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1 – LA PIRATERIA I SOLDI CI PORTA VIA

20 Giugno 2013

Soldi soldi soldi saldi solidi.  Marco Polillo presidente di Confindustria Cultura Italia (cci) ci dice a proposito della pirateria in rete, che non ha nessuna intenzione di ridurre la rete, o violare la privacy degli internauti, né staccare la connessione a chi si scambia file online, non vuole alcuna forma di censura né filtri, ma colpire chi ci guadagna con i film di cui non è proprietario.

Giustamente perché si appropria dei diritti che non ha pagato, il suo è un ragionamento un po’ machiavellico rispetto a coloro  ( i massimalisti della rete) che non vogliono intrusioni di qualsiasi natura, ma ci sta, perché certi intellettuali da strapazzo hanno rilanciato, dicendo che non si può limitare la rete con l’attività antipirateria.

Quindi Polillo riafferma che noi siamo con la rete e per la rete, solo che..c’è un che, che la condivisione deve riguardare materiale non coperto da copyright (t’è capi). Ma arrivano in massa i pirati teutonici, noo, noi dobbiamo condivvidere qualziasi coza non ci interezzano i diritti di chi e coza. Wir willen, noi vogliamo condividere gratis anche i contenuti a pagamento!Cazzo!. Polillo sembra assorbire la botta e replica: va bene, tutta la condivisione che volete, però, però, noi (istituzionali) dobbiamo colpire quelli che si arricchiscono indebitamente.

Colpire quelli,  per i pirati vuol dire ridurre drasticamente i film in rete, sind sie file catzen e quindi per noi piraten ist una jattura. Ma no, noi non vogliamo colpire il singolo pirata, replica paziente Polillo, che lo fa per se, ma solo chi lo fa con caratteristiche imprenditoriali.

Qual è il compromesso politico di tutti questi ragionamenti: Che su Internet può girare tutto quello che si vuole, però se io proprietario di diritti vedo un mio film piratato, ho il diritto che questo venga, cancellato mentre gli altri (anche se piratati- ma nessuno fa la denuncia( sono morti) – possono girare liberamente )Risulta essere un compromesso un po al ribasso per gli autori.

La rete sarà sempre infestata di prodotti piratati e perché la rete dovrebbe pagare un mio film, devo avere qualcosa di eccezionale per cui la gente lo deve vedere a tutti i costi.

Anche la Siae (IL Sole 24 Ore del 30.5.2013) vuole poter dire la sua (però è da troppo tempo che parla senza aggiungere niente) cmq vuole proporre una nuova procedura di Notice And Take Down che consiste nel coinvolgere l’ Agcom ad intervenir suoi contenuti diffusi illegittimamente sui siti, allo scopo di una loro rimozione in poco tempo e coinvolgendo anche siti collocati all’estero.

Ce la farà a concludere qualcosa la Siae oltre alle chiacchiere negli alberghi di lusso con grandissime paghe ai loro dirigenti? Per me le chiacchiere stanno a zero.

Ancora IL SOLE 24 ORE intitola 30/5/2013: UN FRENO AI PARASSITI ONLINE in cui Fedele Confalonieri lancia l’accusa contro gli operatori di oltreoceano che sfruttano contenuti altrui.

Un freno ai parassiti on line, cioè Mediaset chiede un risarcimento di 500 milioni di euro contro You Tube – You Lader, Tribunale di Roma, nell’ambito della convergenza tra Tv e Internet per la ricerca di soluzioni concrete, perché secondo Confalonieri c’è stato un drenaggio ingente di risorse dai produttori di contenuti ai beneficiari delle tecnologie d’oltreoceano e alle loro rendite parassitarie di internet.

Questa è una accusa grave, vuol dire in sostanza che solo gli Usa fanno soldi con Internet e noi non ci guadagniamo un cazzo, altro che investimenti come dicono i beati politicanti dell’Anica, qui non si raccoglie un euro con Internet, essendo noi la provincia dell’impero, i soldi si fanno in centro.

Andiamo oltre, e da un punto di vista giuridico che si dice? Emilio Tosi parla di inadeguatezza normativa del contrasto alla pirateria digitale, si parla della responsabilità degli Internet Hosting Provider che secondo alcuni non ci dovrebbero essere, vedi direttiva CE 31/2000, CI VUOLE UNA ARMONIZZAZIONE ORIZZONTALE A LIVELLO COMUNITARIO DELLE PROCEDURE DI NOTICE AND ACTION PERCHE’ OGNI PAESE UE NON VADA PER CONTO SUO.

In definitiva l’Agcom non deve avere una sola funzione regolamentare e di vigilanza, ma anche essere ordinatorio, accertativo e sanzionatorio, solo che la legge è debole e non ben definita, per cui l’Agcom manca di poteri sanzionatori, in altri termini il livello normativo non permette di lavorare molto per bloccare la pirateria, quindi alla fine ha ragione Polillo: “facciamo un compromesso ma molto blando senza limitare la rete, per carita!”.

In questo contesto è impossibile (secondo me) che qualcuno paghi per vedere un film in rete, visto che ne vede di tutti i tipi gratis a meno che noi avessimo fatto un film impiratabile (in straming) in cui in primo piano riprendiamo una attrice di Hollywood di grande fama che si faccia sodomizzare direttamente in macchina. Non dico il nome per rispetto. E allora se cercheranno spasmodicamente quel film al punto da non dormirci la notte, e non sarà stato piratato per vederlo anche male, allora e solo allora qualcuno pagherà senza se e senza ma anche con la carta di credito on line per soddisfare la sua curiosità. La cosa naturalmente vale anche al maschile.

by giancarlo sartoretto

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