tempestoso, lei lo punge in certe sue debolezze, forse che lui non la ama a sufficienza? Ma l’improvviso epilogo di una grave malattia la porterà prematuramente alla morte provocando in Felipe un dolore duraturo.

Non bisogna solo parlare della morte….la morte viene…e sconvolge. La realtà distrugge ogni pensiero. La storia ambientata negli anni ’30 è infarcita di discorsi filosofici sottoforma di pensieri del protagonista, sulla vita e sulla morte e come fece dire Ugo Foscolo a Jacopo Ortis: “non avremo salute mai? Ah se gli uomini si conducessero sempre al fianco la morte, non servirebbero si vilmente” così Felipe incarna il mito romantico: la passione che trabocca dalla vita, che porta a sua volta al delirio e alla follia.

felipe felipe felipe felipe felipe felipe felipe felipe felipe felipe Le azioni sono poche, la morte del padre, la scomparsa della famiglia, i ricordi dell’infanzia e poi la cantina con tutti gli eccessi, l’incontro con Ramona, il mare, le visioni, le scorribande notturne e infine ….in una notte di luna piena.

L’autore boliviano JAIME SAENZ DECEDUTO NELL’86 è considerato un grande scrittore in patria, da noi è pressoché sconosciuto e pubblicato da un piccolo editore come CROCETTI, molti suoi libri famosi non sono stati tradotti.

FELIPE DELGADO di Jaime Saenz , Crocetti Ed.

giancarlo sartoretto

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