logo

Blog

IL DdL FRANCESCHINI MODIFICATO DALLA COMMISSIONE CULTURA DEL SENATO (1a parte)

20 Ottobre 2016

Si pubblica il DdL Franceschini con le modifiche introdotte dalla Commissione Cultura del Senato nel luglio 2016, articolo per articolo, confrontando anche il Dossier del Servizio Studi. Poi vedremo se ci sono state variazioni significative al testo approvato al Senato (work in progress).

Viene modificato completamente l’art. 1 che riguardava il Cinema, l’Audiovisivo e lo Spettacolo dal Vivo, che definivano l’IDENTITA’ NAZIONALE.
Adesso al comma 1 si parla di protezione e promozione delle diversità delle espressioni culturali secondo l’UNESCO e l’UE, mentre si elimina lo SPETTACOLO DAL VIVO, si parla di intervento pubblico in quanto sia il cinema che l’audiovisivo sono attività di rilevante interesse generale che contribuiscono alla definizione dell’identità nazionale e alla crescita civile, culturale ed economica del Paese, favoriscono la crescita industriale, promuovono il turismo e creano occupazione anche attraverso lo sviluppo delle professioni del settore (comma2). Il nuovo titolo del DdL è DISCIPLINA DEL CINEMA E DELL’AUDIOVISIVO.

L’art. 2 definiva i vari termini di opera audiovisiva di film, di opera prima ecc., definiva anche l’Hosting come fornitore di servizi.
Adesso al punto a) x opera audiovisiva s’intende la registrazione di immagini in movimento, anche non accompagnate da suoni (la modifica è intervenuta con l’approvazione dell’emendamento 2.100).
Poi si parla di film e di film d’essai (emendamento 2.4), di opera prima, opera seconda, opera d’animazione, opera audiovisiva, di nazionalità italiana, opera audiovisiva di produzione internazionale, ecc.poi si parla di sala cinematografica e di sala d’essai con l’emendamento 2.4 approvato in sede referente.
confrontando anche il Dossier del Servizio Studi. Poi vedremo se ci sono state variazioni significative al testo approvato all Senato (work in progress).
L’art. 3 sostiene il principio del pluralismo dell’offerta cinematografica ed un sistema di consolidamento dell’industria cinematografica favorendo la coproduzione internazionale, la circolazione della produzione italiana, la formazione professionale, la educazione all’immagine e la valorizzazione dele sale cinematografiche. Una serie di principi generali di intervento. Un emendamento ha aggiunto i percorso formativi, un altro riguarda la fruizione dei disabili e un ultimo riguarda la valorizzazione anche dei festival cinematografici.
L’art. 4 afferma che anche le Regioni concorrono per la loro parte, così come le Film Commission per l’attrattività territoriale e possono avere in gestione fondi europei.
Si aggiunge la valorizzazione del patrimonio filmico a livello regionale anche tramite mediateche e cineteche e l’archivio della Cineteca Nazionale.
Lo Stato riconosce il ruolo e l’attività delle Film Commission e un emendamento aggiunge che anche le Regioni favoriscono la promozione del territorio sostenendo lo sviluppo economico e culturale (anche linguistico) tramite l’assistenza amministrativa alle imprese audiovisive che operano in loco, attivando appositi fondi (europei), ma ci vuole un decreto attuativo. Ci possono essere convenzioni col sistema bancario locale per favorire l’accesso al credito a tasso agevolato alle imprese che operano nel territorio, con qualche limitazione per le Regioni a statuto speciale.
L’art. 5 disciplina la nazionalità italiana delle opere filmiche con un emendamento a favore dell’ utilizzazione della lingua della minoranza linguistica.
L’art. 6 parla della Nazionalità Italiana delle opere in coproduzione internazionale e fa riferimento al d. lgs 28/2004.
L’art. 7 riguarda il patrimonio cinematografico ed audiovisivo, in particolare la Cineteca Nazionale dove vengono depositate le opere filmiche finanziate dallo Stato. La Commissione Cultura ha aggiunto un comma che riguarda la creazione di una rete nazionale delle cineteche pubbliche con successivo decreto attuativo.
Art. 8 – Valorizzazione Sale Cinematografiche. Ci possono essere cinema di interesse culturale e si prevede il vincolo di destinazione per le sale storiche che quindi non potranno più diventare dei supermarket e anche ristrutturazioni in deroga agli strumenti urbanistici. L’interesse culturale si può applicare anche alle sale d’essai (emendamento) oltre che alle sale teatrali e librerie storiche. Ci sarà un’intesa in sede di Conferenza Unificata tra lo Stato, le Regioni e i Comuni (altro emendamento) mentre le ristrutturazioni in deroga agli strumenti urbanistici con volumetrie aggiuntive è stato qui soppresso, ma inserito nell’art. 26.
Art. 8 bis. Un emendamento in sede referente x la tutela delle minoranze linguistiche che riguarda la distribuzione cinematografica nei territori in cui sono presenti, (albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene, croate, il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo).
Art. 9 – Riguarda le attribuzioni e le competenze del Ministero anche in riferimento al Turismo e diffusione dei beni culturali e paesaggistici. Sostiene accordi internazionali, il Cinema, le sale cinematografiche, promuove l’immagine dell’Italia ecc. Il titolo dell’art. è Funzioni Statali. Viene aggiunto dalla Commissione Cultura un emendamento “con il concorso dell’Istituto Luce e un altro emendamento che riguarda la promozione di programmi di educazione all’immagine nelle scuole di ogni ordine e grado con risorse da prelevare dal Fondo di cui all’art. 11. Si aggiungono anche i percorsi formativi con un ulteriore emendamento.
Art. 9 bis – Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo inserito dalla Commissione con l’approvazione di un emendamento. Il Consiglio ha compiti di consulenza e di supporto. Si occupa anche tra l’altro di pirateria cinematografica, organizza consultazione periodiche con i rappresentati dei settori professionali ed è composto da 8 personalità del settore cinematografico ed audiovisivo nominate dal Mibact, 2 delle quali dalla Conferenza Unificata, + 3 componenti scelti dallo stesso Mibact nell’ambito di una rosa di nomi proposta dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative. Verrà nominato un presidente che assieme ai componenti verranno comunicati alle Commissioni Parlamentari competenti, allegando il Curriculum Vitae dei soggetti nominati. Non spettano gettoni di presenza ma solo rimborsi spese. Dura in carica 3 anni e sostituisce la Consulta dello Spettacolo che è quindi soppressa.
Art. 10 – Obiettivi e tipologie di intervento. Scende nel dettaglio del Mibact a sostegno del settore. Gli interventi sono:
1) incentivi fiscali,
2) contributi automatici,
3) contributi selettivi,
4) per le attvità di promozione cimematografica.
Anche qui però ci saranno appositi decreti ministeriali che allungheranno il tutto SINE DIE.
E VEDIAMO GLI EMENDAMENTI:
– il primo riguarda il comma 3 dell’art. 10, cioè il rispetto delle norme in materia di aiuti di Stato. Queste disposizioni tra l’altro promuovono il merito, il mercato e la concorrenza e rispettano le specifiche esigenze delle persone con disabilità. Invece diminuisce l’intensità d’aiuto nei confronti delle imprese non indipendenti o non europee. Ci sarà anche UNA RELAZIONE ANNUALE entro il 30 settembre di ogni anno sullo stato degli interventi e sull’efficacia delle agevolazioni tributarie.
Art. 11 è l’art. clou, parla di un FONDO x lo sviluppo degli Investimenti x il finanziamento degli interventi e anche di un PIANO STRAORDINARIO x il potenziamento del Circuito delle Sale Cinematografiche e la digitalizzazione del Patrimonio Cinematografico e Audiovisivo; dal 2017 vi affluirà una quota pari allì11% cmq non inferiore a 400 milioni, di IRES e IVA applicata alle industrie di settore. Lo Stato rinuncia a queste entrate. I soldi andranno anche alla distribuzione cinematografica, di video, di programmi televisivi, di proiezioni cinematografiche, internet, ecc.
Nel riparto del fondo i contributi selettivi non devono essere superiori al 15%. Sarà facile però che oltre alla fiscalità di settore dove mancano molti soggetti importanti come le PIATTAFORME WEB, si ricorrerà per raggiungere i 400 milioni del fondo, alla fiscalità aggiuntiva generale dei cittadini, anche perché questa non è una vera e propria tassa di scopo.
– Il secondo emendamento riguarda il finanziamento annuale degli interventi che dovrà essere “parametrato annualmente”.
Un decreto attuativo indicherà le modalità di gestione del FCA (Fondo Cinema Audiovisivo) attraverso dei programmi.
Si ripartirà il fondo tra tipologie di contributi che x quelli selettivi NON POSSONO ESSERE INFERIORI AL 15% e superiori al 18% e questo per effetto di due emendamenti.
Art. 12 riguarda i requisiti di ammissione a tutti i tipi di contributi e i casi di esclusione, e che l’ammissione al beneficio è subordinata al riconoscimento della nazionalità italiana x tutti i film tranne quelli a carattere pornografico o che incitano alla violenza ovvero all’odio razziale.
Un emendamento stabilisce che l’ammissione ai benefici previsti dalla presente legge, delle opere cinematografiche e audiovisive è subordinata al riconoscimento della nazionalità italiana fatta eccezione x gli INCENTIVI FISCALI di cui all’art. 17 (produzioni estere) .
Un altro decreto attutivo ci dirà i criteri x definire quali sono le opere audiovisive a carattere pornografico o che incitano alla violenza o all’odio razziale che escludono dalle agevolazioni. Così come vengono escluse la pubblicità Tv, gli spot pubblicitari, televendite, ecc. opere prodotte esclusivamente ai fini commerciali o promozionali, programmi di informazione e attualità, giochi, quiz, talk show, gare e competizioni, trasmissione in diretta di eventi, compresi quelli teatrali, musicali, artistici, culturali, sportivi e celebrativi.
Art. 13 – Riguarda gli incentivi fiscali x le imprese di produzione (il credito d’imposta) tra il 15-30% del costo complessivo di produzione e demanda al solito D.M. ulteriori dettagli. Il 30% in base ad un emendamento x le opere audiovisive in coproduzione internazionale e produzione internazionale ecc. ecc.
Art. 14 – Incentivi fiscali x le imprese di distribuzione sempre tra il 15-30% e se la distribuzione è curata direttamente dallo stesso produttore indipendente (che quindi deve specializzarsi), la misura aumenta al 40%. Si rinvia ad un ulteriore D.M. Con un emendamento si introduce il credito d’imposta x film distribuiti in lingua diversa appartenente ad una minoranza linguistica e l’impresa di distribuzione, secondo un emendamento, può essere di editoria audiovisiva.
Art. 15 – Credito d’imposta x l’esercizio cinematografico x le industrie tecniche e di postproduzione tra il 20 e il 40%. Si rinvia al D.M. e si dovrà tener conto delle sale realizzate prima del 1° gennaio 1980 (storiche) e con un emendamento il credito d’imposta si allarga anche ai laboratori di restauro (dei film). Quindi per ristrutturazione di sale, realizzazione di nuove, ripristino di sale inattive.
Art 16 – Credito d’imposta per gli esercenti delle sale che potenzieranno l’offerta di opere italiane ed europee, si rinvia ad un apposito salvifico decreto. Con un emendamento l’aliquota massima è del 20% sugli introiti derivanti dalla programmazione delle opere italiane ed europee, con un altro emendamento si tutelano le piccole sale cinematografiche ubicate nei comuni con meno di 15.000 abitanti. Si rinvia al Decreto di cui all’art. 19.
Art. 17 – Credito d’imposta x le imprese nazionali di produzione esecutiva e di postproduzione in relazione ad opere realizzate sul territorio nazionale utilizzando manodopera italiana su commissione di produzioni estere, tra il 20 e il 30% del costo di produzione della singola opera. Un emendamento invece di 20% lo alza al 25% della spesa sostenuta nel territorio nazionale.
Art. 18 – Credito d’imposta x le imprese non appartenenti al settore della Produzione Cinematografica e Audiovisiva (gli esterni) nella misura massima del 30%.
La Commissione ha novellato il comma 1 e introdotto un comma 1-bis: sono soggetti passivi dell’Imposta sul Reddito (devono pagare) non appartenenti al settore cinematografico ma ASSOCIATI IN PARTECIPAZIONE che possono avere una riduzione del 30%; 40% di riduzione fiscale se l’opera ha ricevuto un contributo selettivo dal Mibact e questo per effetto di un emendamento. Si rinvia al solito decreto attuativo di cui all’art. 19. Gli investimenti esterni possono essere fatti anche x il tramite di intermediari.
Art. 19 – Disposizioni comuni in materia di credito d’imposta. I crediti d’imposta sono utilizzati ESCUSIVAMENTE in compensazione. La Commissione ha inserito un nuovo comma 2-bis che esclude l’applicazione ai crediti d’imposta del limite di utilizzo annuale di 250.000 Euro E QUESTI CREDITI D’IMPOSTA IN BASE A 3 EMENDAMENTI, SONO CEDIBILI DAL BENEFICIARIO A INTERMEDIARI BANCARI, INCLUSO L’ISTITUTO PER IL CREDITO SPORTIVO, finanziari ed assicurativi esclusi gli investitori privati non appartenenti al settore cinematografico ed audiovisivo. E poi ancora una caterva di decreti attuativi.
Gian Sart

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Indietro