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1 – IN ITALIA SI FANNO TROPPI FILM

27 Maggio 2013

FINANZIA UN FILM VINCI UNA CASA

In Italia si fanno troppi film.

Mi dispiace ma questa è la verità ci dice Michele Anselmi, e se fosse invece una bugia perché la gente faccia meno film e quindi lui debba lavorare di meno come critico? Non lo so, dipende se lui guadagna un tanto ad articolo, o invece ha un fisso a prescindere.

Che tristezza sentire un apprezzabile giornalista venduto ai poteri forti: “però bisogna magnà’!” per cui il cinema è una cosa aristocratica decisa dall’alto da pochi, protetti, paraculi, che sembrano urlare dai loro scranni contornati da giornalisti accondiscendenti: “il cinema è nostro e lo facciamo noi! Cazzo volete voi! Il cinema Indie? Cioè indigente? E vi pare bello, noi gli diamo una dignità…è’ cosa nostra! I soldi dei finanziamenti pubblici ce li dobbiamo pappare, anzi poppare noi, già il Mibac vi dà troppo spazio, ma quali talenti, non abbiamo bisogno di nessuno, siamo autarchici, noi siamo il cinema e voi… non siete un cazzo.

Ordine, gerarchia e disciplina, una cittadella fortificata che ti rassicuri ogni mattina, noi siamo inespugnabile. Prima vengono quelli che incassano (anche se sono filmetti) l’importante che se ne parli bene, assoldiamo un po’ di critici che sui film parlino d’altro, gli diamo un piatto di minestra, ma chi vi credete di essere?

Prima le nostre commedie, poi gli autoriali storici (gerachia) poi il documentario autoriale e poi l’élite. Ma come non lo sapete che la democrazia è elitaria, prima noi e poi…che cazzo volete voi!”

Ma anche tu Anselmi – figlio loro – citi tre film che non hanno incassato niente nel tuo articolo del 5 maggio su Ciak, ma se avevano una confezione distributiva di serie B come potevano incassare? Riccardo Tozzi da grande paraculo dice, riportato da Anselmi: ci sono film che non devono proprio andare in sala, (solo i miei lo possono fare) e aggiunge: trovate altre alternative e non ci rompete, come se fosse facili trovare delle alternative remunerative (è qui la presa per il culo). Il problema è che non si vuole toccare il tetto dei film americani per cui Anselmi arriva a dire una di quelle cazzate cosmiche, che ve la riporto per registrazione storica: “il fatto (non quotidiano) è che molti di quei 166 film girati nel 2012 (italiani) un senso e un obiettivo (Audite! Audite!) proprio non ce l’hanno.

Spesso sono impuntature stanche, scommesse a perdere, prototipi scalcinati. Che nessuna tv, quote o non quote, manderà mai in onda. Neppure alle 3 di notte” Questo è un giornalista che non ha mai capito un bel niente di produzione e che si permette senza aver visto molti di questi film, di dire che non valgono un beneamato…o beneamata… Ma va a vanculo va! Se uno fosse onesto direbbe che non capisce bene come funziona la macchina del cinema oggi, che è tutto più complicato rispetto alle fette di mercato, no lui giudica e pregiudica dall’alto: ma rivà a fanculo!

Mi fermo qui perché ho esaurito tutte le infioriture a disposizione. www.vaafareinc.it;

 

by giancarlo sartoretto

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