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IL CINEMA EDISON UNO SFREGIO ALLA CULTURA DELLA CITTA’

28 Ottobre 2017

Nel Centro della città, sull’area di vecchi fabbricati demoliti dalle bombe degli aerei durante la Prima guerra mondiale, Cesare Olivieri costruiva nel 1920 il Cinema-Teatro Edison (che ha due cinema-teatro sovrapposti), forse esempio unico in italia.

Proprio cento anni dopo nel 2020 Treviso vuole diventare capitale della cultura, ma il cinema fa parte della cultura e non può essere abbandonato alla specualzione, che il Comune blocchi definitivamente il progetto.

EDISON MUST DIE?

Vogliono far scomparire l’Edison un cinema storico sotto una colata di cemento abitativo in mezzo a tre vicoli: XX settembre, Rialto e San Gregorio per farci altri appartamenti quando a Treviso ce ne sono tanti di vuoti perfino anche case con giardino, il cinema Edison una altra speculazione con cambiamento di destinazione d’uso, cosa dice il Piano Regolatore Generale in proposito?

Oggi i cinema di Treviso sono ridotti all’osso, ma un tempo quando le multisale non cannibalizzavano i cinema ce n’erano di più e all’altezza del vicolo XX Settembre aveva anche innalzata in un angolo dove adesso vengono esposte borse, una vetrina che conteneva tutte le locandine dei film trasmessi e bastava andare li per scegliere quello da vedere.

La città oltre al Corso in centro (una sola sola) aveva il cinema Altinia-Embassy, vicino all’omonima porta, l’Edison tra il vicolo Rialto, vicolo XX Settembre, vicolo San Gregorio, l’Hesperia in P.zza Indipendenza dietro P.zza dei Signori, l’Astra in via Carlo Alberto, il Garibaldi dove si tenevano anche concerti di musica in P.zzetta dei Lombardi.

Questi erano in centro storico, mentre tra via Risorgimento e l’inizio di via Garbizza c’era il cinema dai molti nomi, si chiamava ex Risorgimento, ex Odeon, ex Arcobaleno, gestito da uno che veniva definito “peocin” pidocchietto, si chiamavano così molti gestori dei cinema di seconda visione in tutta Italia, divenuto poi per salvarsi Teatro Sociale, ma che infine invece ha fatto una misera fine.

Infine la mitica sale dei Frati vicino all’ospedale Ca’ Foncello che come l’Arcobaleno programmava film di seconda visione negli anni ‘60.

Al posto dell’Astra hanno fatto sorgere un palazzo moderno che s’affaccia sul Cagnan grande della Pescheria con effetti di modernità piuttosto discutibili, visto che di fianco sorge un bellissimo palazzo antico di fattura medioevale, dando un effetto di contrasto notevole di dubbio gusto, rispetto all’insieme, ancora una volta un cambio di destinazione d’uso con una speculazione che si sarebbe potuto evitare.

L’Esperia è stato trasformato in un negozio, ora tocca all’Edison subire un’altra speculazione, addirittura con modifica di volumetria: sala storica costruita con una terrazza per il cinema all’aperto d’estate, cioè quanto di più suggestivo e incantevole (Livio Fantina – MACCHINE DELLA VISIONE, dalle lanterne magiche al cinema- Mostra 2005).

La recente nuova legge sul cinema e l’audivisivo la legge 220 del 2016 VUOLE PROTEGGERE LE SALE STORICHE DEFINENDOLE DI INTERESSE CULTURALE NAZIONALE E PREVEDE TUTTA UNA SERIE DI FINANZIAMENTI fino al 2021 per ristrutturare le sale che possono si rimanere con una programmazione cinematografica, ma anche diventare polifunzionali senza obbligo di programmazione, ma con intenti multiculturali, come sembra stia già facendo l’Embassy che vuole diventare una sala esposizioni. La legge favorisce i piccoli comuni, ma può estendersi anche agli altri comuni.

Sarebbe un peccato non recuperare l’antica sala Edison visti questi finanziamenti da poco attivati e lasciarla soggetta ad una speculazione che la vedrebbe trasformata in condomini e abitazioni private, naturalmente bisogna anche vedere se il Piano regolatore lo prevede questa trasformazione d’uso essendo a due passi da P.zza dei Signori, in caso contrario è necessario opporsi in tutti i modi…Sindaco Manildo dicci qualcosa di sinistra!

GIAN SART

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