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2 – IL DEBITO PUBBLICO E IL TASSO DI INDEBITAMENTO

19 Febbraio 2013

Tutti i Paesi occidentali a capitalismo avanzato hanno il problema dell’indebitamento, come se fossimo arrivati a quel livello di sviluppo economico che per crescere bisogna indebitarsi altrimenti c’è la depressione, la disoccupazione; dicendola in altro modo, il sistema economico si è imballato in sé stesso come un meccanismo arrugginito dalle grosse perdite che funziona con fatica e solo iniettandogli un sacco di olio, ovvero come un motore che parte sparato ma col freno tirato.

PER CAPIRE però in maniera approfondita dobbiamo intendere la differenza tra ciò che si chiama IL LIVELLO FINANZIARIO dei fenomeni economici e ciò che si chiama più propriamente L’ASPETTO ECONOMICO.

Quante volte parliamo di problemi finanziari e problemi economici, confondendoli spesso pur essendo di natura diversa.

Per economia volgarmente intendiamo risparmio, però è proprio il risparmio che sviluppa l’investimento, e quando c’è un investimento c’è una attività economica, quindi l’impiego dei fattori produttivi per la soddisfazione dei bisogni individuali o collettivi, si chiama economia.

Qui siamo nel campo della semplice ragioneria che ci parla di costi o spese che si sostengono al fine di produrre beni o servizi dai quali si può ricavare una certa ricchezza o anche solo il sostentamento alimentare.

L’uomo ha fame, deve mangiare e per mangiare deve sviluppare un’attività economica agricola, fino a quando siamo in una economia di sussistenza non c’è scambio, baratto, di un bene con un altro. Quando c’è il baratto si valuta un bene con un altro, poi con la moneta si valuta il bene in termini di una certa quantità di denaro e qui siamo già nel campo finanziario che è composto da disponibilità liquide (denaro) e da beni materiali che sono gli stessi attrezzi agricoli (patrimonio).

Questi due elementi ECONOMICO E FINANZIARIO sono strettamente connessi perché per produrre c’è bisogno di ricchezza e la produzione genera ricchezza stessa.

Citando dal Blog di Beppe Grillo (15/12/2012), possiamo portare questi concetti nella gestione di uno Stato e abbiamo da una parte il processo produttivo, che per lo Stato è attuare dei servizi pubblici (sanità, scuola, infrastrutture, servizi sociali) A FAVORE DELLA cittadinanza, dall’altro la ricchezza per produrre questi servizi che lo Stato reperisce mediante la tassazione. Quando uno Stato non raccoglie mediante la tassazione la ricchezza sufficiente per la produzione dei servizi ovvero quando questi si espandono in maniera non efficiente, alimentando al suo interno strati parassitari di origine politica, ricerca la ricchezza che gli manca rivolgendosi ai famosi mercati finanziari e quindi da questo passaggio si genera il debito pubblico.

Il debito pubblico si alimenta nel tempo anche grazie a una classe politica che non accetta di ridurre i costi della politica e alimenta una politica clientelare ai danni della Comunità, loro la chiamano POLITICA PER LO SVILUPPO LOCALE, ma quello che si sviluppa sono le dimensioni delle loro tasche e quindi le dimensioni del debito pubblico. Attualmente l’Italia paga 100 miliardi di interessi per pagare questo indebitamento, soldi sottratti al bene pubblico, tagliando altri servizi pubblici ovvero aumentando la tassazione, perché per ovvi motivi di ordine pubblico, non è possibile ridurre le burocrazie generate dalla politica, effettuando dei tagli significativi di personale.

C’è chi dice che il debito pubblico di un Paese sia ricchezza privata, però solo se rimane in Italia, in quanto gli interessi (i 100 milioni di prima) vengono pagati a risparmiatori italiani, se invece è detenuto da altri Stati e da Grandi Banche estere (attualmente il 50% del debito italiano) si crea una suddittanza verso l’estero e una dipendenza psicologica dalla Germania per fragilità economica. Con i debiti dei singoli paesi che devono esere vissuti individualmente da parte degli Stati, va in crisi la Falsa Unione Europea, perché ogni Stato pensa a se stesso e quello che si sente più forte non vuole aiutare quello più debole, insomma rimangono i soliti egoismi tipici di una mancata unità politica.

Il presidente Obama ha DETTO agli Usa: perché non alziamo il tasso di indebitamento? E perché allora, aggiungo io, non lo possiamo fare anche da noi?

giancarlo sartoretto

 

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