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LA RAZIONALITA’

26 Giugno 2015

La razionalità non ha mai guidato le azioni umane altrimenti saremmo esseri perfetti abitanti nell’iperuranio.
Nel messaggio politico di Berlusconi c’è stata una sorta di seduzione in cui anche la verità si attaglia ai sentimenti di ruffianeria per avere un consenso simpatetico, e la gente ci casca con tutti i vestiti.
L’uomo ha strappato (ormai si parla di passato) applausi a scena aperta nel suo ambiente naturalmente, (è uno che ha fatto i soldi e tutti lo ammirano) altri lo detestano proprio per queste che lui chiama capacità comunicative. Ma è indubbio che la gente si fosse rivolta a lui come ad un alto prelato con la speranza di ricevere delle grazie, e se non proprio delle grazie qualche prebenda.
Quindi non ci sono discorsi politici razionali, si è sempre contro qualcuno e lo si ridicolizza, si chiama a corte tutti gli amici e non solo gli amici, si impiega una ideologia qualunque, quella moderata, quella liberale che non fa male a nessuno e poi si continuano a fare gli interessi propri, il motivo per cui lui si è buttato in politica spinto dai consigliori siciliani con il solito cinismo antitaliano, era quello di salvarsi il culo pardon che volgavità, era quello di ripianare i debiti e trovare dei finanziamenti grazie ai buoni uffici dell’amico e sodale Dell’Uteri. Il tono del messaggio politico è sempre emotivo o cmq di racconto conviviale e il modo di parlare tendente alla spiritosaggine (prendiamoci per mano facciamo amicizia) con un contorno di semplificazione- coinvolgimento-emozione
C’è una differenza netta col linguaggio del Pd prima dell’epoca di Renzi, che tende ad una maggiore razionalità comunicativa con annessa spiegazione delle questioni legate ai deficit di spesa pubblica ad es., questioni trattate con un tono più controllato e una espressione a volte forbita, a volte colorita (Bersani).
Anche con Grillo c’è questa differenza perché anche il discorso di Grillo è razionale da un punto di vista sociale, solo che il tono è più emotivo e il linguaggio più spontaneo (a volte più volgare, a volte più creativo) che crea anche qui una simpatia ma mentre Berlusconi seduce, per vendere qualcosa puntando sull’impatto personale, il fine di Grillo invece è più di conoscenza della realtà razionale, pur nel suo versante assurdo dove è facile ridere proprio perché si ride della condizione umana e per questo a livello comunicativo si dimostra più efficace del Pd.
D’altra parte anche la sinistra moderata si è staccata dalla retorica razionale e desidera un po’ di populismo però controllato, una dose non esagerata, Renzi supera questa dose quotidiana e corre il rischio di dire molto di più, troppo di più. C’è un vecchio proverbio che recita CHI PROMETTE,IN DEBITO SI METTE
E veniamo alla Lega di Matteo Salvini, il quale si è proprio specializzato in comunicazione massmediologica, studia tute le reazioni del suo viso semplificando MOLTO le questioni e in questo assecondando la pancia della gente che vuole mangiare in pace e mal sopporta che mentre lo fa, qualcuno si accosti e guardi il suo piatto, quando la realtà vera è strapiena di contraddizioni e complessità. Troppa gente ha la soluzione pronta e sbrigativa, abbisogna di poche cose per capire e di riconoscere le cause e gli effetti velocemente senza vedere l’insieme dei fenomeni, che oggi più che mai sono correlati.
La razionalità in questo caso è poco conosciuta, soverchiata dai pregiudizi, basta poco per risolvere un problema, (tutti al muro).
– Ma lui non c’entra niente!
– Non importa: al muro al muro!
– Ma lui è anche giovane!
– Allora mettilo al muretto!?!
Salvini ha fatto ritornare in auge la lega che sembrava morta e sepolta, questo per dar ragione a chi affermava che la tv è fondamentale per resistere ed esistere, mentre tutti quelli che stanno fuori sono emarginati dalla politica, è una triste realtà che ci fa capire come ogni cosa dipende dai mass-media che sono strumenti (del diavolo stavo per dire) di deformazione di tutto ciò che passa per la capa dei capi, i mass media ti accendono e ti spengono, tanti personaggi politici di due anni fa adesso non li caga più nessuno, vanno e vengono in una specie di hotel dello spettacolo, i situazionisti dicevano che la società dello spettacolo era il massimo della decadenza e del fascismo…

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