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FICTION RAI A NOI MAI!

6 Luglio 2015

Dopo il periodo di gattopardesco rinnovamento con “la nuova aliena linea editoriale” NESSUNO ESCLUSO, la Rai dimostra qual è la sua vera linea, quella di mantenere i privilegi di pochi che da anni gestiscono la fiction secondo dettami di scarso rinnovamento e di totale conformismo e condiscendenza agli ordini impartiti dai partiti politici.
Se vogliamo un minimo di cambiamento dobbiamo per forza scontrarci con i partiti politici che comandano la Rai a bacchetta da decenni. Ma in tutto questo squallore non si capisce come mai si comprano cosi tanti prodotti all’estero invece di valorizzare i nostri autori e preservare un tipo di cultura identitaria che va sempre più sparendo in funzione di una predominanza della lingua inglese.
Non c’è una condizione di reciprocità, noi compriamo sempre chissà perché ma non vendiamo niente come Rai, a volte hai l’impressione che alla Rai gli indipendenti fuori dalla politica, (quelli che non sono raccomandati) non voglia dare neanche 10 euro, perché è tutto già prenotato, perché sti continui format stranieri (non ci sono telefilm italiani), perché la Rai non pensa anche a difendere il prodotto nostro da tutta questa inglesizzazione (che brutta parola) della nostra cultura? Punto di domanda, due punti di domanda, tre punti di domanda, n… punti di domanda.
Ecco che allora l’amico e regista ZANGARDI ci dice:
– Propongo di organizzare, se ci riusciamo, un assemblea a fine luglio chiedendo ospitalità alla Casa del Cinema. Serve partire da dei numeri concreti. Quanti milioni di euro gestisce Rai Fiction? Fra quali produzioni vengono divisi? Quali sono i nomi che lavorano di più in assoluto essendo spalmati fra le varie fiction e perche? Chi sono quelli che decidono le storie da fare e su che basi?
Quanti soldi vengono gestiti sulle fiction originali italiane e quanti su quelle straniere?
Cosa dice la legge europea su questo argomento? Ecc ecc.
Io ho scritto questa lettera all’On. Roberto Fico della Commissione Vigilanza della Rai:
– Sono un piccolo produttore cinematografico indipendente, Le scrivo per dirLe che la nuova linea editoriale della RAI dal titolo NESSUNO ESCLUSO, per quanto riguarda le fiction o i film tv, è tutta fuffa, una bufala, perché in pochi mesi ho inviato una decina di progetti di sceneggiatori di tutta Italia e nessuno di questi ha avuto un’audizione, ma sono stati respinti con varie motivazioni.
E’ vero che rispetto al passato adesso rispondono in tre mesi, difatti a suo tempo ho presentato un progetto (nel 2013), ma non si sono nemmeno degnati di fornirmi una risposta ancorché negativa.
Però ho motivo di ritenere che siamo ancora lontani da qualsiasi meritocrazia e che le fiction siano una cosa chiusa tra alcuni personaggi legati ai partiti politici e che si spartiscono i contenuti televisivi ancora con il manuale Cencelli e cmq sono sempre quelli che lavorano da sempre: Lux Vide, Pepito, Casanova, Cattleya e qualche altro.
Ma se la meritocrazia è sempre difficile da stabilire di certo non lo è la trasparenza, che è il primo passo per arrivare alla meritocrazia. Ancor oggi pochi sanno, chi è che decide e come decide. Se io voglio vendere un film anche solo alle reti minori come ad es. Rai 5 non so neppure chi è il responsabile da contattare.
Come mai in Italia non vengono prodotti telefilm, eppure la televisione ne trasmette continuamente per lo più stranieri, come mai non si privilegiano i format italiani e non si valorizza la nostra creatività, comprando INSISTENTEMENTE film dall’estero in condizione di non reciprocità, per lo più scadenti come i film tedeschi che invadono Rai 2?
Saluti
Giancarlo Sartoretto

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