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1 – INTERNET E TV

5 Giugno 2013

Internet e tv, la televisione è un elettrodomestico e Internet un ecosistema di isole da circumnavigare, insieme faranno grandi cose e rivoluzioneranno l’elettrodomestico? Per sua natura laTv è unidirezionale, i suoi programmi vengono definiti dall’alto e direzionati verso il basso, il pubblico li recepisce in posizione passiva, e se non ne viene coinvolto può snobbarli grazie al telecomando o spegnendo il mezzo.

In internet invece l’internauta viaggia in maniera orizzontale e approda su tante isole che non hanno nessun rapporto gerarchico tra di loro mentre i contenuti sono spontaneamente sviluppati dal basso senza bisogno di autorizzazioni o di vincoli politici.

Ritorniamo alla Tv: parlando dei contenuti televisivi, Gori – non quello di Addio Lugano Bella – afferma che è il pubblico che fa la Tv attraverso l’audience, ciò che costituisce una balla colossale, il pubblico televisivo è passivo, è solo capace di ricevere i contenuti che vengono decisi dalle stanze di potere, se in prima serata un tempo mettevano una trasmissione come l’Approdo certo tutti scappavano via inorriditi, invece oggi puoi cambiare canale, alla disperata trovi sempre qualcosa su cui addormentarsi.

L’audience è un indice di gradimento ma il pubblico può essere interessato a contenuti che (per il suo bene) è meglio che non veda e chi lo decide è l’autorità che presiede ai programmi, che se vogliamo può manipolare anche l’interesse dello spettatore, le fiction devono avere determinati schemi di senso e avere per eroi dei tutori dell’ordine pubblico o dei personaggi istituzionali.

Probabilmente se si producessero storie diverse l’indice di gradimento salirebbe ma si devono mettere al centro delle storie rassicuranti, questo tipo di pubblico non è esigente e si accontenta facilmente basta che i programmi non siano troppo stucchevoli.

Gori – non l’avvocato di cui sopra – afferma inoltre che la Tv commerciale ha saputo registrare i desideri degli italiani, ovvero i contenuti ideali dove piazzare la pubblicità di prodotti. Cmq il futuro della Tv è la rete che dovrebbe ovviare a questo autoritarismo insito nella scelta e prodigarsi per una maggiore condivisione delle trasmissioni fino a giungere a una TV interattiva. La Tv italiana ultimamente si è risollevata da una crisi di visibilità da parte soprattutto delle giovani generazioni.

A sentire “Il Giornale” del 3.1.2013 nel 2012 c’è stato un trionfo degli ascolti televisivi, non solo quindi non è morta la Tv, ma gode di ottima salute considerati i dati Auditel che costituiscono un criterio di gradimento nato nel 1986, anzi l’articolista Laura Rio ci dice che la gente preferisce la Tv che andare al cinema, grazie al cavolo non costa niente o quasi rispetto al cinema in tempi di crisi, sono i canali tematici che attirano più gente e la loro diversa modalità di fruizione (su smartfhone e sul tablet) e poi la Tv è sempre più interattiva attraverso i commenti e le critiche, quindi l’ascolto si fa più attivo soprattutto quando è a pagamento (vedi Sky TV- Xfactor).

Quindi la Tv fa una concorrenza spietata al cinema quando è di qualità per la presenza di tutte quelle serie Tv amate, “cult” anche perché il cinema italiano dei cinepanettoni risulta sempre più scadente. Mentre il cinema è per i giovani, le serie Tv sono per gli adulti. Serie Tv come Lost, Breaking Bad e Homeland fidelizzano uno spettatore meno motivato ad andare al cinema: le serie Tv si possono condividere anche tra amici a casa, soprattutto se i cult veri non sono più i film ma le serie Tv, sperimentali, complesse ed epiche, drammatiche, corrosive e comiche (art. Eco di Bergamo 04/01/2013), stiamo parlando di serie come In Treatment , 24, The Wire, Last Resort, Band of Brothers, The Pacific, I Soprano, Boardwalk Empire, Breaking Bad, The New Normal o Misfits, 30 Rock, Glee, di produzione usa, inglese, canadese.

E l’italia è rimasta al palo ancorata ai vecchi modelli anni ’50: Recupererà, speriamo di no, così la gente continua ad andare al cinema.

 

giancarlo sartoretto

Infine è di questi giorni la notizia della trattativa tra Rai e You Tube per portate in maniera massiccia la Tv di Stato in Internet anche se la Rai ha concesso i diritti Rai ad un prezzo troppo basso, secondo Gubitosi (art. di Massimo Sideri Corriere della Sera del 16/05/2013) mentre la raccolta pubblicitaria in Tv la fa ancora da padrona in termini assoluti su 1,594 miliardi raccolti nei primi tre mesi del 2013, 905 milioni restano al grande schermo anche se con un crollo di quasi il 20% rispetto all’analogo perido del 2012.

 

by giansart

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