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1 – MARCIA INDIETRO

27 Dicembre 2013

Una Piccola Avvelenata

Il film sassarese MARCIA INDIETRO del regista Marco Demurtas approda sulla piattaforma OWN AIR.

In questo articolo comparso su “Sassari Notizie” qualche e forse più di qualche settimana fa, si parla del coraggioso film sassarese autoprodotto e presentato lo scorso anno al Festival internazionale del Cinema di Roma, e realizzato tutto a Sassaro con un cast del posto: si tratta di una modalità alternativa di distribuzione.

Viene intervistato Demurtas che spiega molto bene come funziona il Mercato Cinematografico Italiano.

Dice: “qualche anno fa (non sapendo niente) accusai Nanni Moretti di non avere più la volontà di sostenere il cinema indipendente.

Ora che la sua società si è ritirata dal mercato distributivo, per via dei bassi incassi al botteghino, inizio a comprendere le sue paure”. Continua: “Se i film italiani proposti nelle sale continuano andare in perdita devono sperare di recuperare gli investimenti fatti, attraverso dei passaggi televisivi e siccome è difficile per gli autori emergenti se non sono raccomandati (dico io) ad avere la Rai, gli autori emergenti sono condannati all’invisibilità”.

Bene fin qua ci siamo e De Murtas e con lui tanti altri autori cinematografici si stanno accorgendo che se un film non ha alle spalle un budget considerevole, è praticamente impossibile che venga proiettato al cinema (a differenza della credenza comune che fare un film con pochi soldi sia una qualità) e quando ogni tanto succede, gli esercenti delle sale si trovano costretti a chiedere al regista, in anticipo, il pagamento del minimo incasso garantito.

Quindi l’autore-produttore deve pure pagare l’esercente se vuole che il suo film venga visto nella sala. E si chiede (De Murtas) dove vanno a finire le opere che non trovano spazio al cinema perché l’autore o il produttore non hanno i soldi per pagare la minima tenitura in sala? In una specie di limbo, in una sorta di terra di nessuno anche se esiste un potenziale pubblico che ne chiede la proiezione e che purtroppo rimane tale. Adesso ci pensa però OWN AIR a restituire al pubblico la pellicola. A me viene spontaneo però rimarcare: “povero illuso credi ancora alle favole cinematografiche. Ma quanto incasserai? Na beata…”

La maggior parte dei giovani registi, sceneggiatori NON SANNO PROPRIO NIENTE DEL MERCATO CINEMATOGRAFICO NOSTRANO e continuano a cullarsi di miti che sono morti da almeno 30 anni, perché le scuole di cinematografia gli tengono nascosta la realtà d’oggi. Per cui continuano a proporre delle sceneggiature che non hanno nessuna possibilità di assorbimento nel mercato italiano dominato dalle commedie medie, dalle commediette e dalle commediacce. Possibile aggiungo io, con fervore, che ci continuate a mandare imperterriti delle sceneggiature drammatiche, melò o horror che non gliene frega un caxxo a nessuno, noi italiani siamo commedianti, come ve lo devo dire in tedesco, wir sind der kommedianten, sarà una banalità ma al pubblico piacciono personaggi televisivi che poi fanno cinema, e invece i nostri bravi giovani (perché nessuno gli dice niente e pensano che i produttori siano ancora quelli degli anni ’50) continuano a propinarcele (drammatiche, melò, horror), nonostante che in Italia ormai da 30 anni non ci siano più film del genere, di genere. Allora ridico con più fervore ancora: “o siete poco svegli, o dormite in piedi, come fate a non accorgervi di come funziona da noi, non vedere che tutti i film drammatici, polizieschi, horror sono prodotti in America (a parte qualche polar francese) e allora dai forza, traducete le vostre sceneggiature direttamente in inglese, e provateci con loro, ma vi prego non ci scassate la minchia a noi con progetti impossibili per il mercato italiano. Perché ste scuole vi illudono e non dicono come è la realtà odierna e voi venite da noi indipendenti, dopo che non siete riusciti con i grossi produttori, pensando che abbiamo il sigaro in bocca e un cassetto della scrivania pieno di dollari. Il bello – mi dice un amico anche lui piccolo produttore – è che siccome stanno per mettere su un progetto a low budget che nessuno cagherà, si rivolgono a te per chiederti quei pochi soldi che gli servono per chiuderlo: a volte 30.000, a volte 70.000 a volte 80.000, 110.000 evitando accuratamente di dirti come caxxo si recupereranno i soldi, praticamente tu devi essere per loro un istituto di beneficenza. Questi giovani autori sono di una ignoranza spaventosa in fatto di produzione, pretendono però, e come pretendono, perché loro devono esordire a qualunque costo, glielo ha ordinato il dottore e tu devi tiragli fuori i soldi dal cassetto. Perché non ve li mettete voi, investite su voi stessi? Dite al papà di vendersi un immobile.

Ma come parli? Cosa dici? Ma che caxxo di produttore indipendente sei?

E’ che qui in Italia non ce nessuna industria, lo volete capire si o no, il cinema è un ambiente chiuso per pochi eletti, un mercato per 50 registi e 12 produttori, che hanno anche le giuste relazioni e nessuno vuole investire su un giovane e neanche su una idea, è tutto già collaudato da lustri, semplicemente ti chiedono per essere prodotto se hai qualche entratura…e avanti di questo passo, che palle!

Poi ti arriva la buona notizia di Netflix, il servizio di streaming e noleggio via mail – la compagnia avrebbe raggiunto quasi 30 milioni di utenti a pagamento, in Italia ci prova Mediaset con “Infinity” con una library di 5000 titoli e un costo di € 10 euro al mese con un accesso illimitato di film prodotti tra il 1950 e il 2012, Sky ha un sistema analogo che si chiama “River” e ti dici forse De Murtas sua potrebbe avere ragione e ti assale il dubbio, e se sto dicendo un sacco di cazzate che veramente in Internet – basta creare una confezione giusta – la cosa potrebbe funzionare? Ai postali – che stanno sempre in mezzo ai messaggi d’auguri – l’ardua sententia….e scusate lo sfogo.

 

Ciankazzo da Fare, frazione del nulla

giancarlo sartoretto

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