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3 – IL MOVIMENTO PARLA, GRILLO ACCONSENTA!

8 Aprile 2013

FINANZIA UN FILM VINCI UNA CASA

Ci sono più di 8 milioni di italiani che hanno votato M5S, gente che votava a sinistra, a destra, al centro, o non votava affatto, ognuno con intenzioni diverse è approdato al Movimento che non ha una sua struttura partitica o ideologica, un comitato centrale, una direzione.

Quelli di sinistra hanno apprezzato la politica per l’ambiente, quelli di centro e di destra, la campagna contro i politici che mangiano, tutti hanno apprezzato un discorso economico fuori dagli schemi ideologici,  in cui finalmente si parla di fallimento dell’Italia, della piccola e media impresa, del debito pubblico (la sinistra non ne ha mai parlato o al massimo ha detto debito pubblico-ricchezza privata), insomma Grillo è riuscito ad arrivare alla gente con le sue idee semplici, ma efficaci.

I partiti tradizionali che controllano i media hanno fatto una campagna di denigrazione, dopo che non l’avevano preso sul serio (chi non si ricorda la sceneggiata del Servitor Ferrara a Rai 1 che si strappava la camicia di dosso parlando con disprezzo di Grillo), e questa campagna ha anche condizionato la gente che ha votato per Beppe Grillo, facendogli ripetere ( o perché distratti e o in buona fede) che Grillo fa tutto lui, che comanda, e uno non vale uno ecc. non capendo che lui si è messo in gioco e che lui è un leader come ce ne sono tanti: Vendola, (da tre anni parla solo lui non conosciamo nessun altro esponente di Sel, forse Fava – non congiungete questi due cognomi, è pericoloso!), Ferrero, (qualcuno conosce la direzione o la segreteria di Rifondazione, un certo Grassi della direzione, ma chi è costui? Come direbbe Don Abbondio, Diliberto (chi c’è oltre a Diliberto nel Pdci, non Rizzo che se n’è andato) Bonelli dei verdi, sapete che c’è Boato con lui, ma nessuno ne ha mai parlato, eppoi Di Pietro – parlava sempre solo lui, Donadi gli reggeva il microfono fino a quando non si è stufato, o forse il leader maximo della percentuale minima 0,7%, sto parlando di Ferrando marxista trosckista, (non mi ricordo neanche più come si dice) Bersani che è leader ha oscurato tutti i precedenti compreso il prete Gianni (Franceschini), Casini (chi c’era con lui, Cesa?) Fini (ci ricordiamo due o tre nomi solo perché aveva fatto una scissione fresca e infine Berlusconi (che ha avuto i suoi portavoce) e che cmq ha lasciato spazio a un po’ di personale politico ex craxiano, quando si sentiva forte al potere. Tutti questi sono dei leaders?

Se si, sono dei leaders democratici? Silvio Berlusconi commanda dal ’92 prima Forza Italia, poi il Popolo della Libertà: che fai mi cacci? Bersani da un po d’anni, Casini da una vita, Fini è il leader naturale di Fli Flo e Fla, insomma dov’è la democrazia, dov’è la rotazione? Ci sono dei leaders che sono tali dagli anni 70, hanno fatto una carriera politica come se fossero dipendenti statali, non hanno mai lasciato la sedia ne il seggio in parlamento per 35 anni, ma loro erano bravi, competenti, “pensi che sapevano accontentare tutti, voglio dire le clientele”. Però alla Fine è Beppe Grillo l’autoritario, robe da martiri.

E allora adesso siccome tutti possono dire la loro anche senza molto riflettere, potenza della rete, anche lui che aveva suscitato lo sviluppo della rete viene criticato in rete come non mai: bisogna fare un governo con Bersani e condizionarlo in maniera che si possano fare le riforme e cacciare Berlusconi.

Questa è la tesi della paura. La gente ha paura che non si riesca a combinare niente, soprattutto quella di sinistra che ha visto le idee nuove congelate in parlamento senza che potessero diventare maggioritarie.

La paura è comprensibile anche se non giustificabile, perché per molti significherebbe gettare nel cesso questi due ultimi anni, e c’è l’altra opzione della coerenza caldeggiata da Grillo e da tanti altri che vogliono rispettare una filosofia politica che si è sviluppata contro i partiti. Che si facessero sentire di più perché sembra che la maggioranza appartenga ai filo-responsabili-governativi-bersaniani-democratici di base. Io se fossi Grillo indirei delle assemblee in qualche cinema sparso nella penisola, si potrebbe finanziare facendo pagare 2 euro a testa, aperto a chiunque, quindi parlamentari, amministratori, popolo e ognuno può parlare per cinque minuti e dire la sua, in maniera tale che la gente abbia un rapporto più emotivo con il suo leader, quello che hanno gli altri partiti.

giancarlo sartoretto

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