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2 – LA TERZA VIA

15 Luglio 2013

Tornatore ci dice che c’è una terza via tra il cinema d’autore e le commedie italiane: VIA DALL’ITALIA! Cercare di andare in un altro Paese anche per fare cinema.

A parte gli scherzi una terza via potrebbe essere costituita da un cinema di “regia”. Lo stesso Tornatore ne IL MESSAGGERO di Roma del 17/6/2013 (articolo di Gloria Satta) ci dice: “una volta si giravano 300 pellicole all’anno oggi una sessantina, solo producendo di più possiamo imporci “

Neanche lui conosce bene le cose, oggi non si producono 60, bensì 120 film solo che la metà appunto 60, non guadagnano, che vuoi fare più film se il mercato non li assorbe? Ampliare il mercato? Ma se non c’è espansione, in quanto la sommatoria è uguale zero per forza di cose o incasseranno meno i film Usa e le commedie italiane o altrimenti risulta uno spreco di risorse molte delle quali anche private che non riescono ad essere valorizzate. Come mai ci si chiede, i film drammatici non hanno successo in Italia? I Polizieschi? I film Horror? Sono fatti male, non li sappiamo fare? Eppure qui c’erano grandi maestri che si sono cimentati con i generi, possibile che non ci siano più degli allievi degni.

Io penso che la terzia via sia quella del cinema indipendente, veramente libero, veramente nuovo che non sia però troppo autoriale o autobiografico e dia sfogo alla fantasia più sfrenata e soprattutto ogni volta sia diverso.

Si dovrebbe costruire una rete di cinema indipendente capace di attrarre un pubblico più esigente, dove metà del budget deve essere consumato in promozione e dove ci siano film che vanno incontro anche ai gusti del pubblico medio esigente.

Torniamo a Tornatore: il successo di “La Migliore Offerta” venduto in tutto il mondo, smantella una certezza ben radicata nel cinema italiano: il fatto che ci sia spazio solo per le commedie medie, è una convinzione inesatta ci dice il maestro: il pubblico richiede un’offerta articolata, non vuole solo ridere, ma anche riflettere e commuoversi, invece quel che resta della nostra industria si dirige verso la commedia e la “riserva” indiana del cinema d’autore, ma gli spettatori hanno fame di altro, la colpa è dei produttori dice Tornatore che non rischiano per mancanza di coraggio

 

by giancarlo sartoretto

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